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Uno fa il giudice a ballando con le stelle, l'altro prende milioni per allenare i migliori club italiani ed è l'allenatore più titolato nel campionato italiano.Il solito Zazzaroni dal CorSport in edicola:
Allegri è l’anticalcio e adesso anche l’antiCristian: è il diavolo, per cui sta bene dov’è, anche se non sono tanto convinto che ci resterà a lungo. Ma questo è solo il mio pensiero. Allegri vince perché ha **** e i sei scudetti e le due finali di Champions perse con il Barcellona di Messi e il Real di Ronaldo, coppe e coppette nazionali non le considero nemmeno, li deve ai campioni che ha allenato, non al suo sbuzzo. Pardòn, allenare è il verbo sbagliato: meglio gestire, che ha gestito. Juve e Milan sono trattati come il bar del bagno Baratti.
“Rubando” tre punti a Como Allegri ha ottenuto il diciannovesimo risultato utile consecutivo: al Milan non accadeva da vent’anni. Nel 2005 il “gestore” era Ancelotti, un altro che ha un gran **** perdippiù riconosciuto a livello planetario. Allegri non sa mettere in campo la squadra. Lo affermano ragazzi di venti, venticinque, trent’anni. Ma anche quarantenni e cinquantenni che nella loro vita di esperti hanno partecipato al torneo aziendale. Da riserve e perdendolo. Allegri non conosce le preventive, ma solo i preventivi esorbitanti dell’architetto che gli ha arredato casa a Milano.
Ad Allegri danno 5 milioni netti l’anno, alla Juve ne prendeva 7, per giocare bene, non per vincere. Il tifoso milanista vuole lo spettacolo, non i titoli. Allegri negli anni è stato cercato due volte dal Real Madrid e poi da Napoli, Inter, Milan, Roma e Fiorentina, tutti club che vogliono lo show, non i punti. Gli arabi li trascuro: sono giochisti per natura e quando non si divertono più col giochino tagliano i contratti. Allegri ha vinto a Como perché aveva Maignan e Rabiot che sono di livello superiore. Questo è vero, ed è altrettanto vero che subito dopo aver conquistato l’ultima Champions col Real, superando a Parigi il miglior Liverpool di Klopp, Ancelotti indicò la chiave del successo: «Il portiere ha parato e il centravanti ha segnato».
Xabi Alonso, fantastico a Leverkusen, è stato cacciato dopo pochi mesi dal Real perché, fonte interna, «ha voluto fare il fenomeno e non ha creato un bel rapporto con i giocatori. Troppe informazioni senza senso. La squadra non lo sopportava più». Ottimo allenatore Xabi, non gestore: Florentino non li gradisce gli allenatori. Ora qualcuno, non avendo capito una mazza del mio discorso, dirà che ho attaccato Allegri, il profeta del corto muso. Fortuna che non si chiama corto mulo. Altrimenti, invertendo le iniziali, sai che guaio.
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Mi fermo qui per pietà per un povero ritardato