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Anche perchè è la logica razionale a suggerirci che la proprietà non abbia tratto alcun profitto dalla gestione ridicola e talebana degli esuberi che semmai ha portato solo a danni economici. Un conto è l'allenatore che rinuncia al giocatore di sicuro valore X per puntare sulla scommessa Y perchè la dirigenza vuole monetizzare. Quello è il classico mister aziendalista che si adatta e fa buon viso a cattivo gioco. Esempio recente: Fonseca che elogia Kalulu e Saelemakers ad agosto e se li ritrova ceduti a Juventus e Roma dopo due settimane.E' uno scenario nuovo, non ne sono abituato, non riesco a dare nemmeno una valutazione ad un approccio simile, di sicuro non sufficiente.
Ci viene chiesto un atto di fede estendendo a tutta la rosa il "Teorema Camarda", spiegato perfettamente dal Mister: fidarsi esplicitamente del suo gruppo, dei suoi prescelti e dei profili giovani già in rosa da cui fare uscire le sorprese, quindi non occupare slot che possono penalizzare quei profili.
Non serve un centrocampista, tranquilli che riciclo Musah, forse persino Jashari ed occhio a Comotto.
Non serve un esterno, tranquilli che rispolvero Chukwu ed Estupinan e metto un po' ovunque Saele e Moreira.
Non serve un'alternativa a Ramos, tranquilli che mi fido di Camarda.
E poi quella per me più incredibile di tutte: non serve un difensore centrale, tranquilli che Gabbia e De Winter sono affidabili e Vladimirov e Diawara saranno sorprese, e forse disseppelisco pure Tomori.
Modo elegante di giustificare l'incompiutezza ed un mercato a metà?
Fiducia nel progetto pluriennale e nel lavoro graduale anche sul mercato a dispetto dei risultati?
Allenatore e dirigenza vincenti che vedono cose che gli altri non vedono?
Sopravvalutazione della rosa ed arroganza?
Resto disposto a seguire passo passo l'evoluzione e la crescita del progetto (e le interessanti idee tattiche del Mister), anche digerendo le sconfitte pesanti che arriveranno a breve, ma non mi fido assolutamente, non partecipo al giochetto sciocco di separare Amorim e Cardinale ed esprimo una delusione direttamente proporzionale all'incompiutezza: enorme.
Qui però siamo su un piano completamente diverso. Sbaglierò ma dubito che Cardinale abbia chiesto ad Amorim di rivalutare e far diventare punti fermi della rosa Musah, Chukuwueze e Loftus Cheek. Sono scelte radicali di un allenatore che ha dichiarato esplicitamente di voler lavorare con un gruppo ristretto di giocatori e di rifiutare a priori calciatori non in linea con il suo pensiero. Scelta legittima se alleni un club in grado di supportarti sul mercato ma assolutamente deleteria se ti trovi in una situazione societaria come quella rossonera.
