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Premio Nobel accusato di narcotraffico.Niente zavorre europee. Gli stessi che supplicarono paparino Obama ad aiutarli perché l' armata anglo-francese era impotente contro Gheddafi.
E niente rammolliti mazzettari israeliani fortissimi cinquanta anni fa ma oggi bravi a giocare con il cellulare ma che neanche hanno la meglio contro il Libano e poi cercano lo scontro con l'Iran salvo chiedere aiuto agli Usa.
Vi ricordo che Maduro è molto radicato e popolare perché prima di Chavez c'erano accordo ridicoli: i venezuelani trattenevano il 10% dei profitti e chi estraeva petrolio ne loro territorio il 90%.
Se il premio Nobel torna ai vecchi accordi e punta a colmare la differenza con il narcotraffico finisce molto peggio che sotto il socialismo venezuelano.

La mia opinione è che il Venezuela rimarrà un postaccio, solo che se ne parlerà di meno se ci sarà l'"eletto" dall'alto. Tipo ora a Roma con il genio Gualtieri, che pare abbia risolto tutti i problemi della capitale.
