Alfonso Signorini rompe il lungo silenzio dopo le puntate shock di Falsissimo di Fabrizio Corona a lui dedicate e che gli sono costate l'uscita dalla tv, dalla direzione di Chi e un'indagine per violenza sessuale.
E lo fa al Giornale (diretto da Tommaso Cerno, il quale ha sempre difeso a spada tratta Signorini n.d.s.), intervistato da Hoara Borselli. Le parole dell'ex direttore di Chi "Il mio primo pensiero dopo che è esploso lo scandalo? Solo quello di costruirmi una bolla. Perché si costruisce una bolla? Per sopravvivere. Perché tu sei al centro di un clamore mostruoso, una gogna mediatica che vuole annientarti, e devi in qualche modo capire come sopravvivere. Non come vivere: come sopravvivere....Ce l'ho fatta con mia grande soddisfazione. Soprattutto con il supporto del mio compagno, che aveva tutto il diritto di dirmi: Arrivederci e grazie e invece mi è stato a fianco giorno dopo giorno. Me lo aspettavo? Sì, perché lo conosco bene. Ma non è una cosa così scontata".
Su chi lo ha ferito di più: "A parte la gogna, il silenzio di certe persone che si professavano fratelli, amici, che in passato con biglietti e lettere manifestavano tutta la loro stima professionale e il loro affetto. E che sono letteralmente spariti. Neppure il gesto di prendere in mano il telefono per chiedermi Come stai?. Ecco, tutto questo dopo trent'anni di frequentazioni, di attestati di affetto, non me lo sarei mai, dico mai, aspettato. Una mancanza di umanità, di empatia che mi ha profondamente ferito. È una cosa che non dimenticherò facilmente. Ma non è questo il momento per lasciarsi andare a questo genere di considerazioni".
Signorini, inoltre, ha detto di essere stato vittima di "omofobia mostruosa" e di non aver ricevuto difese dalla comunità LGBTQ: "Silenzio. Silenzio totale. Eppure si muovono spesso, a volte anche in situazioni molto meno evidenti di omofobia. La cosa paradossale è che se un etero si approccia ad una ragazza nessuno ha niente da dire. Se a farlo è un omosessuale viene messo in croce. Anche questa è una battaglia civile da fare".
Ma cosa fa oggi Signorini? Attualmente si trova a Verona, definita la sua "bolla" "Perché in questa bolla c'è la musica. C'è sempre stata. Prendo lezione di piano due ore al giorno col mio vecchio maestro di pianoforte, 78 anni. La musica in questo momento è ancora più importante di prima. E allora sono qui perché curo la regia della Bohème che ha debuttato venerdì sera all'Arena. Perché in questa bolla c'è la musica. C'è sempre stata. Prendo lezione di piano due ore al giorno col mio vecchio maestro di pianoforte, 78 anni. La musica in questo momento è ancora più importante di prima. E allora sono qui perché curo la regia della Bohème che ha debuttato venerdì sera all'Arena" e con prossimi impegni a Liegi e Parigi.
Infine, una riflessione sui social:
"I social sono una bolla. I social non influenzano neanche dell'1% lo share di un programma tv. Se un programma ha successo o no, non dipende dai social. Me ne sono accorto durante il Grande Fratello. Persone esaltate dai social e stroncate dal televoto. Fanno danni? Il sistema dei social favorisce i leoni da tastiera. Io dico: ciascuno deve poter esprimere un'opinione e una critica. Però deve essere responsabilizzato. Quando esprimo devo avere un nome e un cognome e assumermi le responsabilità. Dovrebbe essere una battaglia comune tra le forze politiche".
Qui sotto Signorini in una foto con amici scattata recentemente a Verona, dove attualmente risiede:
E lo fa al Giornale (diretto da Tommaso Cerno, il quale ha sempre difeso a spada tratta Signorini n.d.s.), intervistato da Hoara Borselli. Le parole dell'ex direttore di Chi "Il mio primo pensiero dopo che è esploso lo scandalo? Solo quello di costruirmi una bolla. Perché si costruisce una bolla? Per sopravvivere. Perché tu sei al centro di un clamore mostruoso, una gogna mediatica che vuole annientarti, e devi in qualche modo capire come sopravvivere. Non come vivere: come sopravvivere....Ce l'ho fatta con mia grande soddisfazione. Soprattutto con il supporto del mio compagno, che aveva tutto il diritto di dirmi: Arrivederci e grazie e invece mi è stato a fianco giorno dopo giorno. Me lo aspettavo? Sì, perché lo conosco bene. Ma non è una cosa così scontata".
Su chi lo ha ferito di più: "A parte la gogna, il silenzio di certe persone che si professavano fratelli, amici, che in passato con biglietti e lettere manifestavano tutta la loro stima professionale e il loro affetto. E che sono letteralmente spariti. Neppure il gesto di prendere in mano il telefono per chiedermi Come stai?. Ecco, tutto questo dopo trent'anni di frequentazioni, di attestati di affetto, non me lo sarei mai, dico mai, aspettato. Una mancanza di umanità, di empatia che mi ha profondamente ferito. È una cosa che non dimenticherò facilmente. Ma non è questo il momento per lasciarsi andare a questo genere di considerazioni".
Signorini, inoltre, ha detto di essere stato vittima di "omofobia mostruosa" e di non aver ricevuto difese dalla comunità LGBTQ: "Silenzio. Silenzio totale. Eppure si muovono spesso, a volte anche in situazioni molto meno evidenti di omofobia. La cosa paradossale è che se un etero si approccia ad una ragazza nessuno ha niente da dire. Se a farlo è un omosessuale viene messo in croce. Anche questa è una battaglia civile da fare".
Ma cosa fa oggi Signorini? Attualmente si trova a Verona, definita la sua "bolla" "Perché in questa bolla c'è la musica. C'è sempre stata. Prendo lezione di piano due ore al giorno col mio vecchio maestro di pianoforte, 78 anni. La musica in questo momento è ancora più importante di prima. E allora sono qui perché curo la regia della Bohème che ha debuttato venerdì sera all'Arena. Perché in questa bolla c'è la musica. C'è sempre stata. Prendo lezione di piano due ore al giorno col mio vecchio maestro di pianoforte, 78 anni. La musica in questo momento è ancora più importante di prima. E allora sono qui perché curo la regia della Bohème che ha debuttato venerdì sera all'Arena" e con prossimi impegni a Liegi e Parigi.
Infine, una riflessione sui social:
"I social sono una bolla. I social non influenzano neanche dell'1% lo share di un programma tv. Se un programma ha successo o no, non dipende dai social. Me ne sono accorto durante il Grande Fratello. Persone esaltate dai social e stroncate dal televoto. Fanno danni? Il sistema dei social favorisce i leoni da tastiera. Io dico: ciascuno deve poter esprimere un'opinione e una critica. Però deve essere responsabilizzato. Quando esprimo devo avere un nome e un cognome e assumermi le responsabilità. Dovrebbe essere una battaglia comune tra le forze politiche".
Qui sotto Signorini in una foto con amici scattata recentemente a Verona, dove attualmente risiede: