Sgarbi ricoverato in gravi condizioni.

Didaco

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Il critico d'arte ed ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, 74 anni, è stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma e si troverebbe in gravi condizioni in terapia intensiva, come confermato da fonti sanitarie. Il ricovero segue un periodo di forte debilitazione fisica, legato a una profonda sindrome depressiva affrontata nella primavera del 2025 che lo aveva portato all'isolamento, a una marcata perdita di peso e al rifiuto di alimentarsi. Negli ultimi mesi Sgarbi è stato inoltre al centro di una vicenda giudiziaria promossa dalla figlia Evelina, la quale ha richiesto la nomina di un amministratore di sostegno ritenendo il padre non più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi.
Proprio qualche giorno fa ho visto per caso alcuni spezzoni della sua ultima apparizione pubblica ad un evento a Ferrara e, devo ammettere, che mi ha abbastanza scioccato vederlo in quelle condizioni. Già lo scorso anno era ridotto male, ma ora era veramente emaciato, quasi scheletrico, tanto da aver pensato che, se fossi stato in lui, non avrei accettato di farmi vedere. Ma in tutta questa vicenda di Sgarbi, la cosa che più mi ha colpito, non è tanto il declino fisico. Quello accade, ed è ovviamente più marcato in caso di malattie gravi. Mi avrebbe persino fatto meno impressione vederlo con qualche deficit cognitivo. Ciò che mi fa orrore e mi terrorizza è vedere che la luce si è spenta. Così, improvvisamente.
 

Milanoide

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Proprio oggi avevo una visita al San Raffaele Turro, c’è un centro per disturbi dell’umore.
Lo psichiatra è stato chiaro. Per forme farmaco resistenti, forme legate più alla personalità stessa della persona e non scatenate da eventi contingenti, non può garantire nulla. Una buon percorso psicologico potrebbe aiutare così come potrebbe non servire a nulla. È dura, ragazzo
Ci sono dottoresse ed infermiere interessanti.
Ci vado spesso per altre ragioni.

E da una altra esperienza famigliare molto datata, ma da me rimpianta perché allora non conosciuta e non provata, in tema di depressione, hai mai considerato terapia elettroconvulsivante?
A molti suona una pratica barbara, ma io rimpiango la mia sorellona rossonera e sarei stato disposto a tutto per non perderla.
 
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Proprio oggi avevo una visita al San Raffaele Turro, c’è un centro per disturbi dell’umore.
Lo psichiatra è stato chiaro. Per forme farmaco resistenti, forme legate più alla personalità stessa della persona e non scatenate da eventi contingenti, non può garantire nulla. Una buon percorso psicologico potrebbe aiutare così come potrebbe non servire a nulla. È dura, ragazzo
È dura si.
Da me è una cosa insita nella mia natura, presa dalla mia famiglia…e ho avuto episodi scatenanti da brutti fatti.
È dura si. E i pensieri non sono belli a volte
 
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