Ma la correttezza dell'iter non è in dubbio: la Minetti ha chiesto la grazia ed il ministero ha redatto l'istruttoria. Poi il pdr può firmare la grazia o non farlo e quella è una scelta sua. Ma qui il discorso è un altro: Mattarella ha firmato la grazia sulla base di informazioni errate contenute nel l'istruttoria. Gli hanno detto una cosa e invece era un'altra. È lì che nasce il problema.
Sta giustificazione qui può valere per un signor nessuno, mattarella legge le carte, si fida e via. La minetti non è una persona qualunque, Mattarella sa chi è, sa in cosa era implicata e sapeva benissimo cosa volesse dire darle la grazia, non per niente infatti hanno cercato di imboscare la cosa (solo questo dice tutto).
Ora un presidente della repubblica davvero integerrimo, vede le carte e vede il nome Minetti. Due domande se le fa, si pone la cosa sul piano etico, se sia giusto o meno e prima di firmare un minimo approfondisce e verifica, proprio per la delicatezza del caso e la salvaguardia della reputazione delle istituzioni.
Nella migliore delle ipotesi Mattarella ne esce malissimo lo stesso