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La federazione calcistica portoghese ha aperto un'indagine disciplinare nei confronti del quarantunenne capitano Cristiano Ronaldo, sospendendolo temporaneamente dalla nazionale dopo che il 30 settembre aveva abbandonato con polemica il ritiro a Copenhagen. Il caso è esploso in seguito alla gara di Nations League del 27 settembre contro la Norvegia, in cui il recordman di presenze (234) e reti (146) con il Portogallo è rimasto in panchina per l'intera durata del match, evento che non si verificava da 18 anni. Tre giorni più tardi, dopo un allenamento e un confronto con il presidente federale, il giocatore ha lasciato la squadra prima della sfida con la Danimarca, spingendo la stampa locale a ipotizzare la fine della sua carriera in nazionale. Attraverso un lungo comunicato social diffuso martedì, Ronaldo ha chiesto scusa a tifosi e compagni, spiegando però la sua versione dei fatti: pur avendo concordato inizialmente con il commissario tecnico Jorge Jesus di non scendere in campo nelle due partite, l'allenatore gli avrebbe poi chiesto di prepararsi per disputare 30 minuti, per poi cambiare idea e disattendere gli accordi presi anche sulla gestione della comunicazione con i media. Nonostante le tensioni e l'incertezza sulla futura convivenza con Jesus, Ronaldo si è comunque detto disponibile a vestire ancora la maglia del Portogallo.