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Una donna ha finto di essere una baby sitter per rapire due bambini in due scuole romane nel quartiere Monteverde.
Solo il sospetto delle maestre ha impedito che si verificasse, visto che il comportamento nervoso della donna ha dato adito di dubitare e la scuola non era stata avvisata oltre a non avere con sé una delega.
Sul telefono persino la foto di una bambina di tre anni per giustifica la presa in consegna.
Dopo la chiamata ai carabinieri, la donna si è dileguata e ora si spera di trovarla tramite videosorveglianza.
Valditara:
"Mi congratulo con le insegnanti delle scuole dell'infanzia comunali G.Oberdan e Lola Di Stefano per la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati in occasione del tentato rapimento di due bimbi. La normativa vigente esclude la possibilità di uscita autonoma in particolare per i bambini frequentanti le scuole dell'infanzia che vanno sempre riconsegnati ai genitori o a chi è da questi delegato. Bene hanno fatto anche le dirigenti delle contigue scuole statali a ricordare a docenti e famiglie le regole vigenti. È importante accertare ora i responsabili del gravissimo atto e le sue motivazioni"
Solo il sospetto delle maestre ha impedito che si verificasse, visto che il comportamento nervoso della donna ha dato adito di dubitare e la scuola non era stata avvisata oltre a non avere con sé una delega.
Sul telefono persino la foto di una bambina di tre anni per giustifica la presa in consegna.
Dopo la chiamata ai carabinieri, la donna si è dileguata e ora si spera di trovarla tramite videosorveglianza.
Valditara:
"Mi congratulo con le insegnanti delle scuole dell'infanzia comunali G.Oberdan e Lola Di Stefano per la prontezza e il grande senso di responsabilità dimostrati in occasione del tentato rapimento di due bimbi. La normativa vigente esclude la possibilità di uscita autonoma in particolare per i bambini frequentanti le scuole dell'infanzia che vanno sempre riconsegnati ai genitori o a chi è da questi delegato. Bene hanno fatto anche le dirigenti delle contigue scuole statali a ricordare a docenti e famiglie le regole vigenti. È importante accertare ora i responsabili del gravissimo atto e le sue motivazioni"