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Il futuro di Ralf Rangnick è a un bivio tra la proposta del Milan e il rinnovo contrattuale con la federazione austriaca, con una decisione definitiva attesa entro sette-dieci giorni nonostante il tecnico mantenga il massimo riserbo dichiarando che il suo unico interlocutore è la propria nazionale. RedBird ha offerto al tedesco il ruolo di responsabile dell'area sportiva e non la panchina, una prospettiva che lo intriga molto e che lo ha spinto a valutare l'opzione rossonera nonostante nel 2024 avesse rifiutato una ricca offerta del Bayern Monaco come allenatore-manager. La trattativa resta aperta e, dopo il primo summit a Vienna, è già previsto un nuovo incontro in settimana con Gerry Cardinale, Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic per sciogliere i nodi strategici, tra cui la gestione del suo iniziale impegno contemporaneo al Mondiale con l'Austria.
Il tecnico in conferenza ha dichiarato:"La proposta del Milan? Non confermo e non smentisco".
La GDS analizza la complessa situazione legata al futuro professionale di Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca e uomo chiave nei piani societari del Milan. Nonostante l'allenatore tedesco stia mantenendo una linea di massima prudenza diplomatica nelle dichiarazioni pubbliche, dichiarando alla vigilia dell'amichevole con la Tunisia di non voler confermare né smentire i contatti e di considerare la federazione austriaca come suo unico interlocutore attuale, la realtà evidenzia un forte interessamento per la proposta rossonera. A seguito di un primo incontro a Vienna, per la settimana in corso è infatti previsto un nuovo contatto strategico tra Rangnick, Gerry Cardinale, Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic. L'allenatore si trova di fronte a due strade ben distinte, con la federazione austriaca che ha posto una scadenza di sette-dieci giorni al massimo per ricevere una risposta definitiva, intenzionata a evitare di iniziare il prossimo Mondiale con un commissario tecnico in bilico; per convincerlo a rinnovare il contratto biennale, la federazione ha persino coinvolto alcuni sponsor privati pur di raddoppiare il suo ingaggio portandolo da uno a due milioni di euro netti a stagione, facendo leva su un gruppo unito, privo di infortuni e ritenuto più forte rispetto al passato. L'alternativa per il tedesco è rappresentata dal Milan e dal fondo RedBird, che lo ha contattato non per la panchina, bensì per ricoprire il ruolo di capo dell'area sportiva; si tratta di una delicata partita a poker in cui la proprietà rossonera valuta anche altre opzioni e deve decidere se affidare una carica così rilevante a un dirigente che per l'intero mese prossimo sarà totalmente assorbito dagli impegni del Mondiale. Questa prospettiva spiega anche la differenza sostanziale rispetto al clamoroso rifiuto di Rangnick nell'aprile 2024 alla proposta da dieci milioni di euro netti a stagione avanzata dal Bayern Monaco: all'epoca il club bavarese gli chiedeva di allenare sul campo con l'onere di impegni calcistici ogni tre giorni, mentre il ciclo con l'Austria era appena agli inizi, laddove oggi l'esperienza con la nazionale è ormai considerata compiuta e la proposta milanista prevede una mansione esclusivamente dirigenziale. La chiave per la buona riuscita dell'operazione risiederà nell'autonomia decisionale e nel budget che il Milan saprà garantirgli, poiché la figura di Rangnick necessita di ampi margini di manovra e di solide competenze interne al club per esprimere al meglio la sua leadership razionale e le sue idee innovative, destinate a portare un profondo cambiamento in un calcio italiano storicamente ingessato. In questo contesto, uno dei nodi principali da sciogliere sul tavolo delle trattative riguarda la futura convivenza e collaborazione con Zlatan Ibrahimovic: sebbene nel 2020 l'allenatore tedesco avesse teorizzato un Milan privo del campione svedese, l'obiettivo attuale è capire se i due possano coesistere e gestire le strategie sportive in sinergia con Cardinale e Calvelli. Escluse le piste che in passato lo avevano accostato al Borussia Dortmund a gennaio 2025 e a una società turca in tempi più recenti, il futuro di Rangnick resta sospeso unicamente tra Vienna e Milano, con l'uomo da sempre attratto dalle sfide stimolanti e dai progetti capaci di proiettare i club in una nuova e più importante dimensione internazionale.
Il tecnico in conferenza ha dichiarato:"La proposta del Milan? Non confermo e non smentisco".
La GDS analizza la complessa situazione legata al futuro professionale di Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca e uomo chiave nei piani societari del Milan. Nonostante l'allenatore tedesco stia mantenendo una linea di massima prudenza diplomatica nelle dichiarazioni pubbliche, dichiarando alla vigilia dell'amichevole con la Tunisia di non voler confermare né smentire i contatti e di considerare la federazione austriaca come suo unico interlocutore attuale, la realtà evidenzia un forte interessamento per la proposta rossonera. A seguito di un primo incontro a Vienna, per la settimana in corso è infatti previsto un nuovo contatto strategico tra Rangnick, Gerry Cardinale, Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic. L'allenatore si trova di fronte a due strade ben distinte, con la federazione austriaca che ha posto una scadenza di sette-dieci giorni al massimo per ricevere una risposta definitiva, intenzionata a evitare di iniziare il prossimo Mondiale con un commissario tecnico in bilico; per convincerlo a rinnovare il contratto biennale, la federazione ha persino coinvolto alcuni sponsor privati pur di raddoppiare il suo ingaggio portandolo da uno a due milioni di euro netti a stagione, facendo leva su un gruppo unito, privo di infortuni e ritenuto più forte rispetto al passato. L'alternativa per il tedesco è rappresentata dal Milan e dal fondo RedBird, che lo ha contattato non per la panchina, bensì per ricoprire il ruolo di capo dell'area sportiva; si tratta di una delicata partita a poker in cui la proprietà rossonera valuta anche altre opzioni e deve decidere se affidare una carica così rilevante a un dirigente che per l'intero mese prossimo sarà totalmente assorbito dagli impegni del Mondiale. Questa prospettiva spiega anche la differenza sostanziale rispetto al clamoroso rifiuto di Rangnick nell'aprile 2024 alla proposta da dieci milioni di euro netti a stagione avanzata dal Bayern Monaco: all'epoca il club bavarese gli chiedeva di allenare sul campo con l'onere di impegni calcistici ogni tre giorni, mentre il ciclo con l'Austria era appena agli inizi, laddove oggi l'esperienza con la nazionale è ormai considerata compiuta e la proposta milanista prevede una mansione esclusivamente dirigenziale. La chiave per la buona riuscita dell'operazione risiederà nell'autonomia decisionale e nel budget che il Milan saprà garantirgli, poiché la figura di Rangnick necessita di ampi margini di manovra e di solide competenze interne al club per esprimere al meglio la sua leadership razionale e le sue idee innovative, destinate a portare un profondo cambiamento in un calcio italiano storicamente ingessato. In questo contesto, uno dei nodi principali da sciogliere sul tavolo delle trattative riguarda la futura convivenza e collaborazione con Zlatan Ibrahimovic: sebbene nel 2020 l'allenatore tedesco avesse teorizzato un Milan privo del campione svedese, l'obiettivo attuale è capire se i due possano coesistere e gestire le strategie sportive in sinergia con Cardinale e Calvelli. Escluse le piste che in passato lo avevano accostato al Borussia Dortmund a gennaio 2025 e a una società turca in tempi più recenti, il futuro di Rangnick resta sospeso unicamente tra Vienna e Milano, con l'uomo da sempre attratto dalle sfide stimolanti e dai progetti capaci di proiettare i club in una nuova e più importante dimensione internazionale.