Rangnick:"Al Milan non c'era chiarezza, ciò che chiedevo".

Giofa

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Questa è la pietra tombale sulle residue speranze di un cambio di rotta progettuale. E non tanto per Ragnick in se, con lui non saremmo tornati ad essere il Milan degli olandesi sia chiaro, ma almeno si sarebbero gettate le basi per un progetto di medio termine almeno
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Come ho scritto più volte era un matrimonio che non poteva farsi.
Cardinale non concepisce quello che lui chiama one man show. Che poi in realtà ciò che lui intende come one man show è la struttura lineare di un club di calcio (che è l'antitesi dell'one man show).
Chissà quali supercazzole gli avranno raccontato per tenerlo comunque in sospeso visto che ha parlato di colloqui e di "non c'era ancora chiarezza".
non credo sia questione di one man show, cardianale quando avra sentito quanti soldi servivano per realizzare la strategia di Rangnick avra avuto un mancamento. Quello che ha fatto Rangnick alla redbull mica lo realizzi con qualche manciata di mil che metteranno a disposizione l'anno prossimo.
 
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Milan club anche peggio della curva, per quanto riguarda i nemici sono d'accordissimo, non ho mai seguito le boiate sul "non dividiamoci" o "non litighiamo" ecc. Chi è anche solo un minimo aziendalista è un nemico per me, da 4 anni a questa parte, come nel periodo Mirabelli-Fassone, anzi ancor peggio. E anche il "non tifare contro mai" non lo condivido, ci sono interessi che sono superiori all'unione fra tifosi e anche ai risultati stessi.
Credo che nessuno sia aziendalista, o pochissimi.
Io, come altri, speravo che il gruppo squadra funzionasse NONOSTANTE la proprietà.
Anche perché del futuro non vi è certezza, Cardinale potrebbe tenere il Milan finché non partono i lavori dello stadio e poi alla fine potrebbe venderlo ad un altro come lui.
Se fossi sicuro al 100% che con una retrocessione Cardinale se ne andasse e arrivasse poi un grande proprietario con ambizioni sportive firmerei subito. Ma il futuro è un grosso punto di domanda.

Tanti auguri a chi verrà a lavorare per il Milan, ci vuole molto coraggio. Il rischio di un fallimento sportivo è elevatissimo.
 

Swaitak

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Rangnick dopo il rinnovo con l'Austria:"Ho detto fin dall’inizio che il rinnovo è una decisione di principio in cui hanno influito molti fattori. Tra questi anche la questione di chi, all’interno del mio staff tecnico, sarebbe rimasto a disposizione. Per questo ora posso stare qui seduto e dire con grande soddisfazione: è la decisione giusta quella di rimanere in carica dopo i Mondiali".

"Milan? Tre settimane fa c’è stato un primo contatto e si sono tenuti dei colloqui. Ho chiarito fin dall’inizio che volevo avere chiarezza prima dell’inizio dei Mondiali per me, per la squadra, per il Paese, per la Federcalcio austriaca e per i miei giocatori. Questo è stato comunicato chiaramente sin dall’inizio, ma da parte del Milan non c’era ancora chiarezza".

GettyImages-1127412175_copy.jpg
sarei curioso di sapere con chi ha parlato
 

Ruuddil23

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Credo che nessuno sia aziendalista, o pochissimi.
Io, come altri, speravo che il gruppo squadra funzionasse NONOSTANTE la proprietà.
Anche perché del futuro non vi è certezza, Cardinale potrebbe tenere il Milan finché non partono i lavori dello stadio e poi alla fine potrebbe venderlo ad un altro come lui.
Se fossi sicuro al 100% che con una retrocessione Cardinale se ne andasse e arrivasse poi un grande proprietario con ambizioni sportive firmerei subito. Ma il futuro è un grosso punto di domanda.

Tanti auguri a chi verrà a lavorare per il Milan, ci vuole molto coraggio. Il rischio di un fallimento sportivo è elevatissimo.
In questo preciso momento sono in pochi gli aziendalisti ormai (non così pochi quanto sembra) e sono tutti o quasi in posti diversi da questo forum, ma non è sempre stato così. In ogni caso, almeno quest'anno, a differenza degli scorsi 2, anch'io avevo sperato che squadra e staff tecnico resistessero ai marosi in attesa di tempi migliori, ma purtroppo anche stavolta son riusciti a rovinare tutto.
 
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Non so per voi,


ma per me questa è la prima estate in cui mi sento sconfitto ancora prima di partire.
Non parlo dell'essere sconfitto perché penso che non vinceremo nulla. Quello, ormai, è quasi secondario.

Quello che avverto è la concreta possibilità che si stia costruendo un Milan che ha perso qualsiasi connessione con ciò che il Milan ha sempre rappresentato.

Nel concreto, ho la sensazione che faticheremo a vincere una singola partita contro chiunque, che perderemo ogni scontro diretto e che collezioneremo brutte figure anche in Europa League.
Vedo giocatori senza senso di appartenenza e, al contrario, chi ha ambizione, qualità e mercato che vuole andarsene.

Mi preoccupa il fatto che, ad oggi, la società sembri ancora non esistere davvero. E per me questo significa che ai proprietari, Cardinale e Ibrahimović, non interessi costruire una struttura forte, perché chiunque arrivi non avrebbe comunque reale voce in capitolo. Lo dimostra anche il caso Rangnick, mai chiuso proprio per non concedergli troppo potere.

Mi preoccupa Ibrahimović. Lo vedo come una persona profondamente egocentrica, convinta di poter fare tutto da sola. Mi preoccupa la sua presunzione, l'idea che non abbia bisogno di nessuno e che possa decidere ogni cosa da sé. E mi preoccupa ancora di più il fatto che, avendo una posizione così vicina a RedBird, possa continuare a riprovarci all'infinito senza mai ammettere che questo ruolo potrebbe non essere adatto a lui.

Mi preoccupa l'idea di perdere la passione.

Mi mancano i momenti vissuti con mio padre, quando il Milan vinceva e festeggiavamo insieme. Sono gli stessi momenti che immaginavo un giorno di vivere con mio figlio.
Invece oggi li vedo vivere agli altri.

E la cosa che più mi spaventa è che ci riducano a tal punto da diventare irrilevanti, così piccoli da non riuscire più a tornare a brillare.

Non sto parlando di calcio da 3 settimane, con nessuno,
mi rimane questo posto dove sfogare la mia delusione.
Meno male che esiste.
 

Cm Punk

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Non so per voi,


ma per me questa è la prima estate in cui mi sento sconfitto ancora prima di partire.
Non parlo dell'essere sconfitto perché penso che non vinceremo nulla. Quello, ormai, è quasi secondario.

Quello che avverto è la concreta possibilità che si stia costruendo un Milan che ha perso qualsiasi connessione con ciò che il Milan ha sempre rappresentato.

Nel concreto, ho la sensazione che faticheremo a vincere una singola partita contro chiunque, che perderemo ogni scontro diretto e che collezioneremo brutte figure anche in Europa League.
Vedo giocatori senza senso di appartenenza e, al contrario, chi ha ambizione, qualità e mercato che vuole andarsene.

Mi preoccupa il fatto che, ad oggi, la società sembri ancora non esistere davvero. E per me questo significa che ai proprietari, Cardinale e Ibrahimović, non interessi costruire una struttura forte, perché chiunque arrivi non avrebbe comunque reale voce in capitolo. Lo dimostra anche il caso Rangnick, mai chiuso proprio per non concedergli troppo potere.

Mi preoccupa Ibrahimović. Lo vedo come una persona profondamente egocentrica, convinta di poter fare tutto da sola. Mi preoccupa la sua presunzione, l'idea che non abbia bisogno di nessuno e che possa decidere ogni cosa da sé. E mi preoccupa ancora di più il fatto che, avendo una posizione così vicina a RedBird, possa continuare a riprovarci all'infinito senza mai ammettere che questo ruolo potrebbe non essere adatto a lui.

Mi preoccupa l'idea di perdere la passione.

Mi mancano i momenti vissuti con mio padre, quando il Milan vinceva e festeggiavamo insieme. Sono gli stessi momenti che immaginavo un giorno di vivere con mio figlio.
Invece oggi li vedo vivere agli altri.

E la cosa che più mi spaventa è che ci riducano a tal punto da diventare irrilevanti, così piccoli da non riuscire più a tornare a brillare.

Non sto parlando di calcio da 3 settimane, con nessuno,
mi rimane questo posto dove sfogare la mia delusione.
Meno male che esiste.
Concordo
Mai provata così tanta rassegnazione, manco quando facevamo gli ottavi posti
Regna così tanto la confusione che temo veramente che rischieremo di retrocedere
 

Nomaduk

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ormai tutti hanno capito che aria tira al Milan...qui si rischia la B!!!!!
non sarebbe una brutta cosa per come siamo messi. il valore scenderebbe di parecchio e sarrebbero costretti a vendere. perchè non sarebbero capaci nemmemo di risalire dalla b.
 
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Non so per voi,


ma per me questa è la prima estate in cui mi sento sconfitto ancora prima di partire.
Non parlo dell'essere sconfitto perché penso che non vinceremo nulla. Quello, ormai, è quasi secondario.

Quello che avverto è la concreta possibilità che si stia costruendo un Milan che ha perso qualsiasi connessione con ciò che il Milan ha sempre rappresentato.

Nel concreto, ho la sensazione che faticheremo a vincere una singola partita contro chiunque, che perderemo ogni scontro diretto e che collezioneremo brutte figure anche in Europa League.
Vedo giocatori senza senso di appartenenza e, al contrario, chi ha ambizione, qualità e mercato che vuole andarsene.

Mi preoccupa il fatto che, ad oggi, la società sembri ancora non esistere davvero. E per me questo significa che ai proprietari, Cardinale e Ibrahimović, non interessi costruire una struttura forte, perché chiunque arrivi non avrebbe comunque reale voce in capitolo. Lo dimostra anche il caso Rangnick, mai chiuso proprio per non concedergli troppo potere.

Mi preoccupa Ibrahimović. Lo vedo come una persona profondamente egocentrica, convinta di poter fare tutto da sola. Mi preoccupa la sua presunzione, l'idea che non abbia bisogno di nessuno e che possa decidere ogni cosa da sé. E mi preoccupa ancora di più il fatto che, avendo una posizione così vicina a RedBird, possa continuare a riprovarci all'infinito senza mai ammettere che questo ruolo potrebbe non essere adatto a lui.

Mi preoccupa l'idea di perdere la passione.

Mi mancano i momenti vissuti con mio padre, quando il Milan vinceva e festeggiavamo insieme. Sono gli stessi momenti che immaginavo un giorno di vivere con mio figlio.
Invece oggi li vedo vivere agli altri.

E la cosa che più mi spaventa è che ci riducano a tal punto da diventare irrilevanti, così piccoli da non riuscire più a tornare a brillare.

Non sto parlando di calcio da 3 settimane, con nessuno,
mi rimane questo posto dove sfogare la mia delusione.
Meno male che esiste.
Condivido tutto, fratello rossonero. Ricordo solo quattro anni fa, una luce sembrava destinata a brillare di nuovo, si era riaperta una speranza. Quell'anno abbiamo vinto, ma la speranza non era di vincere subito di nuovo, o di vincere ancora di più l'anno prossimo. Era semplicemente quella di essere tornati a competere, di esserci anche noi.
Quella luce è stata spenta, in modo direi brutale, da questa nuova proprietà Redbird. E ora siamo in un tunnel del quale, francamente, non si intravede l'uscita.
 

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