Ramos: corsa e sponde, ma ora servono i gol.

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GDS: analizzando i dati della partita contro il Lecce emerge una fotografia chiara del rendimento di Gonçalo Ramos, il quale figura al primo posto nella classifica delle sponde effettuate con sette palloni lavorati, ma risulta del tutto assente nelle statistiche dei tiri in porta, fuori o respinti, non avendo realizzato alcun tentativo verso la rete avversaria. A differenza dei suoi compagni tra difensori, centrocampisti e trequartisti (De Winter, Pavlovic, Estupiñán, Rabiot, Pulisic, Moreira e Saelemaekers) che riescono a concludere e ad andare a segno (come Rabiot su assist dello stesso Ramos), l'attaccante portoghese non fa quasi presenza nell'area di rigore. Pur correndo, lottando e sacrificandosi nei duelli e nelle sponde per la squadra, il gol gli manca dalla sfida contro il Venezia di quattro partite fa (compresa l'Europa League), sollevando interrogativi sull'investimento da 70 milioni di euro fatto dal Milan per risolvere il "mal di gol" che la scorsa stagione aveva colpita vari elementi della rosa. Ramos non calcia verso lo specchio della porta dal 28 agosto: dopo i 5 tiri contro il Torino e gli 8 contro il Venezia, non ne ha collezionato nessuno contro la Juventus e il Lecce, uno solo fuori contro la Lazio e tre fuori contro il Benfica. Solo il 9% dei suoi tocchi di palla avviene all'interno dell'area di rigore, un dato nettamente inferiore a quello di altri attaccanti come Lautaro (20%) e Malen (29%), a dimostrazione di come lo scambio con i compagni avvenga prevalentemente in altre zone di campo e di come il grande lavoro di copertura svolto non gli venga ripagato con adeguati assist in profondità o cross. Nonostante l'allenatore Amorim sottolinei le sue doti aeree, la lucidità dell'attaccante viene compromessa dal grande sforzo fisico: con 57 chilometri complessivi percorsi (una media di 11,5 km a partita), Ramos è infatti il milanista che ha corso di più nelle prime cinque giornate ed è primo tra i centravanti dell'intera Serie A (l'ottavo in assoluto), superando persino i compagni di squadra Pavlovic (55 km), De Winter (50,6 km), Chukwueze (45 km) e Musah (42,6 km). Il digiuno di gol è proseguito anche in nazionale, dove è subentrato a Ronaldo dalla panchina contro il Galles, in attesa dei prossimi impegni con il Portogallo contro Norvegia e Danimarca e con il Milan contro Sassuolo, Atalanta e Udinese (tre delle squadre di Serie A che concedono più conclusioni). Ciononostante, il giocatore mantiene un atteggiamento positivo e sorridente, dichiarando ai canali ufficiali del club di voler vivere a lungo a Milano, dimostrando di apprezzare la grandezza del Milan e dei suoi tifosi e sottolineando il solido rapporto che lo lega da anni ad Amorim.

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