Ramos: col Portogallo area e gol. Col Milan...

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Tuttosport ancora sul caso Gonzalo Ramos: Gonçalo Ramos, attaccante di grande talento e pupillo di Ruben Amorim al Milan, si trova attualmente a dover compiere il definitivo salto di qualità per diventare quel bomber implacabile che i rossoneri si aspettano, soprattutto alla luce dell'investimento estivo e della pesante eredità della maglia numero nove. Nonostante in nazionale portoghese il centravanti si sia confermato determinante tra settembre e ottobre in Nations League realizzando tre gol in tre partite differenti contro Norvegia e Danimarca grazie a un posizionamento costante e incisivo dentro l'area di rigore avversaria, con la maglia del Milan i suoi numeri raccontano di un inserimento ancora incompleto nei meccanismi di squadra. Finora l'ex Paris Saint-Germain ha segnato una sola rete in sei presenze di Serie A, rimanendo a secco anche in Europa League contro il Benfica, a causa di una tendenza a svariare troppo lontano dalla zona calda anziché stazionare stabilmente negli ultimi sedici metri come fa in nazionale. Se all'esordio contro il Torino e nella sfida col Venezia aveva fatto intravedere buone cose toccando diversi palloni in area, in altri incontri cruciali — come il big match contro la Juventus, le gare contro Lecce, Lazio e lo stesso Benfica — Ramos è apparso generoso ma poco pericoloso sottoporta, registrando pochissimi tocchi nei territori decisivi. Per questa ragione, il tecnico Ruben Amorim gli sta chiedendo di correre meno lontano dalla porta e di trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento offensivo, un finalizzatore spietato capace di sfruttare al meglio i palloni giocabili per scacciare la maledizione del gol e trascinare definitivamente il Milan.

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E basta con ste fregnacce! In nazionale ha giocato partite che sono poco più che amichevoli nelle quali, come detto e ridetto, anche Solao Infelix sembrava Kakà.
 

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Tuttosport ancora sul caso Gonzalo Ramos: Gonçalo Ramos, attaccante di grande talento e pupillo di Ruben Amorim al Milan, si trova attualmente a dover compiere il definitivo salto di qualità per diventare quel bomber implacabile che i rossoneri si aspettano, soprattutto alla luce dell'investimento estivo e della pesante eredità della maglia numero nove. Nonostante in nazionale portoghese il centravanti si sia confermato determinante tra settembre e ottobre in Nations League realizzando tre gol in tre partite differenti contro Norvegia e Danimarca grazie a un posizionamento costante e incisivo dentro l'area di rigore avversaria, con la maglia del Milan i suoi numeri raccontano di un inserimento ancora incompleto nei meccanismi di squadra. Finora l'ex Paris Saint-Germain ha segnato una sola rete in sei presenze di Serie A, rimanendo a secco anche in Europa League contro il Benfica, a causa di una tendenza a svariare troppo lontano dalla zona calda anziché stazionare stabilmente negli ultimi sedici metri come fa in nazionale. Se all'esordio contro il Torino e nella sfida col Venezia aveva fatto intravedere buone cose toccando diversi palloni in area, in altri incontri cruciali — come il big match contro la Juventus, le gare contro Lecce, Lazio e lo stesso Benfica — Ramos è apparso generoso ma poco pericoloso sottoporta, registrando pochissimi tocchi nei territori decisivi. Per questa ragione, il tecnico Ruben Amorim gli sta chiedendo di correre meno lontano dalla porta e di trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento offensivo, un finalizzatore spietato capace di sfruttare al meglio i palloni giocabili per scacciare la maledizione del gol e trascinare definitivamente il Milan.
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Tuttosport ancora sul caso Gonzalo Ramos: Gonçalo Ramos, attaccante di grande talento e pupillo di Ruben Amorim al Milan, si trova attualmente a dover compiere il definitivo salto di qualità per diventare quel bomber implacabile che i rossoneri si aspettano, soprattutto alla luce dell'investimento estivo e della pesante eredità della maglia numero nove. Nonostante in nazionale portoghese il centravanti si sia confermato determinante tra settembre e ottobre in Nations League realizzando tre gol in tre partite differenti contro Norvegia e Danimarca grazie a un posizionamento costante e incisivo dentro l'area di rigore avversaria, con la maglia del Milan i suoi numeri raccontano di un inserimento ancora incompleto nei meccanismi di squadra. Finora l'ex Paris Saint-Germain ha segnato una sola rete in sei presenze di Serie A, rimanendo a secco anche in Europa League contro il Benfica, a causa di una tendenza a svariare troppo lontano dalla zona calda anziché stazionare stabilmente negli ultimi sedici metri come fa in nazionale. Se all'esordio contro il Torino e nella sfida col Venezia aveva fatto intravedere buone cose toccando diversi palloni in area, in altri incontri cruciali — come il big match contro la Juventus, le gare contro Lecce, Lazio e lo stesso Benfica — Ramos è apparso generoso ma poco pericoloso sottoporta, registrando pochissimi tocchi nei territori decisivi. Per questa ragione, il tecnico Ruben Amorim gli sta chiedendo di correre meno lontano dalla porta e di trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento offensivo, un finalizzatore spietato capace di sfruttare al meglio i palloni giocabili per scacciare la maledizione del gol e trascinare definitivamente il Milan.

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Io tutta questa filosofia applicata al calcio non la condivido : ramos , ai miei occhi, è esattamente come me lo aspettavo e cioè tecnico, bello , elegante , aggregante e da 'connessione' ma poco cannibale in area.

Vero che abbiamo numeri di squadra imbarazzanti negli ultimi 30 metri , e questo va contro la prolificità del 9, però attenzione perchè il grande giocatore porta il passaggio, la manovra , la giocata dove più gli aggrada.
L'egoismo del 9 non è un vezzo ma un clichè.

E ramos non è bello da vedere per nulla ma perchè questo è il suo stile.

Non è scarso, credo sia il 9 più forte che abbiamo avuto negli ultimi anni e allegri avrebbe fatto carte false per un profilo cosi, ma non è un 9 da profondità, che logora la linea avversaria, che fa impazzire i difensori e che ha l'assillo del gol.
Ramos è un profeta della trequarti.

I gol li fa quando tutta la squadra si ribalta nella metà campo avversaria e si riempie l'area perchè ha tecnica e colpo di testa.

Come se ne esce ?
Servono compagni di attacco e di squadra che godono del lavoro che ramos fa.
I pulisic , cissè e rabiot gli devono star vicino.

I chucky? Inutili o quasi.
 
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