Rabiot:"Milan, voglio vincere. Allegri, Ibra e Modric...".

admin

Administrator
Membro dello Staff
Registrato
6 Agosto 2012
Messaggi
256,454
Reaction score
50,709
Continua senza sosta la serie di dichiarazioni di pre derby. Ora è il turno di Rabiot, a Undici:

"L'addio al Marsiglia? In una carriera non tutto può andare per il verso giusto, a volte ti accadono delle cose negative, ma è proprio in questi momenti che impari, che acquisisci più forza. Io ho sempre affrontato tutto, nel calcio e nel privato, con la mia forza mentale. Penso che questa è la cosa che mi rappresenta di più, avere questa forza, questa capacità di stare sul pezzo, questa voglia di andare avanti e di voler sempre far meglio. La fiducia in me stesso è sempre stata un tratto del mio carattere. Con il tempo, con l’esperienza, questa fiducia è cresciuta sempre di più. Questa è una cosa che voglio trasmettere anche qui, al Milan. Se siamo qui, vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità, e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi”.


"Modric? La sua qualità la conoscevamo, mi ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant’anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario. Anche in cose come queste trovi serenità e fiducia. È un leader, e in spogliatoio ne abbiamo tanti: Maignan, ma anche uno arrivato da poco come Füllkrug. Sono indispensabili per trascinare la squadra, ognuno a suo modo”.

Allegri? Con lui c’è l’ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l’ultima”.


"Io indispensabile? Non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. L’atteggiamento dei più giovani, va detto, è impeccabile, e questo in un gruppo è molto importante. È bello che tutti seguano la stessa direzione, questo è anche merito del mister, che dà tranquillità al gruppo, che ci fa fare le cose per bene, senza fretta, senza nervosismo”.

"Cosa migliorare? È importante mettere tutti gli aspetti insieme, è una cosa che penso di saper fare molto bene. Non mi è mai piaciuto essere un centrocampista con caratteristiche solo difensive o offensive, a me è sempre piaciuto fare tutto sul campo: aiutare la squadra a difendere, poi a ripartire, a tenere palla, a dimostrare la mia tecnica con tiri in porta e inserimenti. Cerco sempre di allenare tutto questo, non solo un singolo aspetto. Più sono completo, più mi sento forte”.

"Ibra per me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi: nel gestire le responsabilità, nel prendere decisioni, nell’essere forte mentalmente. Sono contento di averlo ritrovato qua, mi sono sempre trovato bene con lui: ha un certo tipo di carattere che è un po’ come il mio, abbiamo la stessa ambizione, la stessa voglia di vincere, il non voler mollare mai. Per il me stesso giovane è stata una grande ispirazione”.

"Obiettibi? Mi diverto tanto nel giocare a calcio, lo faccio da quando ho sei anni ed è la cosa che amo più di tutte. È una passione che ho dentro di me, che mi spinge ogni mattina. Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l’ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l’obiettivo più bello nella carriera di un calciatore”.

Rabiot-1024x683.jpg
`
`
 
Registrato
15 Luglio 2015
Messaggi
9,815
Reaction score
7,073
Continua senza sosta la serie di dichiarazioni di pre derby. Ora è il turno di Rabiot, a Undici:

"L'addio al Marsiglia? In una carriera non tutto può andare per il verso giusto, a volte ti accadono delle cose negative, ma è proprio in questi momenti che impari, che acquisisci più forza. Io ho sempre affrontato tutto, nel calcio e nel privato, con la mia forza mentale. Penso che questa è la cosa che mi rappresenta di più, avere questa forza, questa capacità di stare sul pezzo, questa voglia di andare avanti e di voler sempre far meglio. La fiducia in me stesso è sempre stata un tratto del mio carattere. Con il tempo, con l’esperienza, questa fiducia è cresciuta sempre di più. Questa è una cosa che voglio trasmettere anche qui, al Milan. Se siamo qui, vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità, e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi”.


"Modric? La sua qualità la conoscevamo, mi ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant’anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario. Anche in cose come queste trovi serenità e fiducia. È un leader, e in spogliatoio ne abbiamo tanti: Maignan, ma anche uno arrivato da poco come Füllkrug. Sono indispensabili per trascinare la squadra, ognuno a suo modo”.

Allegri? Con lui c’è l’ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l’ultima”.


"Io indispensabile? Non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. L’atteggiamento dei più giovani, va detto, è impeccabile, e questo in un gruppo è molto importante. È bello che tutti seguano la stessa direzione, questo è anche merito del mister, che dà tranquillità al gruppo, che ci fa fare le cose per bene, senza fretta, senza nervosismo”.

"Cosa migliorare? È importante mettere tutti gli aspetti insieme, è una cosa che penso di saper fare molto bene. Non mi è mai piaciuto essere un centrocampista con caratteristiche solo difensive o offensive, a me è sempre piaciuto fare tutto sul campo: aiutare la squadra a difendere, poi a ripartire, a tenere palla, a dimostrare la mia tecnica con tiri in porta e inserimenti. Cerco sempre di allenare tutto questo, non solo un singolo aspetto. Più sono completo, più mi sento forte”.

"Ibra per me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi: nel gestire le responsabilità, nel prendere decisioni, nell’essere forte mentalmente. Sono contento di averlo ritrovato qua, mi sono sempre trovato bene con lui: ha un certo tipo di carattere che è un po’ come il mio, abbiamo la stessa ambizione, la stessa voglia di vincere, il non voler mollare mai. Per il me stesso giovane è stata una grande ispirazione”.

"Obiettibi? Mi diverto tanto nel giocare a calcio, lo faccio da quando ho sei anni ed è la cosa che amo più di tutte. È una passione che ho dentro di me, che mi spinge ogni mattina. Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l’ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l’obiettivo più bello nella carriera di un calciatore”.

Rabiot-1024x683.jpg
A Rabiot non si può dire niente perché non è certo lui il problema di questa squadra.
E comunque, vuoi vincere? Bravo, ma quest'anno non si vince nulla, immagino tu lo sappia. Cercate almeno di portare a casa il derby, come regalino di consolazione.
 

Oleg_Salenko

Well-known member
Registrato
22 Settembre 2024
Messaggi
976
Reaction score
1,264
Continua senza sosta la serie di dichiarazioni di pre derby. Ora è il turno di Rabiot, a Undici:

"L'addio al Marsiglia? In una carriera non tutto può andare per il verso giusto, a volte ti accadono delle cose negative, ma è proprio in questi momenti che impari, che acquisisci più forza. Io ho sempre affrontato tutto, nel calcio e nel privato, con la mia forza mentale. Penso che questa è la cosa che mi rappresenta di più, avere questa forza, questa capacità di stare sul pezzo, questa voglia di andare avanti e di voler sempre far meglio. La fiducia in me stesso è sempre stata un tratto del mio carattere. Con il tempo, con l’esperienza, questa fiducia è cresciuta sempre di più. Questa è una cosa che voglio trasmettere anche qui, al Milan. Se siamo qui, vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità, e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi”.


"Modric? La sua qualità la conoscevamo, mi ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant’anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario. Anche in cose come queste trovi serenità e fiducia. È un leader, e in spogliatoio ne abbiamo tanti: Maignan, ma anche uno arrivato da poco come Füllkrug. Sono indispensabili per trascinare la squadra, ognuno a suo modo”.

Allegri? Con lui c’è l’ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l’ultima”.


"Io indispensabile? Non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. L’atteggiamento dei più giovani, va detto, è impeccabile, e questo in un gruppo è molto importante. È bello che tutti seguano la stessa direzione, questo è anche merito del mister, che dà tranquillità al gruppo, che ci fa fare le cose per bene, senza fretta, senza nervosismo”.

"Cosa migliorare? È importante mettere tutti gli aspetti insieme, è una cosa che penso di saper fare molto bene. Non mi è mai piaciuto essere un centrocampista con caratteristiche solo difensive o offensive, a me è sempre piaciuto fare tutto sul campo: aiutare la squadra a difendere, poi a ripartire, a tenere palla, a dimostrare la mia tecnica con tiri in porta e inserimenti. Cerco sempre di allenare tutto questo, non solo un singolo aspetto. Più sono completo, più mi sento forte”.

"Ibra per me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi: nel gestire le responsabilità, nel prendere decisioni, nell’essere forte mentalmente. Sono contento di averlo ritrovato qua, mi sono sempre trovato bene con lui: ha un certo tipo di carattere che è un po’ come il mio, abbiamo la stessa ambizione, la stessa voglia di vincere, il non voler mollare mai. Per il me stesso giovane è stata una grande ispirazione”.

"Obiettibi? Mi diverto tanto nel giocare a calcio, lo faccio da quando ho sei anni ed è la cosa che amo più di tutte. È una passione che ho dentro di me, che mi spinge ogni mattina. Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l’ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l’obiettivo più bello nella carriera di un calciatore”.

Rabiot-1024x683.jpg

Ha fatto un po’ un errore qua rabiot secondo me. Ammettendo che vuole vincere ora hanno capito che non ha il giusto mindset e secondo me a giugno c’è il rischio che lo mettano sul mercato.
Anziché “Milan, voglio vincere!”, avesse detto “Milan, voglio diventare un grande media player di una grande media company, far vendere tante magliette in Indonesia, far trasmettere le mie partite in Australia, e contribuire ad abbassare i costi sportivi alzando leggermente quelli di gestione ma facendo un po’ di utile, e perché no, fare qualche ora di straordinario per fare in cantiere le fondamenta del nuovo stadio” probabilmente la stagione prossima lo avrebbero eletto capitano.
Ma “vincere”…Che noia, che vergogna, che costi che lievitano
 

Similar threads

Alto