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Il solito Ordine dal CorSport:
Il lavoro preparatorio svolto dal Milan nei mesi scorsi si sta rivelando fondamentale per le attuali strategie di mercato, sia in entrata che in uscita, evidenziando una sostanziale continuità con la passata stagione. Nonostante i cambiamenti avvenuti a fine maggio, la promozione delle seconde linee che affiancavano la precedente dirigenza ha valorizzato un piano già tracciato da tempo. A dimostrazione di ciò, le trattative per i nuovi acquisti e le valutazioni sulle cessioni di elementi come Tomori, Fofana e Gimenez risalgono a mesi fa: il primo contatto per Gila è avvenuto tempo fa, mentre l'obiettivo per l'attacco, Gonçalo Ramos, era già stato individuato ad aprile in una riunione con Allegri. L'unica vera variazione tattica e strategica riguarda Nkunku, inizialmente considerato una risorsa da Tare ma successivamente escluso dal nuovo tecnico Amorim dopo la tournée asiatica. La vera svolta nell'operatività rossonera non sta quindi in una rivoluzione dei piani, bensì nell'intervento diretto e decisivo del proprietario Gerry Cardinale. Assumendo il controllo in prima persona senza delegare la politica finanziaria e accelerando le operazioni — come la trattativa per Ramos chiusa direttamente a Parigi con il PSG — Cardinale ha impresso una forte accelerata al mercato. Questo approccio ha generato un clima di piena sintonia e collaborazione tra la proprietà e Amorim, rappresentando il vero valore aggiunto della nuova gestione. Tale supporto diretto è anche il grande rimpianto del precedente allenatore Max Allegri, il quale si era visto negare i rinforzi necessari durante la finestra di mercato di gennaio a causa delle restrizioni economiche imposte dalla dirigenza di allora.
Il lavoro preparatorio svolto dal Milan nei mesi scorsi si sta rivelando fondamentale per le attuali strategie di mercato, sia in entrata che in uscita, evidenziando una sostanziale continuità con la passata stagione. Nonostante i cambiamenti avvenuti a fine maggio, la promozione delle seconde linee che affiancavano la precedente dirigenza ha valorizzato un piano già tracciato da tempo. A dimostrazione di ciò, le trattative per i nuovi acquisti e le valutazioni sulle cessioni di elementi come Tomori, Fofana e Gimenez risalgono a mesi fa: il primo contatto per Gila è avvenuto tempo fa, mentre l'obiettivo per l'attacco, Gonçalo Ramos, era già stato individuato ad aprile in una riunione con Allegri. L'unica vera variazione tattica e strategica riguarda Nkunku, inizialmente considerato una risorsa da Tare ma successivamente escluso dal nuovo tecnico Amorim dopo la tournée asiatica. La vera svolta nell'operatività rossonera non sta quindi in una rivoluzione dei piani, bensì nell'intervento diretto e decisivo del proprietario Gerry Cardinale. Assumendo il controllo in prima persona senza delegare la politica finanziaria e accelerando le operazioni — come la trattativa per Ramos chiusa direttamente a Parigi con il PSG — Cardinale ha impresso una forte accelerata al mercato. Questo approccio ha generato un clima di piena sintonia e collaborazione tra la proprietà e Amorim, rappresentando il vero valore aggiunto della nuova gestione. Tale supporto diretto è anche il grande rimpianto del precedente allenatore Max Allegri, il quale si era visto negare i rinforzi necessari durante la finestra di mercato di gennaio a causa delle restrizioni economiche imposte dalla dirigenza di allora.