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Il solito Franco Ordine dal CorSport in edicola: per comprendere appieno la disastrosa serata vissuta dal Milan in Inghilterra, è necessario analizzare le criticità emerse dalla gestione del mercato estivo e dalle decisioni tecniche adottate, a partire dalla gestione dell'attacco dove la scelta di lasciare in panchina il diciottenne Camarda — esposto a pressioni eccessive e a una maturità fisica non ancora completa — e di affidarsi a Cisse (adattato centravanti e inevitabilmente in difficoltà contro i difensori inglesi) ha evidenziato limiti evidenti, soprattutto considerando l'assenza per infortunio di Gonçalo Ramos, l'acquisto più costoso dell'era Cardinale. Un'altra scelta discussa riguarda il terzino Estupiñán, difeso pubblicamente da Amorim alla vigilia ma autore di un primo tempo segnato da gravi incertezze e duelli difensivi persi, prima di essere sostituito nella ripresa da Bartesaghi, evidenziando come l'insistenza sul colombiano finisca per esporlo a nuove difficoltà rispetto a un'alternativa naturale e più affidabile. A pesare sul rendimento complessivo della squadra vi è inoltre una rosa falcidiata da una serie di infortuni pesanti, tra cui quelli recenti di Gabbia, Saelemaekers, Ramos e Chukwueze, criticità che impongono una seria riflessione in vista della prossima finestra di mercato invernale per pianificare un robusto piano di rafforzamento — indispensabile qualora i rossoneri riescano nell'impresa di qualificarsi dopo aver collezionato due sconfitte in tre turni — ed evitare il ripetersi dei cortocircuiti passati. L'unico aspetto positivo di una serata da dimenticare è rappresentato dal debutto assoluto di due giovani della cantera rossonera: il difensore Diawara, subentrato a Tomori, e il centrocampista classe 2008 Christian Comotto, inseriti gradualmente per costruire il futuro del club senza forzare un processo di crescita che potrebbe causare gravi contraccolpi.