La scelta di Cardinale di affidare la nuova area sportiva del Milan a soluzioni interne (Almstadt, Gardiner e Lomonte) dopo un mese di lunghi casting internazionali appare come un controsenso che evidenzia negligenza e mancanza di una vera strategia. Se l'eccellenza era già in casa, non c'era motivo di attendere così tanto dopo l'addio di Furlani, Tare e Moncada, tornando di fatto al punto di partenza. Inoltre, i curriculum dei nuovi dirigenti non offrono garanzie sulla gestione del potere sportivo: Almstadt ha già vissuto una storica retrocessione, nel ruolo di AD, con l'Aston Villa nel 2016 e Kirovski ha guidato il Milan Futuro verso la retrocessione in Serie D. Se questa scommessa funzionerà sarà solo per fortuna, in caso contrario le responsabilità saranno chiaramente della proprietà. Lo riporta Libero.