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Il pronunciamento favorevole del Tar della Lombardia a Milan, Inter e Comune rappresenta un passo avanti cruciale per rispettare il cronoprogramma del nuovo San Siro, la cui bozza con rendering verrà presentata dai club tra la fine di ottobre e i primi di novembre. Nel frattempo procede l'iter burocratico con la definizione del Piano attuativo per gestire la demolizione del vecchio impianto, la costruzione del nuovo e la rigenerazione dei 281mila metri quadrati acquistati. Non mancano tuttavia criticità immediate: l'Atm ha bocciato lo spostamento del capolinea del tram 16 da piazza Axum a piazzale Segesta, mentre Arpa, Ats e Regione richiedono una rigorosa valutazione sulla capacità del trasporto pubblico di reggere i futuri flussi di spettatori. Un altro nodo cruciale riguarda la demolizione e ricostruzione del tunnel Patroclo, con il forte timore che l'eliminazione della funzione di attraversamento per il traffico non diretto allo stadio possa paralizzare la viabilità di zona. Manca inoltre un progetto di fattibilità tecnico-economica, fondamentale per l'esame della Conferenza dei servizi regionale. Nonostante queste incognite, l'obiettivo principale resta posare la prima pietra entro la fine del 2027 per completare i lavori in tempo utile per gli Europei del 2032. Se l'iter proseguirà senza ulteriori intoppi, la nuova struttura da 71.500 posti (di cui oltre 13mila premium) verrà eretta nell'area dei parcheggi in circa quattro anni, durante i quali il vecchio stadio continuerà a ospitare le partite; i due impianti conviveranno temporalmente fino al 2031, anno in cui prenderà il via la demolizione della "Scala del calcio", destinata a durare circa dodici mesi. Sullo sfondo resta infine aperto il fronte giudiziario, poiché i comitati ambientalisti sconfitti al Tar hanno preannunciato ricorso al Consiglio di Stato e un esposto a Procura e Corte dei Conti, mentre prosegue parallelamente l'inchiesta per turbativa d'asta. Repubblica.