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GDS: per far sì che Milano sia inclusa tra le sedi di Euro 2032, è fondamentale che la costruzione del nuovo stadio rispetti la rigida scadenza prevista per l'estate 2031, ovvero un anno prima dell'inizio del torneo, dato che l'attuale San Siro è privo dei requisiti UEFA necessari. Nonostante la consegna entro il 2031 sia inserita nei documenti ufficiali di Inter, Milan e Comune, il dossier milanese genera una leggera ansia rispetto a quelli di altre città come Roma o Palermo, che al momento appaiono più avanti nell'iter; tuttavia, l'organizzazione complessiva dell'Europeo in Italia (in co-organizzazione con la Turchia) non è assolutamente in dubbio e promette un impatto economico stimato in quasi sette miliardi di euro, oltre a un piano di investimenti infrastrutturali nel paese pari a circa 6 miliardi di euro (di cui 1,5 pubblici e 4,5 privati). Entro la scadenza del 31 luglio, ben tredici città italiane hanno inviato alla FIGC la propria candidatura mettendo a disposizione dodici stadi per soli cinque posti disponibili per l'Italia, e la Federazione dovrà ora esaminare la documentazione considerando i rigorosi paletti temporali: definizione della copertura finanziaria entro l'inizio di ottobre, indicazione alla UEFA delle cinque città e dei relativi stadi entro il 1° ottobre, e avvio dei cantieri fissato per marzo 2027. Per quanto riguarda la cronotabella milanese, il piano delle società prevede di procedere entro l'anno con le bonifiche e il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, per poi ottenere l'approvazione finale del Piano Attuativo tra la primavera e l'estate 2027, dando così inizio ai tre anni di cantiere necessari; il margine di errore è però ridottissimo e qualsiasi inghippo amministrativo o ricorso rischia di far saltare l'appuntamento con la manifestazione, portando allo scenario paradossale di un Europeo con due stadi a Roma (Olimpico e il nuovo progetto a Pietralata) e nessuno nella città meneghina.