Nava:"Milan, sogno l'esordio. Maignan..."

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Lapo Nava a MTV

Le dichiarazioni:"In casa nostra c’è sempre stata la passione per il calcio. Avendo papà che ha sempre giocato a calcio, che ha avuto diverse esperienze in diverse squadre in Italia. Lui non ci ha mai imposto di giocare a calcio, voleva solo che andassimo bene a scuola e ci tenessimo in forma. Poi ovviamente la passione si trasmette vedendo i quadri a casa e il Milan in tv. Poi ho iniziato a giocare a calcio e da lì non mi sono più fermato. Io sono sempre stato un tifoso del Milan e lo sono tutt’ora. Il Milan è la squadra che amo e che tifo sin da bambino. Però ovviamente prima di arrivare qui ho fatto diverse esperienze in una squadra di Milano e alla Pro Sesto. Poi sono stato chiamato dal Milan e il cuore ha deciso che per forza sarei dovuto venire qui a giocare“.


Sul rapporto col padre: “Le scelte le ho sempre fatte io. Lui avendo già vissuto quest’esperienza mi ha aiutato a fare le scelte giuste, quella finale è stata sempre la mia ascoltando anche i suoi consigli. Sono io che faccio questo lavoro e inseguo il mio sogno. Soprattutto è una fortuna. Avere una persona che ha già vissuto questo percorso e questa passione mi trasmette dei valori che provo a mettere ogni giorno in quello che faccio. Mi reputo fortunato di avere una persona al mio fianco che mi ha aiutato parecchio nelle scelte che ho fatto e nei diversi momenti difficili in questo percorso“.



Sul ruolo: “Portiere? Ero piccolino, giocavamo ancora a 5, nella mia squadra mancava il portiere e facevamo a turno. È toccato a me e abbiamo vinto 10-1, ho subito un gol sotto le gambe, ma da lì ho capito che mi piaceva molto perché sono le responsabilità che ti porti addosso“.

Sul suo idolo: “Non ho mai avuto un portiere a cui mi sono ispirato. Ovviamente ora che mi alleno tutti i giorni con Mike per me è diventato un punto di riferimento perché in questo momento è uno dei più forti al mondo. È bellissimo allenarsi con una figura che ti aiuta, insegna e ci tiene a te per farti migliorare“.

Sui suoi inizi al Milan: “La prima volta che sono venuto ad allenarmi al Vismara avevo 8 anni e facevo un percorso di crescita, mi tenevano sott’occhio. Poi sono tornato a 13 anni a giocare finalmente al Milan. Con Gigi Ragno che quando arrivavo qui io ero un bambino e mi presentavo col k-way aperto. Gigi è stata per me una figura molto importante. L’ho avuto quando ero piccolo, quando avevo 15-16 anni e l’ho ritrovato adesso in prima squadra. Mi ha fatto crescere molto perché mi ha dato valori, mi ha fatto capire come devo interpretare ogni cosa per poter fare sempre meglio. Gli voglio davvero tanto bene, lo ringrazio veramente tanto per quello che ha fatto per me“.

Su Maignan: “Avere una figura come Mike è molto stimolante. Io e lui abbiamo un rapporto un po’ diverso rispetto agli altri portieri perché io parlo francese e riusciamo a capirci meglio. Diciamo che mi ha preso sotto la sua ala e mi ha dato molti consigli a livello tecnico-tattico con visioni di gioco che non avevo prima. Ma soprattutto a livello mentale perché è una persona molto tosta e lo ringrazio per quello che mi sta insegnando. Sono contento di essere in prima squadra, però ovviamente voglio crescere ancora di più, migliorare e ambire ad essere titolare“.

Sul suo primo Milan-Roma: “Ricordo bellissimo. Essendo sempre stato un tifoso del Milan entrare a San Siro da giocatore è tutta un’altra cosa. È incredibile. Ero un po’ spaventato, teso. Non poteva andare meglio di così. Quando entri nel corridoio prima di salire le scale per andare al campo che devi andare a fare riscaldamento e sono tutti lì a guardare noi è un bel ricordo. Me lo ricorderò per sempre. Andare lì da secondo o da terzo non fa molta differenza perché fai le stesse identiche cose. Poi ovviamente c’è un pochino più di pressione, c’è una sensazione diversa perché se dovesse farsi male il portiere titolare tocca a te. Ero contento perché fare il secondo portiere in un Milan-Juventus è stato uno step, ma ovviamente ora manca lo step successivo che è l’esordio: vedremo se arriverà quest’anno o più avanti. L’ho sognato molto spesso: non dico che sono vicino a questo momento, però mi sto avvicinando sempre di più. L’ho sognato, a volte faccio pure gli incubi, ma è un momento che spero arrivi molto presto e spero di viverlo al 100% perché è una cosa che sogno da quando sono piccolino. Vorrei dire a mio papà: oh *****, ce l’ho fatta, ci sono arrivato anch’io“.

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