Milo Infante: "Me ne sono andato io dalla Rai. Volevo che cambiassero titolo a 'Ore 14'"

fabri47

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Dopo 22 anni in Rai e cinque stagioni di successo con Ore 14, il giornalista e conduttore Milo Infante , in un'intervista a Il Messaggero, vuota il sacco sul passaggio a Mediaset, dove dal 24 agosto condurrà un nuovo programma di cronaca su Rete 4.

Le parole di Milo Infante: "Me ne sono andato io. Quando ho capito che il mio tempo era finito, restare non aveva più senso."

A pesare, in particolare, il comportamento del responsabile del Day Time Angelo Mellone, che ogni anno avrebbe voluto chiudere il programma: "Ogni anno, compreso questo, il responsabile del Day Time, Angelo Mellone, voleva chiuderlo per metterci La porta magica di Andrea Delogu, sostenendo che io facevo concorrenza a La volta buona di Caterina Balivo."

La svolta arriva a dicembre, quando Infante chiede all'ad Giampaolo Rossi e al responsabile degli Approfondimenti Paolo Corsini una promozione e un adeguamento economico. La risposta fu apparentemente positiva, ma rimase lettera morta:

"Milo, va bene. Considera già fatto tutto...Non li ho più sentiti...Avevo solo chiesto un adeguamento: cercavo considerazione e progettualità. Volevo crescere...Prendo atto di questa ennesima mancanza. Da oggi mi sento libero di guardarmi intorno."

Quando Infante comunica all'ad Rossi la sua decisione di andarsene, parte una trattativa tardiva e vana. Rossi arriva a proporgli la direzione di Rai Digital e un contratto da esterno da 500-600mila euro l'anno, sul modello di Monica Maggioni.

Infante rifiuta: "No. Se avessi voluto far cassa sarei rimasto...Sono anche direttore di Videonews, quindi come gli altri pari grado. Ho accettato subito, senza trattare. Mi va benissimo. Ovviamente è più di prima."

C'è anche un capitolo amaro con il presidente Rai ad interim Antonio Marano, che pure lo aveva assunto nel 2003: i due non si parlano da due anni, da quando Marano, al suo rientro in Rai, chiese di togliere la qualifica di vicedirettore ad personam a Infante, ad Alberto Matano e a Sigfrido Ranucci: "Lo chiamai per lamentarmi e da allora non l'ho più sentito. Di sicuro non mi è mancato."

Sul clima generale in Rai, Infante non risparmia una stoccata ai dirigenti, riferendo le parole dette direttamente all'ad: "Giampaolo, non sei circondato da dirigenti alla tua altezza."

Sul caso Ranucci, Infante prende una posizione netta, difendendo il conduttore di Report e invitando alla cautela prima di trasformarlo in imputato: "La Rai dovrebbe proteggere uno dei suoi programmi migliori, Report, e chi lo guida. Se emergeranno responsabilità personali, sarà giusto valutarle. Certi dirigenti dovevano essere più cauti. Finora Ranucci è soltanto la vittima di un attentato gravissimo. Prima di trasformarlo in imputato bisogna dimostrare le sue responsabilità....La cronaca insegna che la verità raccontata oggi non sempre coincide con quella che emergerà domani. È una lezione che ho imparato sulla mia pelle."

Su Salvo Sottile, che prenderà il suo posto ad Ore 14, Infante commenta con un misto di ironia e sportività: "Ho visto su Instagram che ha fatto una locandina con l'IA e il suo viso, mi è sembrato un po' triste. Mi ha mandato un messaggio, gli ho risposto in bocca al lupo. Lui è bravo. Mi aspettavo che cambiassero il titolo, un po' come il ritiro della maglia nel calcio..."

Per Infante, il clima trovato in Mediaset è invece ben diverso: "Sono entusiasta per la partecipazione. Mi fanno sentire in una squadra."

Sui telegiornali che segue: "Seguo il Tg5, da sempre. Però la cronaca del Tg1 è la migliore. Mi piace molto Giuseppe La Venia."

Spazio anche al mea culpa per la vicenda Alberto Stasi: "Io mi sento in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Alberto Stasi dando per buoni certi teoremi. Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare."
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fabri47

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Dopo 22 anni in Rai e cinque stagioni di successo con Ore 14, il giornalista e conduttore Milo Infante , in un'intervista a Il Messaggero, vuota il sacco sul passaggio a Mediaset, dove dal 24 agosto condurrà un nuovo programma di cronaca su Rete 4.

Le parole di Milo Infante: "Me ne sono andato io. Quando ho capito che il mio tempo era finito, restare non aveva più senso."

A pesare, in particolare, il comportamento del responsabile del Day Time Angelo Mellone, che ogni anno avrebbe voluto chiudere il programma: "Ogni anno, compreso questo, il responsabile del Day Time, Angelo Mellone, voleva chiuderlo per metterci La porta magica di Andrea Delogu, sostenendo che io facevo concorrenza a La volta buona di Caterina Balivo."

La svolta arriva a dicembre, quando Infante chiede all'ad Giampaolo Rossi e al responsabile degli Approfondimenti Paolo Corsini una promozione e un adeguamento economico. La risposta fu apparentemente positiva, ma rimase lettera morta:

"Milo, va bene. Considera già fatto tutto...Non li ho più sentiti...Avevo solo chiesto un adeguamento: cercavo considerazione e progettualità. Volevo crescere...Prendo atto di questa ennesima mancanza. Da oggi mi sento libero di guardarmi intorno."

Quando Infante comunica all'ad Rossi la sua decisione di andarsene, parte una trattativa tardiva e vana. Rossi arriva a proporgli la direzione di Rai Digital e un contratto da esterno da 500-600mila euro l'anno, sul modello di Monica Maggioni.

Infante rifiuta: "No. Se avessi voluto far cassa sarei rimasto...Sono anche direttore di Videonews, quindi come gli altri pari grado. Ho accettato subito, senza trattare. Mi va benissimo. Ovviamente è più di prima."

C'è anche un capitolo amaro con il presidente Rai ad interim Antonio Marano, che pure lo aveva assunto nel 2003: i due non si parlano da due anni, da quando Marano, al suo rientro in Rai, chiese di togliere la qualifica di vicedirettore ad personam a Infante, ad Alberto Matano e a Sigfrido Ranucci: "Lo chiamai per lamentarmi e da allora non l'ho più sentito. Di sicuro non mi è mancato."

Sul clima generale in Rai, Infante non risparmia una stoccata ai dirigenti, riferendo le parole dette direttamente all'ad: "Giampaolo, non sei circondato da dirigenti alla tua altezza."

Sul caso Ranucci, Infante prende una posizione netta, difendendo il conduttore di Report e invitando alla cautela prima di trasformarlo in imputato: "La Rai dovrebbe proteggere uno dei suoi programmi migliori, Report, e chi lo guida. Se emergeranno responsabilità personali, sarà giusto valutarle. Certi dirigenti dovevano essere più cauti. Finora Ranucci è soltanto la vittima di un attentato gravissimo. Prima di trasformarlo in imputato bisogna dimostrare le sue responsabilità....La cronaca insegna che la verità raccontata oggi non sempre coincide con quella che emergerà domani. È una lezione che ho imparato sulla mia pelle."

Su Salvo Sottile, che prenderà il suo posto ad Ore 14, Infante commenta con un misto di ironia e sportività: "Ho visto su Instagram che ha fatto una locandina con l'IA e il suo viso, mi è sembrato un po' triste. Mi ha mandato un messaggio, gli ho risposto in bocca al lupo. Lui è bravo. Mi aspettavo che cambiassero il titolo, un po' come il ritiro della maglia nel calcio..."

Per Infante, il clima trovato in Mediaset è invece ben diverso: "Sono entusiasta per la partecipazione. Mi fanno sentire in una squadra."

Sui telegiornali che segue: "Seguo il Tg5, da sempre. Però la cronaca del Tg1 è la migliore. Mi piace molto Giuseppe La Venia."

Spazio anche al mea culpa per la vicenda Alberto Stasi: "Io mi sento in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Alberto Stasi dando per buoni certi teoremi. Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare."
:muhahah: :muhahah: :muhahah:
 
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