Milan: tutto bloccato. Altro che serenità. Cardinale solo.

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CorSport: la tesi societaria secondo cui la scelta del nuovo allenatore del Milan debba avvenire con serenità, calma e senza fretta non risulta affatto convincente, configurandosi piuttosto come un tentativo maldestro di coprire un clamoroso ritardo, specialmente perché nell'ambiente rossonero non vi sono né serenità né tempo a disposizione. Al 7 di giugno, infatti, il club si ritrova in una situazione di totale vuoto di potere, essendo privo di un amministratore delegato, di un direttore sportivo, di un direttore tecnico e di una guida in panchina. La realtà dei fatti evidenzia come nessun allenatore o dirigente contattato, sia in Italia sia all'estero, abbia ancora accettato la proposta del Milan: alcuni hanno preferito altre destinazioni, come Iraola che ha scelto il Liverpool dopo essere stato vicino al Crystal Palace, mentre altri, tra cui Glasner, Slot e Pochettino, non sono convinti della situazione interna e pretendono garanzie precise sul progetto complessivo, sulle strategie di calciomercato e sull'identità del direttore sportivo con cui collaborare. Uno stallo simile riguarda la carica di direttore tecnico, dove la prima scelta risponde al nome di Ralf Rangnick, il cui eventuale sbarco a Milano rimarrebbe comunque congelato fino a metà luglio a causa dell'impegno al Mondiale come commissario tecnico dell'Austria, sempre che non decida alla fine di rimanere alla guida della propria nazionale. Questa gestione complessiva delinea uno scenario pessimo e quasi imbarazzante per la storia gloriosa del club, aggravato dal fatto che il proprietario Gerry Cardinale non si fa sentire né vedere, se non fugacemente nei salotti di lusso milanesi. Nonostante la promessa di annunciare il nuovo allenatore nel giro di sette o dieci giorni, a due settimane di distanza non vi è ancora traccia dei nuovi vertici tecnici e societari; Cardinale continua ad affidarsi esclusivamente alle proprie idee e alla convinzione personale di possedere la ricetta per cambiare in meglio il calcio italiano, ignorando tuttavia che la sua stessa società si trova in questo momento in una condizione di totale e caotica ristrutturazione. Questa situazione di profondo standby a Casa Milan sta inevitabilmente avendo ripercussioni negative anche sulla squadra e sulle manovre di calciomercato, che risultano completamente bloccate sia in entrata sia in uscita, spingendo diversi calciatori a guardarsi intorno alla ricerca di una nuova sistemazione. Il caso più emblematico è quello di Rafael Leao, arrivato ormai alla rottura definitiva con l'ambiente rossonero dopo un'esperienza durata sette anni; l'attaccante portoghese ha dichiarato pubblicamente la propria volontà di cambiare maglia, esprimendo una preferenza per la Premier League o la Liga spagnola. Sebbene le sue uscite pubbliche rischino di svalutare il prezzo del suo cartellino danneggiando il Milan, per lui non sarà semplice trovare una collocazione ideale sul mercato, dato che ha già rifiutato ricche offerte provenienti dalla Turchia e dal campionato arabo nella speranza di ricevere la chiamata di un top club europeo. Leao non rappresenta l'unico caso spinoso all'interno dello spogliatoio rossonero, poiché anche altri elementi di spicco hanno manifestato l'intenzione di sondare il terreno con altre società; tra questi figura persino il capitano e portiere Mike Maignan, il quale, nonostante il recente rinnovo contrattuale, potrebbe clamorosamente decidere di lasciare Milano di fronte a una situazione societaria così incerta.

Le parole di Marotta QUI -) https://www.milanworld.net/threads/marotta-champions-e-mi-ritiro-la-marotta-league.161910/unread

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Ringhio8

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CorSport: la tesi societaria secondo cui la scelta del nuovo allenatore del Milan debba avvenire con serenità, calma e senza fretta non risulta affatto convincente, configurandosi piuttosto come un tentativo maldestro di coprire un clamoroso ritardo, specialmente perché nell'ambiente rossonero non vi sono né serenità né tempo a disposizione. Al 7 di giugno, infatti, il club si ritrova in una situazione di totale vuoto di potere, essendo privo di un amministratore delegato, di un direttore sportivo, di un direttore tecnico e di una guida in panchina. La realtà dei fatti evidenzia come nessun allenatore o dirigente contattato, sia in Italia sia all'estero, abbia ancora accettato la proposta del Milan: alcuni hanno preferito altre destinazioni, come Iraola che ha scelto il Liverpool dopo essere stato vicino al Crystal Palace, mentre altri, tra cui Glasner, Slot e Pochettino, non sono convinti della situazione interna e pretendono garanzie precise sul progetto complessivo, sulle strategie di calciomercato e sull'identità del direttore sportivo con cui collaborare. Uno stallo simile riguarda la carica di direttore tecnico, dove la prima scelta risponde al nome di Ralf Rangnick, il cui eventuale sbarco a Milano rimarrebbe comunque congelato fino a metà luglio a causa dell'impegno al Mondiale come commissario tecnico dell'Austria, sempre che non decida alla fine di rimanere alla guida della propria nazionale. Questa gestione complessiva delinea uno scenario pessimo e quasi imbarazzante per la storia gloriosa del club, aggravato dal fatto che il proprietario Gerry Cardinale non si fa sentire né vedere, se non fugacemente nei salotti di lusso milanesi. Nonostante la promessa di annunciare il nuovo allenatore nel giro di sette o dieci giorni, a due settimane di distanza non vi è ancora traccia dei nuovi vertici tecnici e societari; Cardinale continua ad affidarsi esclusivamente alle proprie idee e alla convinzione personale di possedere la ricetta per cambiare in meglio il calcio italiano, ignorando tuttavia che la sua stessa società si trova in questo momento in una condizione di totale e caotica ristrutturazione. Questa situazione di profondo standby a Casa Milan sta inevitabilmente avendo ripercussioni negative anche sulla squadra e sulle manovre di calciomercato, che risultano completamente bloccate sia in entrata sia in uscita, spingendo diversi calciatori a guardarsi intorno alla ricerca di una nuova sistemazione. Il caso più emblematico è quello di Rafael Leao, arrivato ormai alla rottura definitiva con l'ambiente rossonero dopo un'esperienza durata sette anni; l'attaccante portoghese ha dichiarato pubblicamente la propria volontà di cambiare maglia, esprimendo una preferenza per la Premier League o la Liga spagnola. Sebbene le sue uscite pubbliche rischino di svalutare il prezzo del suo cartellino danneggiando il Milan, per lui non sarà semplice trovare una collocazione ideale sul mercato, dato che ha già rifiutato ricche offerte provenienti dalla Turchia e dal campionato arabo nella speranza di ricevere la chiamata di un top club europeo. Leao non rappresenta l'unico caso spinoso all'interno dello spogliatoio rossonero, poiché anche altri elementi di spicco hanno manifestato l'intenzione di sondare il terreno con altre società; tra questi figura persino il capitano e portiere Mike Maignan, il quale, nonostante il recente rinnovo contrattuale, potrebbe clamorosamente decidere di lasciare Milano di fronte a una situazione societaria così incerta.

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È difficile non pensare ad un sabotaggio voluto
 
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CorSport: la tesi societaria secondo cui la scelta del nuovo allenatore del Milan debba avvenire con serenità, calma e senza fretta non risulta affatto convincente, configurandosi piuttosto come un tentativo maldestro di coprire un clamoroso ritardo, specialmente perché nell'ambiente rossonero non vi sono né serenità né tempo a disposizione. Al 7 di giugno, infatti, il club si ritrova in una situazione di totale vuoto di potere, essendo privo di un amministratore delegato, di un direttore sportivo, di un direttore tecnico e di una guida in panchina. La realtà dei fatti evidenzia come nessun allenatore o dirigente contattato, sia in Italia sia all'estero, abbia ancora accettato la proposta del Milan: alcuni hanno preferito altre destinazioni, come Iraola che ha scelto il Liverpool dopo essere stato vicino al Crystal Palace, mentre altri, tra cui Glasner, Slot e Pochettino, non sono convinti della situazione interna e pretendono garanzie precise sul progetto complessivo, sulle strategie di calciomercato e sull'identità del direttore sportivo con cui collaborare. Uno stallo simile riguarda la carica di direttore tecnico, dove la prima scelta risponde al nome di Ralf Rangnick, il cui eventuale sbarco a Milano rimarrebbe comunque congelato fino a metà luglio a causa dell'impegno al Mondiale come commissario tecnico dell'Austria, sempre che non decida alla fine di rimanere alla guida della propria nazionale. Questa gestione complessiva delinea uno scenario pessimo e quasi imbarazzante per la storia gloriosa del club, aggravato dal fatto che il proprietario Gerry Cardinale non si fa sentire né vedere, se non fugacemente nei salotti di lusso milanesi. Nonostante la promessa di annunciare il nuovo allenatore nel giro di sette o dieci giorni, a due settimane di distanza non vi è ancora traccia dei nuovi vertici tecnici e societari; Cardinale continua ad affidarsi esclusivamente alle proprie idee e alla convinzione personale di possedere la ricetta per cambiare in meglio il calcio italiano, ignorando tuttavia che la sua stessa società si trova in questo momento in una condizione di totale e caotica ristrutturazione. Questa situazione di profondo standby a Casa Milan sta inevitabilmente avendo ripercussioni negative anche sulla squadra e sulle manovre di calciomercato, che risultano completamente bloccate sia in entrata sia in uscita, spingendo diversi calciatori a guardarsi intorno alla ricerca di una nuova sistemazione. Il caso più emblematico è quello di Rafael Leao, arrivato ormai alla rottura definitiva con l'ambiente rossonero dopo un'esperienza durata sette anni; l'attaccante portoghese ha dichiarato pubblicamente la propria volontà di cambiare maglia, esprimendo una preferenza per la Premier League o la Liga spagnola. Sebbene le sue uscite pubbliche rischino di svalutare il prezzo del suo cartellino danneggiando il Milan, per lui non sarà semplice trovare una collocazione ideale sul mercato, dato che ha già rifiutato ricche offerte provenienti dalla Turchia e dal campionato arabo nella speranza di ricevere la chiamata di un top club europeo. Leao non rappresenta l'unico caso spinoso all'interno dello spogliatoio rossonero, poiché anche altri elementi di spicco hanno manifestato l'intenzione di sondare il terreno con altre società; tra questi figura persino il capitano e portiere Mike Maignan, il quale, nonostante il recente rinnovo contrattuale, potrebbe clamorosamente decidere di lasciare Milano di fronte a una situazione societaria così incerta.

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Cardinale sta pensando a un club di calcio organizzato come uno di baseball americano.
Arriverà un general manager che avrà il compito di costruire la squadra, scegliere quindi allenatore e giocatori.
L'head coach sarà l'allenatore di campo.

Prima del 30 giugno faranno una cessione per una trentina di milioni.
Poi faranno un piano annuale per costruire una squadra sostenibile con le risorse a disposizione.


Questo è il minimo sindacale.

Alternativamente, come dico da giorni, Cardinale cerca un dirigente che voglia legarsi per più anni al Milan e farlo con una formula di socio/investitore.
In questo caso il progetto potrebbe essere pluriennale perché solleva il club da rischi finanziari e toglie libertà di manovra al general manager che si troverebbe a ragionare non da dipendente ma da investitore.

Naturalmente Cardinale non ha assolutamente le competenze e le conoscenze per scegliere queste figure e si sarà rivolto a qualche discutibile agenzia.

Se ci va di lusso ci trasforma nel Lipsia, se ci va male nell'udinese deluxe.
 

Cm Punk

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La verità che in mezzo a questi dilettanti non ci vuole venire nessuno
 

Oleg_Salenko

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È difficile non pensare ad un sabotaggio voluto

e invece no secondo me. Pura e sana incompetenza, mista a ignoranza e saccenza. Redbird non ha nessun interesse a vedere il Milan andar male e vederlo deprezzare. Sono soltanto degli incapaci, li sopravvalutate, non capendo come possano essere così scarsi.
Io sarò un po’ prevenuto perché è un mondo che mi fa schifo, ma quando diciamo che Cardinale ora e Furlani prima sono sabotatori non facciamo i conti con il mondo dal quale provengono e la forma mentis della gente di quel mondo: la finanza.
Chi viene dalla finanza e ha provato a muoversi fuori dal proprio mondo spesso ha fatto disastri totali nel corso della storia (ma anche quando restano nel loro mondo spesso, vedi Lehmann Brothers e molti altri casi di voragini aperte da uomini di banca e finanza).
Io ho un’aziendina di 7 dipendenti che vende un determinato prodotto, ma se provassi ad aprirmi un ristorante o un negozio di camicie probabilmente anche io combinerei disastri nell’arco di 12/24 mesi, a meno che non compri e mi affidi a qualcuno di quel settore e deleghi senza metterci parola o mettendoci parola minimamente nella gestione dei conti e delle cose. Cardinale ha preso il Milan, e dall’alto dell’immensa saccenza e prepotenza ha cacciato Maldini per me per il semplice motivo che non si capivano venendo da due mondi diversi e parlando due lingue diverse, Maldini è uomo di calcio e parlava il “calciese”, Giorgio Stupidani (nessuna esperienza nè nel calcio e nè in gestione di aziende private) invece da uomo di finanza come lui gli avrà spiegato le cose con i suoi inglesismi e avrà parlato un attimino di asset e di brand e di plusvalenze e di ecosistema, e “senti ma hai studiato ad Harvard? Anche io!! Ma sei stato in Lehman Brothers? Anche io!! ecco, questo è l’uomo giusto per me, Furlani, ti do le chiavi del Milan!!”.
Io ci scherzo ma grossomodo le cose per me sono andate in questa maniera. Dopo 3 anni ora è tutto sfasciato. Ora siamo un campo minato in cui ci sono vertici, meeting, correnti interne, gruppi di lavoro, vertici tra correnti interne diverse, società di recruiting per trovare AD e DS, analisi dei modelli matematici per trovare AD e DS….tutte cose tipiche degli hedge fund.
vedo che i tifosi spesso cercano chissà quali dietrologie e quali complotti per spiegare il disastro del Milan degli ultimi anni, quando invece la realtà è semplicissima. Non sono sabotatori, sono soltanto idioti.
Gente che ha fatto (per il momento) carriera nel mondo degli hedge fund e si crede più intelligente degli altri. Cosa che ripeto, sarò prevenuto perché è un mondo che mi fa schifo, ma a chi viene da quel mondo credersi più bravo, intelligente furbo e sveglio degli altri purtroppo capita molto spesso.
 
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e invece no secondo me. Pura e sana incompetenza, mista a ignoranza e saccenza. Redbird non ha nessun interesse a vedere il Milan andar male e vederlo deprezzare. Sono soltanto degli incapaci, li sopravvalutate, non capendo come possano essere così scarsi.
Io sarò un po’ prevenuto perché è un mondo che mi fa schifo, ma quando diciamo che Cardinale ora e Furlani prima sono sabotatori non facciamo i conti con il mondo dal quale provengono e la forma mentis della gente di quel mondo: la finanza.
Chi viene dalla finanza e ha provato a muoversi fuori dal proprio mondo spesso ha fatto disastri totali nel corso della storia (ma anche quando restano nel loro mondo spesso, vedi Lehmann Brothers e molti altri casi di voragini aperte da uomini di banca e finanza).
Io ho un’aziendina di 7 dipendenti che vende un determinato prodotto, ma se provassi ad aprirmi un ristorante o un negozio di camicie probabilmente anche io combinerei disastri nell’arco di 12/24 mesi, a meno che non compri e mi affidi a qualcuno di quel settore e deleghi senza metterci parola o mettendoci parola minimamente nella gestione dei conti e delle cose. Cardinale ha preso il Milan, e dall’alto dell’immensa saccenza e prepotenza ha cacciato Maldini per me per il semplice motivo che non si capivano venendo da due mondi diversi e parlando due lingue diverse, Maldini è uomo di calcio e parlava il “calciese”, Giorgio Stupidani (nessuna esperienza nè nel calcio e nè in gestione di aziende private) invece da uomo di finanza come lui gli avrà spiegato le cose con i suoi inglesismi e avrà parlato un attimino di asset e di brand e di plusvalenze e di ecosistema, e “senti ma hai studiato ad Harvard? Anche io!! Ma sei stato in Lehman Brothers? Anche io!! ecco, questo è l’uomo giusto per me, Furlani, ti do le chiavi del Milan!!”.
Io ci scherzo ma grossomodo le cose per me sono andate in questa maniera. Dopo 3 anni ora è tutto sfasciato. Ora siamo un campo minato in cui ci sono vertici, meeting, correnti interne, gruppi di lavoro, vertici tra correnti interne diverse, società di recruiting per trovare AD e DS, analisi dei modelli matematici per trovare AD e DS….tutte cose tipiche degli hedge fund.
vedo che i tifosi spesso cercano chissà quali dietrologie e quali complotti per spiegare il disastro del Milan degli ultimi anni, quando invece la realtà è semplicissima. Non sono sabotatori, sono soltanto idioti.
Gente che ha fatto (per il momento) carriera nel mondo degli hedge fund e si crede più intelligente degli altri. Cosa che ripeto, sarò prevenuto perché è un mondo che mi fa schifo, ma a chi viene da quel mondo credersi più bravo, intelligente furbo e sveglio degli altri purtroppo capita molto spesso.
Servirebbe qualcuno del mondo dello sport capace di tradurre in soldoni i disastri che hanno compiuto..
Unico modo per destarli.


Mi immagino una scenetta del genere..

 
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La verità che in mezzo a questi dilettanti non ci vuole venire nessuno
Userei un altra parola al posto di dilettanti: "arroganti".

Per me é ovvio che Cardinale sia arrivato con la totale arroganza di un americano che pensa di poter fare esattamente come lo ha fatto da manager Goldman e come lo si fa nel sport americano.
Ne ha capito che il calcio é un gioco fluido e la statistiche non sono paragonabili a quelle dei sport americani che vivono di situazioni ferme e preparate con mille stop a partita, ne come si gestisce una societa sportiva in Europa, una gestione manageriale che nel calcio non si é mai visto con "working teams" e affari che devono essere portati dal boss prima di poter essere ufficiliazziati.

La situazione di Maldini (ed il suo trattamento) l'hanno notata in tanti, poi il trattamento riservato ai svariati allenatori da Fonseca a Allegri presi é lasciati senza alcun supporto, anzi con una societa alle spalle che o li ha delegitimati subito o lavorato contro (Ibra vs. Allegri), stesso discorso per un DS come Tare.

Ormai hanno capito tutti che in questo Milan non puoi decidere, decidono tutto dal alto. Non hai spazio di movimento e ogni affare chiuso puo essere fermato da un momento al altro. Nessun manager di spessore vuole lavorare in una societa del genere. Stesso discorso vale per la scelta del allenatore. Ad oggi al Milan ci va un vecchio in cerca di rilancio (costretto a rischiare) o un no-name totale per il quale il Milan conviene come rischio. Un allenatore con parabola ascendente come ad esempio Italiano oggi non viene al Milan per brucciarsi la carriera.

In tutto cio si ha rosa piena di straniere per i quali il Milan é una squadra qualsiasi. Una squadra ormai senza alcun milanismo. Un gruppo di ragazzi che al primo ostacolo va in crisi
 

gabri65

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e invece no secondo me. Pura e sana incompetenza, mista a ignoranza e saccenza. Redbird non ha nessun interesse a vedere il Milan andar male e vederlo deprezzare. Sono soltanto degli incapaci, li sopravvalutate, non capendo come possano essere così scarsi.
Io sarò un po’ prevenuto perché è un mondo che mi fa schifo, ma quando diciamo che Cardinale ora e Furlani prima sono sabotatori non facciamo i conti con il mondo dal quale provengono e la forma mentis della gente di quel mondo: la finanza.
Chi viene dalla finanza e ha provato a muoversi fuori dal proprio mondo spesso ha fatto disastri totali nel corso della storia (ma anche quando restano nel loro mondo spesso, vedi Lehmann Brothers e molti altri casi di voragini aperte da uomini di banca e finanza).
Io ho un’aziendina di 7 dipendenti che vende un determinato prodotto, ma se provassi ad aprirmi un ristorante o un negozio di camicie probabilmente anche io combinerei disastri nell’arco di 12/24 mesi, a meno che non compri e mi affidi a qualcuno di quel settore e deleghi senza metterci parola o mettendoci parola minimamente nella gestione dei conti e delle cose. Cardinale ha preso il Milan, e dall’alto dell’immensa saccenza e prepotenza ha cacciato Maldini per me per il semplice motivo che non si capivano venendo da due mondi diversi e parlando due lingue diverse, Maldini è uomo di calcio e parlava il “calciese”, Giorgio Stupidani (nessuna esperienza nè nel calcio e nè in gestione di aziende private) invece da uomo di finanza come lui gli avrà spiegato le cose con i suoi inglesismi e avrà parlato un attimino di asset e di brand e di plusvalenze e di ecosistema, e “senti ma hai studiato ad Harvard? Anche io!! Ma sei stato in Lehman Brothers? Anche io!! ecco, questo è l’uomo giusto per me, Furlani, ti do le chiavi del Milan!!”.
Io ci scherzo ma grossomodo le cose per me sono andate in questa maniera. Dopo 3 anni ora è tutto sfasciato. Ora siamo un campo minato in cui ci sono vertici, meeting, correnti interne, gruppi di lavoro, vertici tra correnti interne diverse, società di recruiting per trovare AD e DS, analisi dei modelli matematici per trovare AD e DS….tutte cose tipiche degli hedge fund.
vedo che i tifosi spesso cercano chissà quali dietrologie e quali complotti per spiegare il disastro del Milan degli ultimi anni, quando invece la realtà è semplicissima. Non sono sabotatori, sono soltanto idioti.
Gente che ha fatto (per il momento) carriera nel mondo degli hedge fund e si crede più intelligente degli altri. Cosa che ripeto, sarò prevenuto perché è un mondo che mi fa schifo, ma a chi viene da quel mondo credersi più bravo, intelligente furbo e sveglio degli altri purtroppo capita molto spesso.

L'hai spiegata bene, ma non credo si tratti solo di idiozia. L'incompetenza secondo me non è più una tesi difendibile.

Se uno è semplicemente un idiota, non può costruire niente di buono e quindi distruggerebbe anche altre cose, non solo il Milan. Questa non è idiozia, che può venire mitigata dall'esperienza.

Un idiota la infila giusta anche per caso, come dicono le leggi della probabilità. Qui le cose sono sistematicamente volte all'autolesionismo. Una volta, due volte, tre volte, poi basta. Difficile non pensare alla malafede.

Inoltre se il cialtrone ignorasse qualsiasi cosa che viene dal mondo del calcio, allora non si affiderebbe a Ibrahimovic.
 

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