Milan tra Botman, Origi, Zaniolo, Sanches e Berardi

diavoloINme

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Alla fine la dote principale su cui fare perno è la velocità, che abbiamo usato con i difensori, e sarebbe il caso di usare anche con gli attaccanti ,con Leao e stato fatto così.
Certi acquisti sono possibili se e solo se sui giocatori non sono ancora arrivati procuratori squali.
 

Maurizio91

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Nomi che non scaldano. E io voglio arrivare a sentire caldo, possibilmente afa
 

Giangy

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Alfredo Pedullá sul mercato del Milan. Ecco quanto riportato dal giornalista in un lungo editoriale col quale analizza il mercato rossonero


Il Milan prepara la svolta Investcorp, un’operazione da 1 miliardo, 100 milioni di euro e dintorni. Le cifre parlano da sole, come se fossero una foto che non ha bisogno di didascalia. Da un fondo (Elliott) a un altro, con una forza maggiore e un’esplosione economica che vedremo molto presto. Anche sul mercato, ovviamente. Il Milan deve essere riconoscente all’attuale proprietà che sta per passare la mano: è vero, spesso sul budget per gli investimenti tecnici qualcuno ha espresso più di una perplessità, qualche volta l’asticella non è andata così in alto e un pizzico di rimpianto resta.

Limitiamoci allo scorso gennaio: Pioli avrebbe avuto bisogno di un attaccante, considerati i problemi fisici emergenti di Zlatan Ibrahimovic. Oppure un esterno offensivo con gol e assist nelle gambe: il discorso va fatto con il massimo rispetto per Saelemaekers e Messias. Alla fine il club ha deciso di restare così, il salto di qualità avrebbe consentito di rinsaldare e rilanciare le ambizioni. I rimpianti, certo, ma con la consapevolezza che Maldini e Massara hanno lavorato molto bene, affiancati dal giovanissimo e competente Moncada, capo degli osservatori. Proprio per questo motivo la nuova proprietà ripartirà dal vecchio che avanzerà ancora e sarebbe sorprendente (clamoroso) se gli attuali responsabili di acquisti e cessioni non potessero continuare a seminare. E c’è già una traccia: quanto seminato in questi mesi, verrà rispettato e confermato.


Il primo passaggio si chiama Sven Botman, gioiello del Lille destinato a cambiare aria per indossare una fiammante casacca rossonera. Ci sono gli accordi, impostati da mesi, e che saranno perfezionati molto presto. Il Milan avrebbe voluto anticipare lo scorso gennaio, nella sessione invernale, proprio per bloccare sul nascere le velleità degli altri club (Newcastle in testa) che avevano messo gli occhi addosso a uno straordinario interprete del ruolo. Difensore centrale classe 2000, una potenza fisica abbinata a una tecnica invidiabile, esplosivo e scattante, capace di segnare qualche gol pesante: l’identikit di Botman è questo e non ha bisogno di essere rinfrescato. Solo che a gennaio il Lille, impegnato in Champions, non ha aperto le porte, anche perché si era appena privato di un esterno offensivo forte come Ikoné, destinazione Fiorentina. Il Milan ha continuato a lavorare fortissimo, raggiungendo l’accordo con l’entourage di Sven: ingaggio leggermente superiore ai 3 milioni a stagioni con bonus legati al rendimento suo e della squadra che alzeranno il tetto degli emolumenti. Il cartellino è stato valutato 30 milioni, ci saranno bonus che permetteranno di trovare un accordo in grado di soddisfare tutti. Botman entrerà in un contesto competitivo: Tomori è una certezza, Kalulu è stato un affare, Kjaer potrà recuperare con calma, alle spalle di tutti governerà Maignan, sulla corsia mancina impererà Theo Hernandez. Insomma, potremmo dire che un Botman è per sempre, sintesi perfetta per l’apertura di un nuovo ciclo rossonero. Anche per questo motivo il Milan non ha fin qui forzato per Alessio Romagnoli, in scadenza a giugno: sono state fatte altre scelte e vedremo se l’ex Roma troverà un accordo con la Lazio oppure sceglierà nuove strade (la Juve è una possibilità). A pensarci bene, con l’aria che tira e con i prezzi che circolano per i difensori centrali, i 30 milioni di base per un classe 2000 sono una buonissima operazione, figlia di un lavoro molto certosino partito la scorsa estate. La scorciatoia migliore per mettere su una buonissima impalcatura, aspettando che l’inevitabile allargamento del budget consenta di andare oltre.

Il Milan pre-svolta ha un altro discorso molto ben impostato e ormai in dirittura d’arrivo. Stiamo parlando di Divock Origi, attaccante belga in scadenza di contratto con il Liverpool. Maldini si è mosso per tempo, balzando sulla preda prima che arrivassero interferenze e pericolosi rilanci. Origi ha gradito e ha indirizzato con enorme piacere la sua scelta: è uno specialista che va giudicato sulle lunghe distanze, 30 partite almeno per capire se può andare in doppia cifra nel rispetto di un potenziale indiscutibile. In fondo, a Liverpool mai hai avuto la possibilità di giocare con una certa continuità, chiuso da qualche mostro sacro come Salah e Mané. Quando l’ha fatto, ha colpito, storia dell’ultimo derby contro l’Everton: salito sul treno in corsa, ha spaccato la partita entrando nell’azione del primo gol e siglando il raddoppio, ulteriore conferma che a parametro zero sarà un colpo di spessore. Tutto questo aspettando la decisione di Ibrahimovic, mai così vicino a un possibile ritiro, più per i continui problemi fisici che per un’ingombrante carta d’identità (a ottobre saranno 41).

Il Milan ha poi bisogno di un centrocampista di spessore come Renato Sanches, da mesi in cima alla lista dalla spese e anche lui in uscita dal Lille, poi dovrà individuare qualche altro… Botman in altri reparti. Sì, proprio così, gente giovane e predestinata a sfondare. Un nome da spendere – senza dimenticare Berardi – sarebbe quello di Nicolò Zaniolo che piace molto a Maldini (e anche alla Juve che si è mossa in anticipo), dipenderà dall’eventuale rinnovo o no del contratto che attualmente lo lega alla Roma fino a giugno 2024. Ma siamo appena all’inizio del percorso, aspettando il closing e le formalità burocratiche necessarie in situazioni del genere. Nel frattempo il signor Botman è idealmente dentro Casa Milan, aspettando gli altri senza frenesia ma con ambizioni altissime.
Berardi e Zaniolo non possono essere considerati nomi top. Il primo non è un vero e proprio top, anche se come esterni destri hanno accostato nomi ben peggiori. Per il secondo avrebbe anche il potenziale, ma è una testa calda, è uno spacca spogliatoio, poi ha avuto due infortuni gravi in passato. Con la nuova proprietà mi aspetto nomi di gran lunga più internazionali. Ma sarà tutto da vedere ovviamente.
 

koti

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Alfredo Pedullá sul mercato del Milan. Ecco quanto riportato dal giornalista in un lungo editoriale col quale analizza il mercato rossonero


Il Milan prepara la svolta Investcorp, un’operazione da 1 miliardo, 100 milioni di euro e dintorni. Le cifre parlano da sole, come se fossero una foto che non ha bisogno di didascalia. Da un fondo (Elliott) a un altro, con una forza maggiore e un’esplosione economica che vedremo molto presto. Anche sul mercato, ovviamente. Il Milan deve essere riconoscente all’attuale proprietà che sta per passare la mano: è vero, spesso sul budget per gli investimenti tecnici qualcuno ha espresso più di una perplessità, qualche volta l’asticella non è andata così in alto e un pizzico di rimpianto resta.

Limitiamoci allo scorso gennaio: Pioli avrebbe avuto bisogno di un attaccante, considerati i problemi fisici emergenti di Zlatan Ibrahimovic. Oppure un esterno offensivo con gol e assist nelle gambe: il discorso va fatto con il massimo rispetto per Saelemaekers e Messias. Alla fine il club ha deciso di restare così, il salto di qualità avrebbe consentito di rinsaldare e rilanciare le ambizioni. I rimpianti, certo, ma con la consapevolezza che Maldini e Massara hanno lavorato molto bene, affiancati dal giovanissimo e competente Moncada, capo degli osservatori. Proprio per questo motivo la nuova proprietà ripartirà dal vecchio che avanzerà ancora e sarebbe sorprendente (clamoroso) se gli attuali responsabili di acquisti e cessioni non potessero continuare a seminare. E c’è già una traccia: quanto seminato in questi mesi, verrà rispettato e confermato.


Il primo passaggio si chiama Sven Botman, gioiello del Lille destinato a cambiare aria per indossare una fiammante casacca rossonera. Ci sono gli accordi, impostati da mesi, e che saranno perfezionati molto presto. Il Milan avrebbe voluto anticipare lo scorso gennaio, nella sessione invernale, proprio per bloccare sul nascere le velleità degli altri club (Newcastle in testa) che avevano messo gli occhi addosso a uno straordinario interprete del ruolo. Difensore centrale classe 2000, una potenza fisica abbinata a una tecnica invidiabile, esplosivo e scattante, capace di segnare qualche gol pesante: l’identikit di Botman è questo e non ha bisogno di essere rinfrescato. Solo che a gennaio il Lille, impegnato in Champions, non ha aperto le porte, anche perché si era appena privato di un esterno offensivo forte come Ikoné, destinazione Fiorentina. Il Milan ha continuato a lavorare fortissimo, raggiungendo l’accordo con l’entourage di Sven: ingaggio leggermente superiore ai 3 milioni a stagioni con bonus legati al rendimento suo e della squadra che alzeranno il tetto degli emolumenti. Il cartellino è stato valutato 30 milioni, ci saranno bonus che permetteranno di trovare un accordo in grado di soddisfare tutti. Botman entrerà in un contesto competitivo: Tomori è una certezza, Kalulu è stato un affare, Kjaer potrà recuperare con calma, alle spalle di tutti governerà Maignan, sulla corsia mancina impererà Theo Hernandez. Insomma, potremmo dire che un Botman è per sempre, sintesi perfetta per l’apertura di un nuovo ciclo rossonero. Anche per questo motivo il Milan non ha fin qui forzato per Alessio Romagnoli, in scadenza a giugno: sono state fatte altre scelte e vedremo se l’ex Roma troverà un accordo con la Lazio oppure sceglierà nuove strade (la Juve è una possibilità). A pensarci bene, con l’aria che tira e con i prezzi che circolano per i difensori centrali, i 30 milioni di base per un classe 2000 sono una buonissima operazione, figlia di un lavoro molto certosino partito la scorsa estate. La scorciatoia migliore per mettere su una buonissima impalcatura, aspettando che l’inevitabile allargamento del budget consenta di andare oltre.

Il Milan pre-svolta ha un altro discorso molto ben impostato e ormai in dirittura d’arrivo. Stiamo parlando di Divock Origi, attaccante belga in scadenza di contratto con il Liverpool. Maldini si è mosso per tempo, balzando sulla preda prima che arrivassero interferenze e pericolosi rilanci. Origi ha gradito e ha indirizzato con enorme piacere la sua scelta: è uno specialista che va giudicato sulle lunghe distanze, 30 partite almeno per capire se può andare in doppia cifra nel rispetto di un potenziale indiscutibile. In fondo, a Liverpool mai hai avuto la possibilità di giocare con una certa continuità, chiuso da qualche mostro sacro come Salah e Mané. Quando l’ha fatto, ha colpito, storia dell’ultimo derby contro l’Everton: salito sul treno in corsa, ha spaccato la partita entrando nell’azione del primo gol e siglando il raddoppio, ulteriore conferma che a parametro zero sarà un colpo di spessore. Tutto questo aspettando la decisione di Ibrahimovic, mai così vicino a un possibile ritiro, più per i continui problemi fisici che per un’ingombrante carta d’identità (a ottobre saranno 41).

Il Milan ha poi bisogno di un centrocampista di spessore come Renato Sanches, da mesi in cima alla lista dalla spese e anche lui in uscita dal Lille, poi dovrà individuare qualche altro… Botman in altri reparti. Sì, proprio così, gente giovane e predestinata a sfondare. Un nome da spendere – senza dimenticare Berardi – sarebbe quello di Nicolò Zaniolo che piace molto a Maldini (e anche alla Juve che si è mossa in anticipo), dipenderà dall’eventuale rinnovo o no del contratto che attualmente lo lega alla Roma fino a giugno 2024. Ma siamo appena all’inizio del percorso, aspettando il closing e le formalità burocratiche necessarie in situazioni del genere. Nel frattempo il signor Botman è idealmente dentro Casa Milan, aspettando gli altri senza frenesia ma con ambizioni altissime.
Già solo con questi nomi (tolto Berardi che è un cesso) vinciamo il campionato in ciabatte imho.
 
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