GDS: Cardinale ha deciso. Addio all'Inter. Il Milan farà lo stadio da solo. Tre le aree papabili. Il club si muoverà in autonomia tra Sesto, San Donato e La Maura. L’impianto di proprietà decisivo per crescere. Oltre all’idea romantica, c’è di nuovo una spiegazione economica: il Milan sta risalendo anche le classifiche del bilancio, oggi ha una proprietà solida e riconosciuta. Pronta a un investimento milionario per dotarsi di un nuovo impianto. Condizioni che la allontanano dall’Inter. Il fondo Oaktree gioca con Suning lo stesso ruolo che in passato Elliott aveva con Li Yonghong. È in attesa che il prestito venga restituito, altrimenti diventerà padrone delle quote. Il futuro è tutto da scrivere, c’è molta incertezza, mentre il Milan ha già tracciato chiaramente il proprio percorso, che a meno di grandi sorprese porterà altrove. Eccoci dunque arrivati al bivio e qui le strade si separeranno: Milan da una parte, Inter dall’altra. Sul Mezza resta ancora la questione del vincolo sulla demolizione.
Per il Milan è il momento della scelta tra le tre aree: È prevista in tempi brevi: il presidente Paolo Scaroni è in prima linea sul fronte. Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, oggi segue l’evoluzione da New York: esperto di sport, intrattenimento e costruzione di nuovi stadi, è più che mai consa- pevole della necessità di dotare il Milan di un impianto multifunzionale e di proprietà. Anche esclusivo: non esistono in altre grandi città d’Europa e del mondo stadi in condivisione per due squadre così importanti. L’ultima visita a San Siro lo ha definitivamente convinto: i 74mila tifosi presenti contro il Tottenham hanno permesso al Milan di incassare oltre 9 milioni di euro, record assoluto della storia italiana. Uno stadio nuovo sarà ancora più attraente. E avrà i cancelli sempre aperti, non soltanto nel giorno della partita.