Milan Roma: la lettura del match. Pioli e De Rossi...

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La GDS in edicola sulla lettura del match di stasera tra Milan e Roma

La partita di stasera tra Milan e Roma si preannuncia avvincente, con entrambe le squadre che hanno i loro punti di forza e di debolezza. Il Milan ha un attacco più codificato ma meno imprevedibile, mentre la Roma ha più margine per l'improvvisazione con giocatori come Lukaku e Dybala. Giroud è il punto di riferimento in attacco per il Milan, mentre Leao e Pulisic sono le principali minacce offensive.

La Roma dovrà fare attenzione a non lasciare troppo spazio a Leao, che è in grande forma in questo periodo . Massima attenzione anche nei confronti di Pulisic, che è giocatore molto utile per il Milan, in grado di giocare sia come ala che come centravanti aggiunto.

La Roma è una squadra in continua evoluzione sotto la guida di De Rossi, e stasera potrebbe schierare una doppia coppia in attacco. Il centrocampo sarà fondamentale per entrambe le squadre, con Paredes e Cristante che dovranno dare una mano in fase di impostazione per la Roma, mentre Bennacer e Reijnders saranno i giocatori chiave per il Milan.

Il confronto più tecnico dovrebbe vedere di fronte Pellegrini e Bennacer, con il romanista che può cambiare la partita con un gran tiro da fuori o un lancio millimetrico. Se Bennacer riuscirà a prendere le misure a Pellegrini, il Milan avrà un vantaggio, ma se il romanista troverà la chiave per vincere il confronto, il discorso cambierà, perché il Milan dietro è sicuramente meno blindato della Roma.

Repubblica: Pioli e De Rossi sono flessibili e attenti alle novità. Il Pioli di oggi è diverso da quello dello scudetto 2022. E De Rossi, raccolta l’eredità dell’attendista Mourinho partendo dal posizionismo ortodosso di De Zerbi e in parte di Roberto Mancini all’Europeo 2021 (vissuto da assistente), sta introducendo variazioni sul tema, istruito dallo Spalletti romanista. Il Milan non dà riferimenti agli avversari e basa l’occupazione della metà campo avversaria sui cosiddetti “invasori”, che possono anche sovrapporsi nella stessa zona (Leao-Theo Hernandez liberi di muoversi non solo in verticale, il jolly Reijnders, l’altro duo Loftus Cheek-Pulisic), creando catene o duetti spontanei, e che devono disinteressarsi della costruzione dell’azione delegata sia ai due centrali difensivi, sia al terzino Calabria accanto al regista (Bennacer, Adli), col portiere Maignan come vertice del pentagono. Il contrappeso della copertura immediata, il pressing che forza la giocata avversaria, non è però sempre immediato. De Rossi cerca il palleggio, di cui sono cardini l’abbassamento iniziale del regista Paredes tra i difensori centrali, i movimenti dall’una all’altra metà campo di Cristante, essenziale nel pressing, le digressioni di Pellegrini nella zona del centravanti Lukaku e l’uso delle fasce laterali come sfogo costante del gioco offensivo (El Shaarawy) e come sdoppiamento con la fase difensiva (Celik o Karsdorp). La chiave resta l’accentramento del fantasista Dybala, che parte da destra ma non è certo ala classica, in un sistema che può oscillare tra la prediletta linea difensiva a 4 e quella a 3. Un dilemma destinato, secondo Pioli, a sciogliersi solo sul campo: «Spesso i nostri avversari cambiano volto contro di noi». De Rossi ci scherza su: «Non chiederò a Dybala di inseguire Hernandez a tutta fascia». Ma la tattica, a San Siro, non sarà affatto un orpello.

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Repubblica: Pioli e De Rossi sono flessibili e attenti alle novità. Il Pioli di oggi è diverso da quello dello scudetto 2022. E De Rossi, raccolta l’eredità dell’attendista Mourinho partendo dal posizionismo ortodosso di De Zerbi e in parte di Roberto Mancini all’Europeo 2021 (vissuto da assistente), sta introducendo variazioni sul tema, istruito dallo Spalletti romanista. Il Milan non dà riferimenti agli avversari e basa l’occupazione della metà campo avversaria sui cosiddetti “invasori”, che possono anche sovrapporsi nella stessa zona (Leao-Theo Hernandez liberi di muoversi non solo in verticale, il jolly Reijnders, l’altro duo Loftus Cheek-Pulisic), creando catene o duetti spontanei, e che devono disinteressarsi della costruzione dell’azione delegata sia ai due centrali difensivi, sia al terzino Calabria accanto al regista (Bennacer, Adli), col portiere Maignan come vertice del pentagono. Il contrappeso della copertura immediata, il pressing che forza la giocata avversaria, non è però sempre immediato. De Rossi cerca il palleggio, di cui sono cardini l’abbassamento iniziale del regista Paredes tra i difensori centrali, i movimenti dall’una all’altra metà campo di Cristante, essenziale nel pressing, le digressioni di Pellegrini nella zona del centravanti Lukaku e l’uso delle fasce laterali come sfogo costante del gioco offensivo (El Shaarawy) e come sdoppiamento con la fase difensiva (Celik o Karsdorp). La chiave resta l’accentramento del fantasista Dybala, che parte da destra ma non è certo ala classica, in un sistema che può oscillare tra la prediletta linea difensiva a 4 e quella a 3. Un dilemma destinato, secondo Pioli, a sciogliersi solo sul campo: «Spesso i nostri avversari cambiano volto contro di noi». De Rossi ci scherza su: «Non chiederò a Dybala di inseguire Hernandez a tutta fascia». Ma la tattica, a San Siro, non sarà affatto un orpello.
 

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La partita di stasera tra Milan e Roma si preannuncia avvincente, con entrambe le squadre che hanno i loro punti di forza e di debolezza. Il Milan ha un attacco più codificato ma meno imprevedibile, mentre la Roma ha più margine per l'improvvisazione con giocatori come Lukaku e Dybala. Giroud è il punto di riferimento in attacco per il Milan, mentre Leao e Pulisic sono le principali minacce offensive.

La Roma dovrà fare attenzione a non lasciare troppo spazio a Leao, che è in grande forma in questo periodo . Massima attenzione anche nei confronti di Pulisic, che è giocatore molto utile per il Milan, in grado di giocare sia come ala che come centravanti aggiunto.

La Roma è una squadra in continua evoluzione sotto la guida di De Rossi, e stasera potrebbe schierare una doppia coppia in attacco. Il centrocampo sarà fondamentale per entrambe le squadre, con Paredes e Cristante che dovranno dare una mano in fase di impostazione per la Roma, mentre Bennacer e Reijnders saranno i giocatori chiave per il Milan.

Il confronto più tecnico dovrebbe vedere di fronte Pellegrini e Bennacer, con il romanista che può cambiare la partita con un gran tiro da fuori o un lancio millimetrico. Se Bennacer riuscirà a prendere le misure a Pellegrini, il Milan avrà un vantaggio, ma se il romanista troverà la chiave per vincere il confronto, il discorso cambierà, perché il Milan dietro è sicuramente meno blindato della Roma.

Repubblica: Pioli e De Rossi sono flessibili e attenti alle novità. Il Pioli di oggi è diverso da quello dello scudetto 2022. E De Rossi, raccolta l’eredità dell’attendista Mourinho partendo dal posizionismo ortodosso di De Zerbi e in parte di Roberto Mancini all’Europeo 2021 (vissuto da assistente), sta introducendo variazioni sul tema, istruito dallo Spalletti romanista. Il Milan non dà riferimenti agli avversari e basa l’occupazione della metà campo avversaria sui cosiddetti “invasori”, che possono anche sovrapporsi nella stessa zona (Leao-Theo Hernandez liberi di muoversi non solo in verticale, il jolly Reijnders, l’altro duo Loftus Cheek-Pulisic), creando catene o duetti spontanei, e che devono disinteressarsi della costruzione dell’azione delegata sia ai due centrali difensivi, sia al terzino Calabria accanto al regista (Bennacer, Adli), col portiere Maignan come vertice del pentagono. Il contrappeso della copertura immediata, il pressing che forza la giocata avversaria, non è però sempre immediato. De Rossi cerca il palleggio, di cui sono cardini l’abbassamento iniziale del regista Paredes tra i difensori centrali, i movimenti dall’una all’altra metà campo di Cristante, essenziale nel pressing, le digressioni di Pellegrini nella zona del centravanti Lukaku e l’uso delle fasce laterali come sfogo costante del gioco offensivo (El Shaarawy) e come sdoppiamento con la fase difensiva (Celik o Karsdorp). La chiave resta l’accentramento del fantasista Dybala, che parte da destra ma non è certo ala classica, in un sistema che può oscillare tra la prediletta linea difensiva a 4 e quella a 3. Un dilemma destinato, secondo Pioli, a sciogliersi solo sul campo: «Spesso i nostri avversari cambiano volto contro di noi». De Rossi ci scherza su: «Non chiederò a Dybala di inseguire Hernandez a tutta fascia». Ma la tattica, a San Siro, non sarà affatto un orpello.
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