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GDS: i vertici del Milan non manifestano preoccupazione per il prolungarsi dei tempi nella ricostruzione dell'area sportiva e societaria, nonostante a metà giugno manchino ancora l'allenatore, il direttore sportivo e l'amministratore delegato. La proprietà condivide la filosofia del candidato in pole per la panchina, Oliver Glasner, che ha dichiarato: «Bisogna avere una buona sensazione, tutto deve essere perfetto». Mentre tra i tifosi, i media e i procuratori cresce l'ansia per l'immobilità sul mercato e l'assenza di interlocutori, la dirigenza è convinta di agire nel modo migliore per dare vita a un progetto solido a medio-lungo termine. Si sta applicando un modello tipicamente americano attraverso un fitto casting di videocall gestito con cacciatori di teste, colloqui approfonditi e successive scremature dei profili. Per il Milan la priorità assoluta non è la velocità, ma la riduzione del rischio di errore, dato che i precedenti cicli tecnici e i passati assetti dirigenziali si sono rivelati inadatti agli occhi della proprietà. Tutti i colloqui in corso coinvolgono comunque figure di alto livello, il che rassicura il club sulla qualità della scelta finale, sebbene nel calcio non esistano decisioni del tutto prive di incognite.