Milan: ok a giocare fuori da Milano, se servirà.

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È così difficile trasportare 25 persone in uno stadio e riportarle a casa senza farle avere contatti con l’esterno? Il fattore campo è troppo importante, senza quello è inutile riprendere a gicoare. Si arriverebbe ai livelli delle amichevoli estive.
 

diavoloINme

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È così difficile trasportare 25 persone in uno stadio e riportarle a casa senza farle avere contatti con l’esterno? Il fattore campo è troppo importante, senza quello è inutile riprendere a gicoare. Si arriverebbe ai livelli delle amichevoli estive.

Non è il problema della squadra in se coi tesserati al seguito ( e sarebbero già molti più di 25 tra staff tecnico, dirigenti, ecc), credo si voglia giocare in poche città e pochi stadi per limitare tutto il carrozzone al seguito : arbitri, giornalisti, addetti all'ordine,ecc ecc.
Lo scopo credo sia questo.
Giocare su 10 stadi e su 10 città porterebbe molte più persone a muoversi.
Non lo reputo però fattibile per il semplice fatto che questi signori hanno scritto nel protocollo che pretendono sia fatto a tutti il tampone a cadenza settimanale.
Una richiesta folle e pretenziosa che offende i sanitari , noi cittadini e l'intelligenza media.
Il calcio non è il parlamento.
 
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Non è il problema della squadra in se coi tesserati al seguito ( e sarebbero già molti più di 25 tra staff tecnico, dirigenti, ecc), credo si voglia giocare in poche città e pochi stadi per limitare tutto il carrozzone al seguito : arbitri, giornalisti, addetti all'ordine,ecc ecc.
Lo scopo credo sia questo.
Giocare su 10 stadi e su 10 città porterebbe molte più persone a muoversi.
Non lo reputo però fattibile per il semplice fatto che questi signori hanno scritto nel protocollo che pretendono sia fatto a tutti il tampone a cadenza settimanale.
Una richiesta folle e pretenziosa che offende i sanitari , noi cittadini e l'intelligenza media.
Il calcio non è il parlamento.

Secondo me con la giusta organizzazione si può benissimo giocare in tutti gli stadi d’Italia. Per quanto riguarda i tamponi sono d’accordo ma ormai si sa che più soldi hai e più controlli puoi farti fare. Questo non riguarda solo i calciatori e il calcio ma chiunque sia milionario.
 

AntaniPioco

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Secondo me la burocrazia fa danni anche in questi casi. Visto che a conti fatti per giocare a porte chiuse uno stadio non serve neanche, perché non si può acconsentire di giocare le partite a Milanello, o l'Inter ad Appiano Gentile?
Spalti a parte hanno tutti i requisiti necessari per gli spogliatoi.
Poi se proprio si deve andare fuori regione o fuori dal Nord Italia ci sono innumerevoli scelte
 
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Non è il problema della squadra in se coi tesserati al seguito ( e sarebbero già molti più di 25 tra staff tecnico, dirigenti, ecc), credo si voglia giocare in poche città e pochi stadi per limitare tutto il carrozzone al seguito : arbitri, giornalisti, addetti all'ordine,ecc ecc.
Lo scopo credo sia questo.
Giocare su 10 stadi e su 10 città porterebbe molte più persone a muoversi.
Non lo reputo però fattibile per il semplice fatto che questi signori hanno scritto nel protocollo che pretendono sia fatto a tutti il tampone a cadenza settimanale.
Una richiesta folle e pretenziosa che offende i sanitari , noi cittadini e l'intelligenza media.
Il calcio non è il parlamento.
Oltre a quanto hai scritto, che condivido, io mi chiedo come pensano di conciliare il fatto di giocare lontano da Milano e dal Nord con la previsione di quella sorta di maxi-quarantena all'interno delle strutture sportive dei club. I giocatori del Milan dovrebbero stare a Milanello, spostarsi a, mettiamo, Firenze per la partita, ritornare a Milanello, ripartire per, mettiamo, Roma? Con due partite alla settimana?
Ah, aggiungo anche che non è chiaro come faranno a impedire a 10/20/30mila tifosi di assembrarsi fuori dallo stadio come successo per Valencia-Atalanta...
 

diavoloINme

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Oltre a quanto hai scritto, che condivido, io mi chiedo come pensano di conciliare il fatto di giocare lontano da Milano e dal Nord con la previsione di quella sorta di maxi-quarantena all'interno delle strutture sportive dei club. I giocatori del Milan dovrebbero stare a Milanello, spostarsi a, mettiamo, Firenze per la partita, ritornare a Milanello, ripartire per, mettiamo, Roma? Con due partite alla settimana?
Ah, aggiungo anche che non è chiaro come faranno a impedire a 10/20/30mila tifosi di assembrarsi fuori dallo stadio come successo per Valencia-Atalanta...

Hai detto bene.
E' di difficile , difficilissima realizzazione.
Allora , guarda, cerchiamo di analizzare in modo lucido e razionale il tutto.
Partiamo dal presupposto che la ripartenza ipotetica del calcio dovrebbe ricadere in una fase 2 o almeno è quello che vorrebbero attuare. Sarà questa una fase che ci vedrà tornare a una forma di vita ma rispettando delle regole ancora essenziali circa barriere, protezioni e distanza .
Già partendo da questi presupposti direi che per il calcio, se lo intendiamo come lavoro o come attività, andrebbero scritte delle regole specifiche , visto che i calciatori non possono allenarsi o giocare con la mascherina, non possono rispettare delle distanze in uno sport fatto di contatti.
Aggiungiamoci poi la condivisione di spazi ravvicinati e umidi in condizione di parziale o totale nudità dei corpi.
Per farla breve il calciatore fa esattamente ciò che non si dovrebbe fare in termini di isolamento e distanziamento sociale.
Morale della favola :
come il calcio ha fatto si che fosse il governo a fermare il giochino per scaricare su terzi le colpe relative a uno stop forzato e per attaccarsi a vincoli contrattuali in essere e cavilli vari, ora i clubs stanno giocando il ruolo 'politico' di coloro che hanno fatto di tutto per ripartire e le hanno provate proprio tutte.
Cosi questi passaggi saranno messi nero su bianco e si avranno le giuste tutele e le giuste prove alla resa dei conti.

Ma se oggi vai da un epidemiologo e gli chiedi cosa ne pensa di una possibile ripartenza del calcio, in un periodo storico in cui concederci una corsa da soli è grasso che cola, se ti va bene ti ride in faccia, se ti va male ti prende per pazzo
Per me è follia, è gioco delle parti.
Il calcio oggi non può riscrivere leggi per se e non può non rispettare le leggi di un paese quindi non ci sono le condizioni per giocare in una ipotetica fase due.
Ci vediamo in autunno, alla fase tre.

Lasciamoli ora che si scannino per il bel castello di carte che hanno costruito. Il mondo del 'pagherò' sarà raso al suolo.
 
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