Infatti il discorso sta tutto li. Se Idiott dovesse accettare sarebbe un buon segnale proprio perché indicherebbe disponibilità ad investire, ma dubito accetti.
Credo che ad Elliott di Rangnick interessino molte cose: probabilmente le qualità di tecnico, su cui i giudizi possono effettivamente essere i più disparati, anche guardando il suo scarno palmares, benché la sua filosofia tecnica sia stata di ispirazione della stragrande maggioranza dei tecnici che siedono attualmente sulle panchine dei clubs di Bundesliga, ovvero di due tecnici provenienti da quel torneo, che ora stanno facendo fortune all'estero, come Klopp e Tuchel; ma interessa soprattutto il profilo di manager sportivo, nella individuazione di talenti, potenziali campioni, da acquisire a prezzi convenienti, crescere e valorizzare in un sistema tecnico e tattico predefinito, che garantisca la loro fungibilita' e ipotetica, futura commerciabilità, senza che ciò vada a discapito della competitività di squadra. Sul tecnico, ripeto, possono aversi dubbi, secondo il metro di giudizio che si ritenga di adottare, sul manager sportivo molto meno, ritenendo anzi che i risultati ottenuti in quel settore ne faccia attualmente un profilo di livello altissimo, probabilmente il migliore al mondo degli ultimi cinque anni. Viene, ad esempio, da pensare che se Rangnick fosse stato il manager di prima nomina di Elliott, due anni fa, come certe ricostruzioni giornalistiche ipotizzano allorché ammettono l'esistenza di un dossier Rangnick sul tavolo di Singer da molto tempo, probabilmente un ragazzotto norvegese di nome Erling Braut Haaland, scovato imberbe da Paul Mitchell nella serie B norvegese, avrebbe preso l'aereo per Milano, e non Salisburgo, ed il club avrebbe il suo nuovo centravanti. Quest'ultimo Rangnick ci dovrebbe interessare, e molto, anche perché in quell'ambito compierebbe scelte di tipo tecnico, con riflessi su quello finanziario, con interazione diretta con la proprietà, altro che il povero Giampaolo; l'allenatore anche, ma nulla esclude che, anche dopo un solo anno, come già successo in passate esperienze, sia lo stesso Ralf a decidere di voler affidare il lavoro di campo ad un tecnico di sua fiducia, e continuare il lavoro dietro le quinte. Per inciso, tra i collaboratori che Rangnick porterebbe con sé, pare che vi siano Lars Kornetka, Moritz Volz e Paul Mitchell, ovvero, rispettivamente tattico, vice allenatore, e capo osservatori e scout di Julian Nagelsmann al Lipsia. Come dire, a mo' di battuta, se oggi facciamo trenta, magari domani facciamo trentuno.
