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GDS: l'analisi dei bilanci di Milan e Juventus evidenzia strategie gestionali opposte: il club rossonero ha raggiunto una stabilità virtuosa, mentre quello bianconero sta affrontando un complesso percorso di risanamento dopo anni di pesanti passività. Il Milan, sotto la guida di RedBird e Gerry Cardinale, ha registrato tre esercizi consecutivi in attivo (+6 milioni nel 2022-23, +4 nel 2023-24 e +3 nel 2024-25), invertendo una tendenza negativa che durava dal 2006; un risultato supportato dalla cessione di Reijnders al Manchester City per 55 milioni, che ha generato una plusvalenza di 42 milioni. Al contrario, la Juventus ha chiuso l'ottavo bilancio consecutivo in rosso, con una perdita aggregata di quasi un miliardo di euro, rendendo necessaria una quarta ricapitalizzazione da 98 milioni da parte di Exor per stabilizzare un patrimonio netto ridotto a soli 13 milioni, contro i 199 milioni di quello milanista. La disparità emerge chiaramente anche nel costo della rosa: il Milan spende 244 milioni tra stipendi e ammortamenti, circa cento milioni in meno rispetto ai 337 della Juventus, grazie a una politica rigorosa sugli ingaggi che ha visto i ricavi crescere molto più velocemente dei costi del personale. Nonostante la solidità finanziaria, il Milan prevede di chiudere l'esercizio 2025-26 in perdita a causa della mancata partecipazione alle coppe europee, che ha sottratto circa 80 milioni di introiti, sebbene la dirigenza stia già compensando con una riduzione del monte ingaggi di circa 10 milioni. La Juventus, ora affidata alla gestione di Damien Comolli e Luciano Spalletti, ha intrapreso un piano di razionalizzazione che ha già portato al taglio delle spese per 150 milioni negli ultimi anni, puntando al pareggio di bilancio entro il 2027. Se da un lato la Juventus invidia l'autosufficienza economica del Milan, i rossoneri guardano con interesse al patrimonio immobiliare bianconero, che tra stadio e asset come il J Hotel vale a bilancio 240 milioni, con un valore di mercato stimato al doppio, mentre Cardinale attende sviluppi burocratici per poter dotare il Milan di infrastrutture di proprietà.