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Tuttosport: Il piano tattico del nuovo allenatore del Milan, Ruben Amorim, prevede il rilancio di Ardon Jashari come regista nel suo 3-4-2-1, affiancato da Adrien Rabiot in una coppia di centrocampisti mancini. Questa scelta si inserisce in una fase di profondo rinnovamento del centrocampo rossonero, complice il probabile addio di Luka Modric, che difficilmente rinnoverà il contratto, e le possibili partenze di Youssouf Fofana e Ruben Loftus-Cheek, mentre Samuele Ricci al momento parte indietro nelle gerarchie. Acquistato dal Bruges per ben 38-39 milioni di metri su forte scommessa di Igli Tare, lo svizzero ha vissuto una prima stagione molto complicata a causa della gestione di Massimiliano Allegri, che non lo ha schierato nei suoi ruoli ideali e il cui stile di gioco, improntato al non correre rischi per poi colpire nel finale, ne ha limitato le caratteristiche. L'annata di Jashari è stata inoltre pesantemente condizionata da un grave infortunio, nello specifico la frattura composta del perone destro subita a fine agosto 2025 in uno scontro di gioco con Santiago Gimenez, che lo ha tenuto fuori tre mesi proprio mentre la squadra trovava stabilità con Fofana, Modric e Rabiot. Attualmente il giocatore si trova ai Mondiali del 2026 con la Svizzera del commissario tecnico Murat Yakin, il quale lo ha inserito tra i 26 convocati nonostante la stagione in chiaroscuro; finora, tuttavia, la sua esperienza iridata somiglia a un viaggio-premio, avendo collezionato un solo minuto nella sfida contro il Qatar, in attesa di capire se troverà più spazio contro il Canada. Il rientro di Jashari a Milano avverrà in ritardo rispetto ai compagni che inizieranno a lavorare con Amorim dal 13 luglio, tra cui il giovane Christian Comotto, ma lo svizzero viene considerato uno dei punti più solidi per il futuro. Con il nuovo tecnico, che sta analizzando i video della passata stagione, il Milan punta a un calcio basato su un baricentro più alto, maggiore aggressività e un'immediata capacità di ribaltare il fronte offensivo, caratteristiche che con Allegri si erano viste raramente. In questo contesto tattico moderno e dinamico, Jashari potrà agire da costruttore di gioco con la libertà di inserirsi nell'area avversaria, affrontando l'estate del 2026 come l'occasione del definitivo riscatto per dimostrare il proprio valore e ripagare l'importante investimento economico della società.