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GDS: Il post-Allegri in casa Milan è iniziato ufficialmente, ma in via Aldo Rossi le grandi manovre per trovare un'alternativa all'allenatore di Livorno erano già state avviate da diverse settimane per evitare di farsi trovare impreparati. I primi a valutare i profili sono stati l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il direttore tecnico Geoffrey Moncada, seguiti poi direttamente dal patron Gerry Cardinale e dal suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic. In questo momento il nome in cima alle preferenze, che riscuote grandi consensi da parte di tutta la dirigenza ed ex dirigenza rossonera, è quello di Andoni Iraola. Il tecnico basco ha appena risolto il suo contratto con il Bournemouth dopo averlo guidato a un sorprendente sesto posto in Premier League, e ha già avuto un contatto diretto con Cardinale a New York. Iraola fa parte di una ristretta lista di candidati da cui uscirà il nome del prescelto nel giro di una settimana, a dimostrazione di come la società voglia muoversi molto in fretta, pur dovendo prestare attenzione alle possibili sorprese e ai numerosi profili proposti continuamente da agenti e intermediari. Dal punto di vista economico, Iraola al Bournemouth percepiva un ingaggio inferiore agli 1,8 milioni di euro a stagione: una cifra che andrebbe ovviamente ritoccata al rialzo con il Milan ma che rimarrebbe ampiamente sostenibile, fattore cruciale visto che sul bilancio societario peserà ancora lo stipendio di Allegri in caso di mancata risoluzione contrattuale. Tatticamente, il basco è apprezzato per la sua idea di calcio moderno, offensivo e basato su una grande pressione, una filosofia totalmente opposta a quella del tecnico livornese. Su di lui c'è però molta concorrenza internazionale: piace al Liverpool, anche se i Reds sembrano orientati a confermare Slot, al Benfica per l'eventuale dopo-Mourinho, al Crystal Palace e al Bayer Leverkusen. Nella shortlist del Milan, dato che Unai Emery appare ormai inarrivabile per via del forte legame con l'Aston Villa e di un ingaggio a doppia cifra, figurano principalmente Oliver Glasner e Xavi. Lo spagnolo è attualmente libero e, sebbene preferirebbe guidare una nazionale dopo il Mondiale avendo già ricevuto un'offerta dal Marocco, non rifiuterebbe una proposta del Milan, potendo contare sul legame con Ibrahimovic con cui ha giocato ai tempi del Barcellona. Glasner, dal canto suo, sarà senza contratto subito dopo la finale di Conference League alla guida del Crystal Palace (dove allena Mateta, obiettivo di mercato di Furlani a gennaio) ed è un profilo stimato per la sua capacità di vincere e adattarsi a rose prive di grandi star, valorizzando al massimo i giocatori a disposizione come già fatto in Austria, in Germania con l'Eintracht e in Inghilterra. Più defilato appare Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti; l'argentino è concentrato sul prossimo Mondiale in cui la sua nazionale sarà padrona di casa, e anche se Ibrahimovic lo incontrerà oltreoceano in veste di opinionista per Fox Sports, i tempi per la scelta della panchina rossonera impongono una tempistica molto più stretta. Infine, mentre i nomi di Thiago Motta e Daniele De Rossi non trovano al momento conferme concrete, resta sullo sfondo l'opzione a sorpresa rappresentata da Mark van Bommel: l'olandese, fermo da due anni dopo l'avventura all'Anversa, è stato visto spesso a San Siro negli ultimi mesi e vanta un legame d'amicizia molto forte proprio con Ibrahimovic.
CorSera: sul fronte della panchina, che verrà assegnata entro una settimana, l'obiettivo è rompere radicalmente con la filosofia difensivista del 3-5-2 di Allegri, colpevole di aver giocato spesso per non perdere e di non aver valorizzato elementi come Pulisic. La perdita dei cento milioni della Champions diventa l'occasione per adottare uno stile di gioco moderno e offensivo, ispirato al modello di Fabregas al Como; i profili valutati includono tecnici stranieri o italiani come Xavi, Iraola del Bournemouth, Italiano del Bologna, Marco Silva del Fulham e Thiago Motta. Anche la rosa subirà un forte ringiovanimento, rendendo incerta persino la permanenza di big storici come Rafa Leao, in un repulisti generale volto a garantire risultati costanti nel lungo periodo sia dentro che fuori dal campo.
Tuttosport: per la panchina si cerca un profilo simile a Fabregas, capace di esprimere un calcio moderno, offensivo e spettacolare, in netta controtendenza rispetto alla filosofia di Allegri. Il nome che suscita maggiore interesse è quello del quarantatreenne Andoni Iraola, tecnico rivelazione del Bournemouth dopo aver conquistato il sesto posto in Premier League, già cercato dal Napoli prima che i partenopei virassero proprio su Allegri; i primi contatti con l'agenzia dello spagnolo sono già stati avviati per valutarne la fattibilità. Tra le altre opzioni per la panchina figurano Xavi, già sondato l'anno precedente dopo l'esonero di Paulo Fonseca prima della scelta di Sergio Conceiçao, oltre ai profili di Thiago Motta, Vincenzo Italiano, Fabio Grosso, Unai Emery e Mark van Bommel, quest'ultimo fermo da due anni.
CorSport: Ibra vuole Xavi in panchina. Il Milan si trova in un momento di profonda rifondazione strutturale, privo attualmente delle figure dell'amministratore delegato, del direttore tecnico e del direttore sportivo, ma la dirigenza ha stabilito un identikit ben preciso per la scelta del nuovo allenatore, che dovrà essere moderno, in forte ascesa, fautore di un calcio offensivo e dalle idee innovative, oltre che dotato di un grande appeal internazionale. Questa visione si discosta nettamente dall'identità calcistica di Massimiliano Allegri, tecnico storicamente orientato alla gestione di calciatori esperti e di status piuttosto che alla valorizzazione di giovani promesse. Il patron Gerry Cardinale, supportato dai consigli di Zlatan Ibrahimovic, desidera invece cambiare rotta per riavvicinarsi al progetto originario ipotizzato ai tempi della scelta di Paulo Fonseca, ovvero un Milan capace di vincere esprimendo un gioco spettacolare e di buon livello. In cima alla lista dei desideri di RedBird c'è Xavier Hernández i Creus, calcisticamente noto come Xavi, leggendario ex centrocampista del Barcellona e attualmente svincolato dopo l'esonero consensuale dai blaugrana avvenuto il 24 maggio 2024. A due anni esatti da quella separazione, il tecnico catalano potrebbe rimettersi in gioco per rilanciare il club rossonero, chiudendo idealmente un cerchio iniziato nel 1999 al Mondiale Under 20 in Nigeria, quando l'allora amministratore delegato Adriano Galliani lo notò per la prima volta, scontrandosi però con l'assoluta fedeltà del ragazzo ai colori del Barcellona. Dal punto di vista statistico, la carriera da allenatore di Xavi ha vissuto finora fasi alterne, pur vantando la conquista di una Liga e di una Supercoppa di Spagna nel 2022-2023: dopo le prime 96 panchine in Qatar alla guida dell'Al-Sadd (caratterizzate da 66 vittorie, 13 pareggi e 17 sconfitte), ha guidato il Barcellona per tre stagioni e 143 partite totali, collezionando 91 vittorie, 23 pareggi e 29 sconfitte, con una media realizzativa di 1,96 gol fatti a partita a fronte di 1,10 subiti. Questi dati evidenziano la sua principale caratteristica di allenatore spiccatamente offensivo, incline a una proposta di gioco ariosa, spettacolare, rapida e basata sul possesso palla, a scapito talvolta della solidità difensiva. Un profilo ritenuto forse più completo e anch'esso sondato dal Milan secondo i media britannici è quello di un altro spagnolo, Andoni Iraola, reduce da un'ottima esperienza al Bournemouth culminata con la qualificazione in Europa League. La predilezione per la scuola spagnola risiede nella volontà di RedBird di replicare il modello di successo espresso dal Como di Cesc Fabregas, contraddistinto da un tecnico giovane, preparato, capace di esprimere un calcio efficace e di lavorare brillantemente con i giovani talenti. Resta tuttavia da sciogliere il nodo cruciale legato alla struttura societaria, poiché a differenza di Fabregas, pienamente supportato dalla propria dirigenza, il futuro allenatore del Milan dovrà capire da quali figure professionali verrà guidato e sostenuto nella gestione quotidiana del club.
CorSera: sul fronte della panchina, che verrà assegnata entro una settimana, l'obiettivo è rompere radicalmente con la filosofia difensivista del 3-5-2 di Allegri, colpevole di aver giocato spesso per non perdere e di non aver valorizzato elementi come Pulisic. La perdita dei cento milioni della Champions diventa l'occasione per adottare uno stile di gioco moderno e offensivo, ispirato al modello di Fabregas al Como; i profili valutati includono tecnici stranieri o italiani come Xavi, Iraola del Bournemouth, Italiano del Bologna, Marco Silva del Fulham e Thiago Motta. Anche la rosa subirà un forte ringiovanimento, rendendo incerta persino la permanenza di big storici come Rafa Leao, in un repulisti generale volto a garantire risultati costanti nel lungo periodo sia dentro che fuori dal campo.
Tuttosport: per la panchina si cerca un profilo simile a Fabregas, capace di esprimere un calcio moderno, offensivo e spettacolare, in netta controtendenza rispetto alla filosofia di Allegri. Il nome che suscita maggiore interesse è quello del quarantatreenne Andoni Iraola, tecnico rivelazione del Bournemouth dopo aver conquistato il sesto posto in Premier League, già cercato dal Napoli prima che i partenopei virassero proprio su Allegri; i primi contatti con l'agenzia dello spagnolo sono già stati avviati per valutarne la fattibilità. Tra le altre opzioni per la panchina figurano Xavi, già sondato l'anno precedente dopo l'esonero di Paulo Fonseca prima della scelta di Sergio Conceiçao, oltre ai profili di Thiago Motta, Vincenzo Italiano, Fabio Grosso, Unai Emery e Mark van Bommel, quest'ultimo fermo da due anni.
CorSport: Ibra vuole Xavi in panchina. Il Milan si trova in un momento di profonda rifondazione strutturale, privo attualmente delle figure dell'amministratore delegato, del direttore tecnico e del direttore sportivo, ma la dirigenza ha stabilito un identikit ben preciso per la scelta del nuovo allenatore, che dovrà essere moderno, in forte ascesa, fautore di un calcio offensivo e dalle idee innovative, oltre che dotato di un grande appeal internazionale. Questa visione si discosta nettamente dall'identità calcistica di Massimiliano Allegri, tecnico storicamente orientato alla gestione di calciatori esperti e di status piuttosto che alla valorizzazione di giovani promesse. Il patron Gerry Cardinale, supportato dai consigli di Zlatan Ibrahimovic, desidera invece cambiare rotta per riavvicinarsi al progetto originario ipotizzato ai tempi della scelta di Paulo Fonseca, ovvero un Milan capace di vincere esprimendo un gioco spettacolare e di buon livello. In cima alla lista dei desideri di RedBird c'è Xavier Hernández i Creus, calcisticamente noto come Xavi, leggendario ex centrocampista del Barcellona e attualmente svincolato dopo l'esonero consensuale dai blaugrana avvenuto il 24 maggio 2024. A due anni esatti da quella separazione, il tecnico catalano potrebbe rimettersi in gioco per rilanciare il club rossonero, chiudendo idealmente un cerchio iniziato nel 1999 al Mondiale Under 20 in Nigeria, quando l'allora amministratore delegato Adriano Galliani lo notò per la prima volta, scontrandosi però con l'assoluta fedeltà del ragazzo ai colori del Barcellona. Dal punto di vista statistico, la carriera da allenatore di Xavi ha vissuto finora fasi alterne, pur vantando la conquista di una Liga e di una Supercoppa di Spagna nel 2022-2023: dopo le prime 96 panchine in Qatar alla guida dell'Al-Sadd (caratterizzate da 66 vittorie, 13 pareggi e 17 sconfitte), ha guidato il Barcellona per tre stagioni e 143 partite totali, collezionando 91 vittorie, 23 pareggi e 29 sconfitte, con una media realizzativa di 1,96 gol fatti a partita a fronte di 1,10 subiti. Questi dati evidenziano la sua principale caratteristica di allenatore spiccatamente offensivo, incline a una proposta di gioco ariosa, spettacolare, rapida e basata sul possesso palla, a scapito talvolta della solidità difensiva. Un profilo ritenuto forse più completo e anch'esso sondato dal Milan secondo i media britannici è quello di un altro spagnolo, Andoni Iraola, reduce da un'ottima esperienza al Bournemouth culminata con la qualificazione in Europa League. La predilezione per la scuola spagnola risiede nella volontà di RedBird di replicare il modello di successo espresso dal Como di Cesc Fabregas, contraddistinto da un tecnico giovane, preparato, capace di esprimere un calcio efficace e di lavorare brillantemente con i giovani talenti. Resta tuttavia da sciogliere il nodo cruciale legato alla struttura societaria, poiché a differenza di Fabregas, pienamente supportato dalla propria dirigenza, il futuro allenatore del Milan dovrà capire da quali figure professionali verrà guidato e sostenuto nella gestione quotidiana del club.
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