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Il prossimo derby di Milano si preannuncia come una sorta di sfida mondiale, trasformandosi in una vetrina cruciale per numerosi giocatori che ambiscono a un posto nelle rispettive Nazionali in vista della rassegna iridata tra Stati Uniti, Canada e Messico. Per molti protagonisti, la stracittadina non sarà solo una questione di colori sociali, ma un banco di prova determinante per convincere i commissari tecnici, con presenze in tribuna come quella di Gattuso a testimoniare l'importanza della partita per l'Italia, attesa dai playoff contro l'Irlanda del Nord. Maignan punta a confermarsi numero uno della Francia, mentre sul fronte opposto Marcus Thuram, pressato dalla concorrenza di Nkunku, deve assolutamente ritrovare smalto per non perdere il posto da titolare sia nell'Inter che nei Bleus. Anche il giovanissimo Pio Esposito vive un momento decisivo per mettersi in mostra, mentre tra i rossoneri Leao cerca risposte da Martinez per il suo ruolo nel Portogallo e Pulisic, nonostante i condizionamenti fisici legati a una fastidiosa borsite che lo tiene a secco di gol nel 2026, si prepara a un torneo storico da padrone di casa con gli USA. Il focus si estende inevitabilmente anche agli azzurri, con giocatori come Barella, Dimarco e Bastoni – quest'ultimo atteso da un clima ostile per i precedenti in Inter-Juve – chiamati a trainare le rispettive squadre per arrivare al meglio agli impegni di fine marzo. Situazioni simili coinvolgono diverse altre pedine: dai reduci da infortuni come Bartesaghi e Dumfries, ai veterani come Modric, che a 40 anni insegue il suo quinto Mondiale, fino ai molti stranieri (da Rabiot a Zielinski) che devono gestire la pressione dei playoff o consolidare le proprie gerarchie internazionali. In questo intreccio di ambizioni, ogni giocata a San Siro peserà enormemente: la sfida nella sfida è chiara, chi sbaglia rischia seriamente di perdere il treno per l'America. Lo riporta il CorSera.