Milan: il Generali Stadium piccolo, e per vip.

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Tuttosport in edicola oggi: come ampiamente riferito, è stato presentato ufficialmente al Castello Sforzesco il progetto del nuovo stadio di Milano, il Generali Stadium (chiamato Milano Stadium per la UEFA in vista di Euro 2032), che sorgerà al posto di San Siro a partire dal 2031. Il vecchio Meazza, recentemente tornato a ospitare oltre 77.000 spettatori grazie alla rimozione dei teloni che limitavano la capienza del terzo anello blu e verde dal 2019 a causa delle vibrazioni, ha visto così smentita la narrazione della sua pericolante inagibilità. Il nuovo impianto, figlio di un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro ideato dagli architetti David Manica e Lord Norman Foster con forme geometriche che richiamano Piero Portaluppi, avrà una capienza ridotta a circa 71.500 posti ma punterà a un forte incremento dei ricavi, colmando il divario economico con i top club europei come il Real Madrid, che incassa circa 250 milioni all'anno contro i quasi 100 milioni attuali di Inter e Milan. A contribuire alla sostenibilità economica sarà anche la redditività dell'accordo di naming rights con Generali: un'intesa di durata compresa tra i 20 e i 25 anni che frutterà ai due club 650 milioni di euro, posizionandosi tra i migliori accordi al mondo alle spalle del Riyadh Air Metropolitano dell'Atletico Madrid e in linea con il SoFi Stadium di Los Angeles, superando persino il Camp Nou se si considera il solo nome dello stadio senza sponsorizzazioni di maglia. La riduzione della capienza sarà inversamente proporzionale all'aumento dei ricavi da botteghino e dei posti corporate, che saliranno a circa 11.800 unità per intercettare una clientela di stampo VIP, suscitando non poche discussioni sul piano politico ed emotivo. Da un lato, personalità come Gianni Rivera invocano l'intitolazione del nuovo impianto a se stesso e a Sandro Mazzola, mentre figure politiche come Mario Calabresi e Ignazio La Russa mantengono viva l'ipotesi del doppio stadio e della conservazione del Meazza con una nuova missione in vista delle elezioni; dall'altro, figure come Paolo Scaroni di RedBird e Beppe Marotta di Oaktree celebrano la visione a lungo termine delle proprietà e l'accordo con il colosso finanziario, mentre l'allenatore Cristian Chivu esprime un sentimento di malinconia mista alla consapevolezza che il mondo del calcio debba inevitabilmente accogliere le innovazioni.

AC_Approach_20261029220003.jpg
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Ruuddil23

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Tuttosport in edicola oggi: come ampiamente riferito, è stato presentato ufficialmente al Castello Sforzesco il progetto del nuovo stadio di Milano, il Generali Stadium (chiamato Milano Stadium per la UEFA in vista di Euro 2032), che sorgerà al posto di San Siro a partire dal 2031. Il vecchio Meazza, recentemente tornato a ospitare oltre 77.000 spettatori grazie alla rimozione dei teloni che limitavano la capienza del terzo anello blu e verde dal 2019 a causa delle vibrazioni, ha visto così smentita la narrazione della sua pericolante inagibilità. Il nuovo impianto, figlio di un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro ideato dagli architetti David Manica e Lord Norman Foster con forme geometriche che richiamano Piero Portaluppi, avrà una capienza ridotta a circa 71.500 posti ma punterà a un forte incremento dei ricavi, colmando il divario economico con i top club europei come il Real Madrid, che incassa circa 250 milioni all'anno contro i quasi 100 milioni attuali di Inter e Milan. A contribuire alla sostenibilità economica sarà anche la redditività dell'accordo di naming rights con Generali: un'intesa di durata compresa tra i 20 e i 25 anni che frutterà ai due club 650 milioni di euro, posizionandosi tra i migliori accordi al mondo alle spalle del Riyadh Air Metropolitano dell'Atletico Madrid e in linea con il SoFi Stadium di Los Angeles, superando persino il Camp Nou se si considera il solo nome dello stadio senza sponsorizzazioni di maglia. La riduzione della capienza sarà inversamente proporzionale all'aumento dei ricavi da botteghino e dei posti corporate, che saliranno a circa 11.800 unità per intercettare una clientela di stampo VIP, suscitando non poche discussioni sul piano politico ed emotivo. Da un lato, personalità come Gianni Rivera invocano l'intitolazione del nuovo impianto a se stesso e a Sandro Mazzola, mentre figure politiche come Mario Calabresi e Ignazio La Russa mantengono viva l'ipotesi del doppio stadio e della conservazione del Meazza con una nuova missione in vista delle elezioni; dall'altro, figure come Paolo Scaroni di RedBird e Beppe Marotta di Oaktree celebrano la visione a lungo termine delle proprietà e l'accordo con il colosso finanziario, mentre l'allenatore Cristian Chivu esprime un sentimento di malinconia mista alla consapevolezza che il mondo del calcio debba inevitabilmente accogliere le innovazioni.

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Che schifezza ragazzi!
Vedo il mio futuro sempre più lontano dal calcio oltre che dal Milan.
 

AntaniPioco

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Pazzesco che a Milano si costruiscano grattacieli inutili a rotazione, ma non si vogliano due stadi di calcio. Persino una realtà piccola come l'Alcione è costretta ad andare altrove.
Città amministrata in modo imbarazzante, ormai tra degrado crescente, delinquenza e grattacieli
 
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A me piace, in qualche modo la verticalità, oltre che il Duomo, richiama anche le strisce della maglia.. se ci giocano con le luci rosso/nere, è la fine del mondo.ù

Sulla capienza avranno fatto i loro studi, 71.500 posti.. io avrei puntato agli 80k, ma 71 non è poi così male rispetto agli iniziali 50 di cui si vociferava.
Stiamo viaggiano ad una media di 73k spettatori all'anno, ultimamente, se consideriamo che alzeranno i prezzi, qualcuno rinuncerà,
si cercano di assicurare lo stadio pieno sempre.
 
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