Milan: Ibra messo da parte e fuori dai giochi?

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Con la qualificazione sarebbe scattato il rinnovo automatico.

La stampa amica di allegri non è meno nemica della stampa amica di furlani.
La stampa amica di allegri ha sbugiardato un istituto luce, nè più nè meno.

Non è la cura ma non è nemmeno il male originario.
Quindi per non pagare il rinnovo ad allegri ti infliggi una perdita economica di 60 - 70 mil ?non ha senso
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Quindi per non pagare il rinnovo ad allegri ti infliggi una perdita economica di 60 - 70 mil ?non ha senso
La differenza tra giocare la champions e giocare l'el credo ammonti a un cinquanta milioni.

Sarà una mia sensazione , magari sbagliata, per carità, ma io credo quella di allegri sia stata una scelta sulla catena furlani-tare.
Era l'ultima mossa disperata di furlani per salvare il posto e rilanciare la situazione finanziaria, l'instant team tanto decantato.

Ibra questa scelta non l'ha mai avallata ma l'ha subita.
Forse avrebbe cacciato allegri anche con la qualificazione in champions ma senza non ha esitato nemmeno un secondo.

70 mln possono sembrare tanti soldi, e lo sono, ma se vai a condizionare i prossimi 3 anni non sono poi tanti..

Per cardinale questo potrebbe essere l'anno zero.

Il progetto calcistico di cardinale mal si sposa col calcio di allegri.
Hanno deragliato per un anno ma loro mirano a un calcio da highlights fondamentalmente.
Il mezzo , almeno, deve esser la proposta di gioco, il risultato poi lo fa il livello, ovviamente.
 
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Allora finiamo di parlare di ibra, se conta zero.
no, il problema è che adesso conta veramente. O per lo meno, è tornato a contare. Ha avuto "una pausa lavorativa" in quest'ultima stagione, ma ora il Milan è praticamente Ibrahimovic delegato dal proprietario.

Oggi il Milan è Cardinale, Ibrahimovic e nessun altro. Tutto ciò che viene fatto oggi dal Milan viene fatto da Cardinale e Ibrahimovic.
 

Ruuddil23

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Il quotidiano Il Giornale analizza stamattina il futuro assetto societario del Milan, riflettendo in particolare su quale sarà la posizione di Zlatan Ibrahimovic all'interno del nuovo progetto qualora si procedesse concretamente con gli innesti di Oliver Glasner e Ralf Rangnick. Secondo quanto scritto dal quotidiano generalista nel titolo "Ribaltone Milan, il mandante Ibra rischia di restare fuori dai giochi", l'ex fuoriclasse svedese, che era stato il principale promotore della cacciata delle figure apicali del club all'indomani della pesante disfatta interna a San Siro contro il Cagliari, si ritroverebbe ora in una posizione di forte marginalità. Il sottotitolo del quotidiano approfondisce la divergenza di vedute spiegando che per la panchina Gerry Cardinale vuole fortemente Glasner, mentre Ibrahimovic preferirebbe puntare su Mauricio Pochettino. L'eventuale ingaggio dell'allenatore austriaco andrebbe quindi già controcorrente rispetto al pensiero e ai desideri di Ibra, ma lo scenario si complicherebbe ulteriormente se si chiudesse anche l'accordo con Ralf Rangnick nel ruolo di direttore tecnico; in questo caso, lo svedese verrebbe definitivamente tagliato fuori da ogni decisione strategica e operativa, poiché l'esperto dirigente tedesco ha posto come condizione principale e imprescindibile per il suo sbarco a Milano quella di avere carta bianca e l'assoluta assenza di interferenze esterne nel suo lavoro.

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Solo supposizioni
 
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