Milan: Ibra fa un passo indietro? Rangnick la scelta di Cardinale.

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Il CorSera analizza la complessa e urgente rifondazione societaria e tecnica del Milan, guidata da Gerry Cardinale e dal suo braccio destro Massimo Calvelli. I vertici societari sono ormai fortemente orientati ad affidare la gestione del progetto sportivo a Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell'Austria. Rangnick ha tuttavia posto condizioni categoriche per accettare il ruolo di direttore dell'area tecnica, esigendo un'autonomia totale e priva di interferenze, un gruppo di lavoro composto da circa dodici collaboratori, la facoltà di scegliere personalmente sia l'allenatore sia il direttore sportivo, e il controllo integrale del settore giovanile. Questa svolta centralizzatrice si scontra però frontalmente con la posizione di Zlatan Ibrahimović, il quale, nei due colloqui già avuti con il manager tedesco, ha espresso una netta contrarietà a concedergli carta bianca. L'opposizione di Ibra nasce dalla preoccupazione di vedere drasticamente ridimensionato il ruolo del suo uomo di fiducia, Jovan Kirovski, proprio in concomitanza con il rientro dal prestito all'Ajax di suo figlio Maximilian. Inoltre, i margini di manovra dell'ex attaccante svedese si stanno riducendo, dato che il tempo stringe, le alternative diminuiscono e il suo direttore sportivo preferito, Ramon Planes, è attualmente bloccato dall'Al Ittihad. Nonostante queste tensioni interne, la dirigenza rossonera deve muoversi con estrema rapidità per non perdere terreno rispetto alle rivali sul mercato. In quest'ottica, la giornata odierna prevede un primo e importante incontro conoscitivo con l'austriaco Oliver Glasner, ex tecnico del Crystal Palace e profilo suggerito dallo stesso Rangnick per la panchina. Questo colloquio potrebbe non essere definitivo, poiché per la stessa settimana è già stato pianificato un appuntamento con Matthias Jaissle, altro candidato indicato da Rangnick, attualmente alla guida dell'Al Ahli e legato a una clausola rescissoria di 5 milioni di euro. Il futuro dell'organigramma del Milan si deciderà quindi in un cruciale "dentro o fuori" previsto entro i prossimi tre giorni, durante i quali si capirà se Cardinale e Calvelli riusciranno a convincere Ibrahimović a fare un passo indietro e ad accettare i pieni poteri di Rangnick.

Tuttosport: a otto giorni dall’inizio della rivoluzione societaria del Milan guidata da Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli — culminata il 25 maggio con l'esonero di Furlani, Tare, Allegri e Moncada all'indomani dell'eliminazione dalla Champions League — il club rossonero si trova in una situazione di totale stallo. Nessuna delle figure licenziate è stata ancora sostituita formalmente, lasciando la squadra priva di una guida operativa e gli agenti dei giocatori nell'incertezza su chi siano i reali interlocutori per il mercato.

La svolta potrebbe arrivare nelle prossime ore sull'asse franco-austriaco e ruota attorno alla figura di Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell'Austria e prima scelta del proprietario Cardinale. Rangnick, reduce da una vittoria in amichevole contro la Tunisia, ha recentemente ricevuto una proposta di rinnovo dalla federazione austriaca, ma è fortemente attratto dall'offerta del Milan, che gli garantirebbe la direzione totale dell'area tecnica con il potere di scegliere sia il nuovo allenatore sia il direttore sportivo (ruolo per cui si fa il nome di Johannes Sports). Il tedesco richiede tuttavia "carta bianca", pretendendo il controllo anche sul settore giovanile.

Questa richiesta di pieni poteri si scontra però con la visione di Ibrahimovic. Lo svedese, che già sei anni fa si oppose all'arrivo del dirigente tedesco per confermare Pioli, preferirebbe profili più tradizionali per la panchina come Mauricio Pochettino (già incontrato) o Arne Slot, e respinge l'idea di inserire un direttore dell'area tecnica che andrebbe a sovrapporsi al suo ruolo di supervisione societaria. Tra i candidati sembra invece sfumare Ramon Planes, recentemente riposizionato dall'Al-Ittihad a ruolo di consulente esterno.

Nonostante queste divergenze interne, la linea legata a Rangnick resta al momento prioritaria e oggi Cardinale e Ibrahimovic terranno un vertice (probabilmente a Londra o in videoconferenza) con Oliver Glasner, attuale tecnico del Crystal Palace. Glasner, indicato proprio da Rangnick come prima scelta per la panchina del Milan ed ex suo vice al Salisburgo, ha già analizzato la rosa rossonera per presentare le sue idee tattiche e di mercato. Sullo sfondo rimane anche l'opzione Matthias Jaissle, sebbene la sua pista sia complicata da una clausola rescissoria di 6 milioni di euro e dalla resistenza dell'Al-Ahli a liberarlo. I vertici del Milan utilizzeranno il colloquio con Glasner per decidere se sposare definitivamente il progetto di Rangnick o virare su un piano alternativo. Il tempo stringe, sia perché Rangnick partirà a breve per la California con la sua nazionale, sia perché il club non può permettersi di prolungare un vuoto di potere che rischierebbe di far desistere lo stesso manager tedesco.

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Se ibra mal digerisce la candidatura di Rangnick chi sostiene la candidatura del tedesco? Di sicuro non cardinale visto che quello manco sapeva quante champion avesse il milan, escluderei pure scaronivisto che oso chiedere il cv a boban :asd: quindi chi?
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Se ibra mal digerisce la candidatura di Rangnick chi sostiene la candidatura del tedesco? Di sicuro non cardinale visto che quello manco sapeva quante champion avesse il milan, escluderei pure scaronivisto che oso chiedere il cv a boban :asd: quindi chi?
Sarà Calvelli che a quanto pare adesso è diventato "il braccio destro" di Cardinale. Se ne impara sempre una nuova ogni giorno.
 

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