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Tuttosport in edicola riporta un articolo su uno dei nostri grandi classici che ripetiamo da tempo:"La babele Milan, senza senso e con l'unico obiettivo di creare caos".
Il Milan per la stagione '26-27 si appresta a diventare una vera e propria Babele internazionale sotto la guida del proprietario statunitense Gerry Cardinale, il quale ha deciso di ripartire da zero con figure prive di esperienza pratica nel campionato italiano, dopo che l'annata precedente con Tare come direttore sportivo e Allegri in panchina non ha portato i risultati sperati. La nuova struttura societaria prevede la consulenza di Zlatan Ibrahimovic, una presidenza italiana con Paolo Scaroni, un amministratore delegato ancora da individuare ma per il quale si segue la pista di Massimo Calvelli, e una guida tecnica affidata al portoghese Rúben Amorim. La scelta dell'allenatore è arrivata anche grazie all'avallo del quarantacinquenne tedesco Markus Krösche, attuale direttore tecnico dell'Eintracht Francoforte e designato a diventare il nuovo "head of football" del club rossonero per gestire l'area tecnica, ruolo precedentemente accostato a Ralf Rangnick. Krösche e il suo braccio destro Timmo Hardung, trentaseienne direttore sportivo dell'Eintracht, hanno già accettato il progetto del Milan, ma l'operazione necessita di un accordo economico con il club tedesco. Krösche è infatti legato all'Eintracht fino al 2028 e il presidente del consiglio di sorveglianza della squadra, Mathias Beck, ha dichiarato alla Bild: «Da parte del Milan non siamo stati contattati riguardo a Krösche. E noi, come comitato esecutivo, dopo esserci confrontati con lui, non abbiamo alcun segnale che faccia pensare che voglia lasciare l’Eintracht prima della scadenza del suo contratto nel 2028». Di conseguenza, per liberare la coppia di manager servirà un indennizzo stimato in 7.5 milioni di euro o più. Krösche non è un allievo diretto di Rangnick ma ne viene considerato l'erede, avendo raccolto la sua eredità al Lipsia nel 2019, dove ha scoperto e rivenduto a cifre altissime talenti come Olmo, Gvardiol e Nkunku. Dal 2021 all'Eintracht, sempre in coppia con Hardung, ha mantenuto una metodologia basata su un profondo scouting sul campo anziché sull'uso esclusivo di algoritmi, realizzando enormi plusvalenze con spese minime: Kolo Muani preso a zero e ceduto al Psg per 95 milioni, Pacho acquistato per 14 e rivenduto a 40, Marmoush tesserato da svincolato e ceduto al City per 75, ed Ekitiké pagato 31 e rivenduto a 95, per un bilancio totale di 45 milioni spesi e 305 incassati. Questo modello di player trading coincide con i desideri di Cardinale, sebbene la piazza di Milano imponga pressioni e obiettivi di vittoria differenti rispetto a Francoforte. Per completare il quadro dirigenziale, Krösche e Hardung verrebbero affiancati da Donato Lomonte, attuale responsabile dell'area scouting e abilitato come direttore sportivo in Italia, mentre il ruolo di capo scout dovrebbe essere affidato a Bobby Gardiner, dal 2019 analista dati per la ricerca di nuovi giocatori all'interno del club rossonero.
Il Milan per la stagione '26-27 si appresta a diventare una vera e propria Babele internazionale sotto la guida del proprietario statunitense Gerry Cardinale, il quale ha deciso di ripartire da zero con figure prive di esperienza pratica nel campionato italiano, dopo che l'annata precedente con Tare come direttore sportivo e Allegri in panchina non ha portato i risultati sperati. La nuova struttura societaria prevede la consulenza di Zlatan Ibrahimovic, una presidenza italiana con Paolo Scaroni, un amministratore delegato ancora da individuare ma per il quale si segue la pista di Massimo Calvelli, e una guida tecnica affidata al portoghese Rúben Amorim. La scelta dell'allenatore è arrivata anche grazie all'avallo del quarantacinquenne tedesco Markus Krösche, attuale direttore tecnico dell'Eintracht Francoforte e designato a diventare il nuovo "head of football" del club rossonero per gestire l'area tecnica, ruolo precedentemente accostato a Ralf Rangnick. Krösche e il suo braccio destro Timmo Hardung, trentaseienne direttore sportivo dell'Eintracht, hanno già accettato il progetto del Milan, ma l'operazione necessita di un accordo economico con il club tedesco. Krösche è infatti legato all'Eintracht fino al 2028 e il presidente del consiglio di sorveglianza della squadra, Mathias Beck, ha dichiarato alla Bild: «Da parte del Milan non siamo stati contattati riguardo a Krösche. E noi, come comitato esecutivo, dopo esserci confrontati con lui, non abbiamo alcun segnale che faccia pensare che voglia lasciare l’Eintracht prima della scadenza del suo contratto nel 2028». Di conseguenza, per liberare la coppia di manager servirà un indennizzo stimato in 7.5 milioni di euro o più. Krösche non è un allievo diretto di Rangnick ma ne viene considerato l'erede, avendo raccolto la sua eredità al Lipsia nel 2019, dove ha scoperto e rivenduto a cifre altissime talenti come Olmo, Gvardiol e Nkunku. Dal 2021 all'Eintracht, sempre in coppia con Hardung, ha mantenuto una metodologia basata su un profondo scouting sul campo anziché sull'uso esclusivo di algoritmi, realizzando enormi plusvalenze con spese minime: Kolo Muani preso a zero e ceduto al Psg per 95 milioni, Pacho acquistato per 14 e rivenduto a 40, Marmoush tesserato da svincolato e ceduto al City per 75, ed Ekitiké pagato 31 e rivenduto a 95, per un bilancio totale di 45 milioni spesi e 305 incassati. Questo modello di player trading coincide con i desideri di Cardinale, sebbene la piazza di Milano imponga pressioni e obiettivi di vittoria differenti rispetto a Francoforte. Per completare il quadro dirigenziale, Krösche e Hardung verrebbero affiancati da Donato Lomonte, attuale responsabile dell'area scouting e abilitato come direttore sportivo in Italia, mentre il ruolo di capo scout dovrebbe essere affidato a Bobby Gardiner, dal 2019 analista dati per la ricerca di nuovi giocatori all'interno del club rossonero.
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