Milan: è un fallimento da 70 mln di euro.

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GDS: analizzando i bilanci e la gestione di Casa Milan emerge chiaramente il ritratto di un'azienda evoluta e in salute dal punto di vista economico, ma che sconta pesanti difficoltà sul versante sportivo, che resta il fulcro del proprio business. RedBird ha completato il suo quarto anno di gestione registrando tre utili consecutivi e una crescita del fatturato del 66% al lordo del player trading, eppure i risultati in Serie A dopo lo scudetto del 2022 si sono rivelati deludenti, con un quarto, un secondo, un ottavo e un quinto posto, la conquista della sola Supercoppa italiana e la mancata qualificazione in Champions League per la seconda volta consecutiva. Questo fallimento sportivo, culminato con la beffa dell'ultima giornata da parte del Como, ha spinto la proprietà a una vera e propria rivoluzione interna con il licenziamento in blocco dell'amministratore delegato Furlani, del direttore sportivo Tare, del direttore tecnico Moncada e dell'allenatore Allegri. Questa decisione comporterà un pesante contraccolpo finanziario nel bilancio al 30 giugno 2026, dove dovranno essere accantonati circa 22 milioni di euro per coprire gli emolumenti rimanenti fino alle scadenze contrattuali, salvo future transazioni. A questo danno economico si sommano i mancati ricavi derivanti dall'assenza dalla Champions League, che nella stagione 2025-26 è pesata tra i 60 e i 90 milioni di euro tra premi Uefa, sponsor e botteghino, mentre per il prossimo anno l'impatto della partecipazione alla meno redditizia Europa League si ridurrà a circa 50 milioni; tra licenziamenti e mancate entrate europee, il danno complessivo per il club si attesta ad almeno 70 milioni di euro, un fattore che rallenta e complica notevolmente il piano industriale basato sulla crescita sostenibile ideato dal fondatore di RedBird Gerry Cardinale sin dall'acquisto del club nel 2022 per 1,2 miliardi. Sebbene il Milan sia riuscito a mantenere l'equilibrio contabile e a generare cassa da reinvestire sulla rosa senza dipendere dai soldi dell'azionista (mentre i 55 milioni di equity versati da RedBird sono stati destinati al progetto del nuovo stadio), gli ultimi due bilanci si sono chiusi in attivo solo grazie a eccellenti operazioni di player trading, nello specifico la plusvalenza di 44 milioni per la cessione di Tonali nel 2023-24 (chiuso con un utile di 4 milioni) e quella di 42 milioni per Reijnders a giugno 2025 (chiuso con un utile di 3 milioni). Questo ricorso alle plusvalenze si è reso necessario perché gli investimenti sui cartellini hanno appesantito notevolmente i conti: dal 2022 al 2026 il club ha movimentato ben 515 milioni di euro per gli acquisti (passando dai 108 milioni del 2022-23 con De Ketelaere e Loftus-Cheek, ai 124 milioni del 2023-24 con Chukwueze, Musah e Pulisic, fino ai 123 milioni del 2024-25 con Gimenez e Fofana e ai 160 milioni stimati del 2025-26 con Nkunku e Jashari) a fronte di 262 milioni di cessioni totali, generando un passivo netto di circa 250 milioni di euro. Nonostante la dirigenza sia stata abile a non far lievitare il monte ingaggi dei tesserati, rimasto stabile a circa 150-160 milioni di euro come all'inizio dell'era RedBird, l'elevato costo degli ammortamenti dei cartellini ha fatto schizzare il costo sportivo annuo complessivo a quota 250 milioni di euro; una cifra imponente che stacca nettamente realtà come Roma e Atalanta ferme a 200 milioni, si avvicina sensibilmente all'Inter che viaggia a 260 milioni, e resta dietro solo a Napoli e Juventus, evidenziando l'enormità degli errori strategici e di programmazione commessi se confrontata al budget del Como di soli 130 milioni.

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Super_Lollo

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Che poi son tutte stupidate perchè in realtà ne incassi metà piu o meno dalla EL se vai avanti e basta vendere un ***** a caso tra i 300 che abbiamo in rosa per tornare in pareggio.

Non lo so tipo quella sciagura di Tomori.
 
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