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Tuttosport: Gerry Cardinale punta a rivoluzionare il sistema del calcio italiano con il suo Milan, come dimostra il recente rimpasto dirigenziale che ha visto la ricollocazione di figure interne al club e l'esclusione di dirigenti italiani. Il modello di riferimento del patron di RedBird resta il Liverpool, ma questo tentativo di imporre una struttura interamente straniera, molto chiusa a livello comunicativo e priva di figure pure "di campo", rappresenta una scommessa ad alto rischio che potrebbe minare la credibilità di Cardinale anche negli Stati Uniti in caso di fallimento. Un simile esperimento gestionale era già fallito nell'ultimo anno di Pioli, ma questa volta le competenze tecniche e gestionali saranno interamente delegate a Ruben Amorim, atteso a Milano entro la fine del mese per i primi sopralluoghi e summit. Il tecnico portoghese agirà come un vero e proprio manager all'inglese, indicando i profili necessari al suo gioco, decidendo i tagli alla rosa e gestendo i rientri dai prestiti. Nel frattempo, i nuovi operativi Almstadt, Gardiner e Lomonte sono già al lavoro da giorni sotto esame per recuperare il tempo perso durante le settimane di casting, caratterizzate da secchi rifiuti, porte in faccia e colloqui lasciati in sospeso. L'imminente calciomercato sarà la prova del nove immediata per questo assetto, mentre la tifoseria resta in subbuglio e diffidente, un parere popolare che tuttavia sembra interessare poco a Cardinale.