Come riportato dalla Gazzetta in edicola, ieri Calhanoglu è andato meglio che in altre occasioni. Si è mosso anche da play basso, e non sembra un'eresia impiegarlo in quel ruolo invece che da mezzala pura. A guadagnarne sarebbe anche Paquetà.
Il passaggio di Calhanoglu in mediana, nel secondo tempo, con l'avanzamento di Paqueta' a trequarti, è coinciso con il cambio di modulo, il 4231, ordinato da Riccio/Gattuso, modulo che si avvia ad essere di elezione di questa squadra, anche per le caratteristiche dei principali giocatori a disposizione. Calhanoglu ha tempi di gioco compatibili di massima con quelli di un centrale di centrocampo, ed una buona predisposizione alla marcatura a centrocampo, retaggio dei tempi del Gegenpressing di Roger Schmidt di Leverkusen. Bakayoko è ideale per questo modulo, sperimentato con successo a Monaco con Jardim. La chiave è sfruttare al meglio le capacità del giovane brasiliano, in un ruolo di breve longitudine ed ampia latitudine che ne esalti le notevoli capacità di rifinitura, con il dribbling stretto e l'assist, la penetrazione in area, l'intervento in secondo tempo sulla punta centrale, il tiro dalla media e lunga distanza. Gli esterni del 3, poi, trequarti con grande propensione all'inserimento in area, per sfruttare il movimento della punta, e del trequarti centro che si inserisce, per colpire a rete: il modello è il Borini nell'occasione del suo gol. El Shaarawy, in questo, ad esempio, era ed è un maestro. Suso ha solo in parte queste caratteristiche, è auspicabile che le abbia almeno l'esterno sinistro che verrà. Perplessità, piuttosto, sulle attitudini al modulo dei nostri centravanti: in questo modulo, la punta deve onerarsi di un intenso lavoro di sponda per i compagni, oltre ad incidere di suo. Dell'ultimo Cutrone apprezziamo l'intento a spendersi in queste anomale mansioni; su Piatek sospendiamo il giudizio, perché quello attuale non sarebbe positivo, ma le vie del calcio sono infinite.
