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GDS: il nuovo Milan per la stagione 2026-27 è ancora in piena fase di progettazione, con diverse ipotesi al vaglio ma una strada principale tracciata direttamente dal proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, che ha assunto personalmente la direzione dei lavori. Il primo forte indizio di questa visione è il recente incontro di circa sei ore avvenuto in Germania tra Cardinale e Oliver Glasner, attuale tecnico del Crystal Palace e già vincitore dell'Europa League con l'Eintracht Francoforte. La durata e l'importanza del colloquio elevano l'allenatore austriaco a principale candidato per la panchina rossonera, forte di un profilo internazionale e di uno stile di gioco moderno che si adatta perfettamente alle richieste della proprietà. All'incontro avrebbe preso parte anche Zlatan Ibrahimovic, principale consigliere di Cardinale, sebbene si mormori di alcune tensioni tra i due e rimanga evidente che l'ex campione non ha un ruolo ufficiale nell'organigramma né un effettivo potere decisionale, spettando l'ultima parola sempre e solo al numero uno di RedBird. Glasner si è mostrato incuriosito e pronto alla sfida di San Siro, che rappresenterebbe il suo quarto campionato europeo differente. Nel frattempo, l'ambiente societario mantiene il massimo riserbo: possibili comunicazioni sull'andamento dei lavori potrebbero arrivare prima del fine settimana, ma per novità concrete bisognerà attendere la prossima settimana, con il rischio che il nuovo corso e le date del raduno — inizialmente fissato al 12 luglio sotto la gestione Allegri — vengano definiti a ridosso della nuova stagione.
La pista che porta a Glasner si intreccia strettamente con la figura di Ralf Rangnick, l'architetto a cui Cardinale vorrebbe affidare la ricostruzione totale del club in qualità di direttore tecnico a tutto campo, dalla prima squadra alle giovanili. I due si conoscono dai tempi del Salisburgo e, sebbene i loro eventuali innesti non siano vincolati l'uno all'altro, rappresentano un binomio di forte matrice calcistica austriaca e tedesca. Tuttavia, Rangnick è attualmente il commissario tecnico dell'Austria e sta per iniziare l'avventura ai Mondiali, con l'esordio fissato per il 17 giugno contro la Giordania; la federazione austriaca gli ha inoltre offerto un rinnovo di contratto e il tecnico si è preso del tempo per decidere se accettare prima o dopo la competizione. Questa situazione costringe il Milan a valutare i tempi d'attesa e a mantenere vivi i contatti anche con altri profili. Tra le alternative, Ibrahimovic preferirebbe sponsorizzare Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, affiancandogli il dirigente Ramon Planes per distribuire le competenze ed evitare l'accentramento dei poteri che si verificherebbe con l'arrivo di Rangnick, permettendo così allo stesso Zlatan di conservare un peso specifico nelle scelte del club. Anche per Pochettino, tuttavia, la priorità assoluta resta il Mondiale casalingo, il che lascia aperto l'interrogativo su quanto il Milan possa permettersi di aspettare prima di iniziare a costruire concretamente le proprie fondamenta.
CorSera su Glasner e Rangnick e Ibra che preferisce Slot e Pochettino: Il Milan si trova in un momento di profonda riflessione e stallo decisionale per quanto riguarda la guida tecnica e societaria del futuro, caratterizzato da visioni interne diametralmente opposte. Sul fronte della panchina, il club sta valutando attentamente i pro e i contro dell'ingaggio di Oliver Glasner, tecnico austriaco reduce dalla vittoria in Conference League con il Crystal Palace, con il quale la dirigenza ha già avuto un lungo colloquio di sei ore nella giornata di martedì. Il profilo di Glasner è stato raccomandato da Ralf Rangnick, figura centrale nei piani del Milan, dato che Gerry Cardinale e Massimo Calvelli lo stanno corteggiando per il ruolo di direttore dell'area tecnica. Rangnick, in partenza per la California per il ritiro del Mondiale con la nazionale austriaca, si trova però a un bivio: entro domani deve rispondere alla sua federazione circa una proposta di rinnovo contrattuale, anche se la sensazione generale è che l'allenatore cercherà di prendere tempo. A complicare la fluidità della trattativa e a creare una fase di impasse contribuisce Zlatan Ibrahimović; lo svedese, che la prossima settimana volerà a sua volta negli Stati Uniti, sta spingendo in una direzione tattica e progettuale completamente diversa, preferendo profili come Mauricio Pochettino o Arne Slot. Questa divergenza di vedute tra la linea suggerita da Rangnick e quella caldeggiata da Ibrahimović rappresenta un vero e proprio scontro di filosofie calcistiche che sta temporaneamente bloccando le decisioni del club rossonero.
Tuttosport: sale Rangnick, ma vuole Ibra con meno poteri. Il riassetto societario e tecnico del Milan programmato da Gerry Cardinale e RedBird sta subendo un significativo slittamento rispetto alle tempistiche iniziali di 7-10 giorni. Per colmare i vuoti operativi lasciati dai licenziamenti dei dirigenti Furlani, Tare e Moncada, e per individuare il successore dell'allenatore Massimiliano Allegri – ormai prossimo all'ufficialità al Napoli dopo un accordo sulla buonuscita di circa un milione di euro –, la proprietà si sta affidando a un rinvio strategico guidato da algoritmi e da due società di head hunters. Queste ultime avranno il compito di sottoporre i profili selezionati a Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli per le successive interviste di lavoro. Nel frattempo, l'amministratore delegato pro tempore Calvelli ha assunto gran parte delle deleghe operative di Furlani, mentre quelle meno urgenti sono passate momentaneamente a Paolo Scaroni; non si esclude che Calvelli possa mantenere il ruolo di AD a lungo termine, pur rimanendo escluso dalle decisioni strettamente sportive. Sul fronte della panchina e della direzione tecnica, RedBird si sta muovendo con una fitta serie di contatti in Europa. È andato a buon fine un vertice di circa sei ore in Germania con Oliver Glasner, ex tecnico del Crystal Palace, con cui si è discusso approfonditamente di stile di gioco, riforme strutturali, rosa e mercato. Il profilo di Glasner resta valido a prescindere dal possibile arrivo di Ralf Rangnick; l'attuale ct dell'Austria è stato sondato per il ruolo di direttore tecnico, ma ha posto come condizione imprescindibile il controllo assoluto dell'area sportiva (scouting, settore giovanile e scelta del DS) e la totale assenza di interferenze esterne, limitando di fatto i poteri di Ibrahimovic e Kirovski. Rangnick è in partenza per il quartier generale della nazionale in California senza ancora certezze sul proprio futuro. Parallelamente, il Milan ha in programma un incontro con Matthias Jaissle, stimato da Rangnick ma vincolato all'Al-Ahli da uno stipendio di 11 milioni e una clausola rescissoria di 6 milioni, dettagli che rendono la pista complessa. Come alternative per la dirigenza sportiva si valuta Ramon Planes, mentre per la panchina rimangono sullo sfondo i nomi di Arne Slot, reduce dal licenziamento al Liverpool e aperto a valutare la proposta, e di Mauricio Pochettino, con il quale esisterebbe già un accordo di massima sulla base di 5 milioni di euro all'anno.
Il CorSport sulle divisioni interne al Milan: il Milan è alla ricerca di un nuovo allenatore da una decina di giorni, dopo il licenziamento di Massimiliano Allegri. Per trovare il profilo ideale ed evitare gli errori del passato, la proprietà si sta muovendo in prima persona: il proprietario Gerry Cardinale e il senior advisor Zlatan Ibrahimovic stanno conducendo colloqui mirati, supportati anche da cacciatori di teste. Nonostante il ritardo accumulato stia diventando consistente, la dirigenza giustifica l'attesa con la volontà di compiere una scelta accurata.
Recentemente si è tenuto in Germania un vertice di sei ore con Oliver Glasner per discutere il rilancio del club dopo il fallimento della scorsa stagione. Sebbene non ci sia ancora un accordo definitivo e restino da chiarire nodi centrali come la struttura societaria, la gestione del settore giovanile e le strategie del mercato estivo, Glasner gode di forte stima per i suoi successi europei con Eintracht Francoforte e Crystal Palace. Il tecnico austriaco, fortemente interessato alla panchina rossonera, è legato alla sfera d'influenza di Ralf Rangnick e rappresenterebbe la prima scelta qualora l'attuale CT dell'Austria entrasse nel Milan come dirigente, anche se non è esclusa l'ipotesi di un suo ingaggio indipendente. Tuttavia, l'identikit tattico di Glasner si allontana dal modello di gioco espresso da Cesc Fàbregas, indicato di recente da Cardinale come punto di riferimento per la nuova guida tecnica, soprattutto dopo il mancato arrivo della prima scelta della società, Iraola, e i successivi rifiuti ricevuti.
La gestione del dopo-Allegri evidenzia però divergenze interne alla dirigenza. Zlatan Ibrahimovic preferirebbe infatti puntare su Arne Slot, reduce da un esonero al Liverpool dopo un quinto posto, potendo contare sui buoni rapporti con l'agenzia del tecnico olandese. Al contrario, Ibrahimovic vede con diffidenza il possibile approdo societario di Rangnick, poiché l'arrivo del tedesco richiederebbe la concessione di pieni poteri, una prospettiva che solleva forti dubbi anche tra i tifosi a causa della concomitanza con la preparazione ai Mondiali della nazionale austriaca negli Stati Uniti, che complicherebbe il suo lavoro operativo per il Milan.
Accanto alle opzioni principali restano vive altre soluzioni. Tra le alternative spicca Matthias Jaissle, un altro allenatore cresciuto secondo i dettami calcistici aggressivi di Rangnick, il quale è però blindato da un oneroso contratto fino al 2027 con l'Al-Ahli da 11 milioni di euro. Sullo sfondo rimane anche il nome di Mauricio Pochettino, già incontrato nelle scorse settimane e gradito a una parte della società; tuttavia, anche la pista che porta all'attuale CT degli Stati Uniti presenta forti criticità logistiche, poiché l'allenatore non si libererebbe prima di inizio luglio proprio a causa degli impegni legati ai Mondiali. Infine, sul fronte dirigenziale, Ibrahimovic continua a mantenere vivi i contatti con lo spagnolo Ramon Planes, attuale consulente sportivo dell'Al-Ittihad, individuato come figura ideale per ricoprire il ruolo di direttore sportivo del nuovo corso rossonero
La pista che porta a Glasner si intreccia strettamente con la figura di Ralf Rangnick, l'architetto a cui Cardinale vorrebbe affidare la ricostruzione totale del club in qualità di direttore tecnico a tutto campo, dalla prima squadra alle giovanili. I due si conoscono dai tempi del Salisburgo e, sebbene i loro eventuali innesti non siano vincolati l'uno all'altro, rappresentano un binomio di forte matrice calcistica austriaca e tedesca. Tuttavia, Rangnick è attualmente il commissario tecnico dell'Austria e sta per iniziare l'avventura ai Mondiali, con l'esordio fissato per il 17 giugno contro la Giordania; la federazione austriaca gli ha inoltre offerto un rinnovo di contratto e il tecnico si è preso del tempo per decidere se accettare prima o dopo la competizione. Questa situazione costringe il Milan a valutare i tempi d'attesa e a mantenere vivi i contatti anche con altri profili. Tra le alternative, Ibrahimovic preferirebbe sponsorizzare Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, affiancandogli il dirigente Ramon Planes per distribuire le competenze ed evitare l'accentramento dei poteri che si verificherebbe con l'arrivo di Rangnick, permettendo così allo stesso Zlatan di conservare un peso specifico nelle scelte del club. Anche per Pochettino, tuttavia, la priorità assoluta resta il Mondiale casalingo, il che lascia aperto l'interrogativo su quanto il Milan possa permettersi di aspettare prima di iniziare a costruire concretamente le proprie fondamenta.
CorSera su Glasner e Rangnick e Ibra che preferisce Slot e Pochettino: Il Milan si trova in un momento di profonda riflessione e stallo decisionale per quanto riguarda la guida tecnica e societaria del futuro, caratterizzato da visioni interne diametralmente opposte. Sul fronte della panchina, il club sta valutando attentamente i pro e i contro dell'ingaggio di Oliver Glasner, tecnico austriaco reduce dalla vittoria in Conference League con il Crystal Palace, con il quale la dirigenza ha già avuto un lungo colloquio di sei ore nella giornata di martedì. Il profilo di Glasner è stato raccomandato da Ralf Rangnick, figura centrale nei piani del Milan, dato che Gerry Cardinale e Massimo Calvelli lo stanno corteggiando per il ruolo di direttore dell'area tecnica. Rangnick, in partenza per la California per il ritiro del Mondiale con la nazionale austriaca, si trova però a un bivio: entro domani deve rispondere alla sua federazione circa una proposta di rinnovo contrattuale, anche se la sensazione generale è che l'allenatore cercherà di prendere tempo. A complicare la fluidità della trattativa e a creare una fase di impasse contribuisce Zlatan Ibrahimović; lo svedese, che la prossima settimana volerà a sua volta negli Stati Uniti, sta spingendo in una direzione tattica e progettuale completamente diversa, preferendo profili come Mauricio Pochettino o Arne Slot. Questa divergenza di vedute tra la linea suggerita da Rangnick e quella caldeggiata da Ibrahimović rappresenta un vero e proprio scontro di filosofie calcistiche che sta temporaneamente bloccando le decisioni del club rossonero.
Tuttosport: sale Rangnick, ma vuole Ibra con meno poteri. Il riassetto societario e tecnico del Milan programmato da Gerry Cardinale e RedBird sta subendo un significativo slittamento rispetto alle tempistiche iniziali di 7-10 giorni. Per colmare i vuoti operativi lasciati dai licenziamenti dei dirigenti Furlani, Tare e Moncada, e per individuare il successore dell'allenatore Massimiliano Allegri – ormai prossimo all'ufficialità al Napoli dopo un accordo sulla buonuscita di circa un milione di euro –, la proprietà si sta affidando a un rinvio strategico guidato da algoritmi e da due società di head hunters. Queste ultime avranno il compito di sottoporre i profili selezionati a Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli per le successive interviste di lavoro. Nel frattempo, l'amministratore delegato pro tempore Calvelli ha assunto gran parte delle deleghe operative di Furlani, mentre quelle meno urgenti sono passate momentaneamente a Paolo Scaroni; non si esclude che Calvelli possa mantenere il ruolo di AD a lungo termine, pur rimanendo escluso dalle decisioni strettamente sportive. Sul fronte della panchina e della direzione tecnica, RedBird si sta muovendo con una fitta serie di contatti in Europa. È andato a buon fine un vertice di circa sei ore in Germania con Oliver Glasner, ex tecnico del Crystal Palace, con cui si è discusso approfonditamente di stile di gioco, riforme strutturali, rosa e mercato. Il profilo di Glasner resta valido a prescindere dal possibile arrivo di Ralf Rangnick; l'attuale ct dell'Austria è stato sondato per il ruolo di direttore tecnico, ma ha posto come condizione imprescindibile il controllo assoluto dell'area sportiva (scouting, settore giovanile e scelta del DS) e la totale assenza di interferenze esterne, limitando di fatto i poteri di Ibrahimovic e Kirovski. Rangnick è in partenza per il quartier generale della nazionale in California senza ancora certezze sul proprio futuro. Parallelamente, il Milan ha in programma un incontro con Matthias Jaissle, stimato da Rangnick ma vincolato all'Al-Ahli da uno stipendio di 11 milioni e una clausola rescissoria di 6 milioni, dettagli che rendono la pista complessa. Come alternative per la dirigenza sportiva si valuta Ramon Planes, mentre per la panchina rimangono sullo sfondo i nomi di Arne Slot, reduce dal licenziamento al Liverpool e aperto a valutare la proposta, e di Mauricio Pochettino, con il quale esisterebbe già un accordo di massima sulla base di 5 milioni di euro all'anno.
Il CorSport sulle divisioni interne al Milan: il Milan è alla ricerca di un nuovo allenatore da una decina di giorni, dopo il licenziamento di Massimiliano Allegri. Per trovare il profilo ideale ed evitare gli errori del passato, la proprietà si sta muovendo in prima persona: il proprietario Gerry Cardinale e il senior advisor Zlatan Ibrahimovic stanno conducendo colloqui mirati, supportati anche da cacciatori di teste. Nonostante il ritardo accumulato stia diventando consistente, la dirigenza giustifica l'attesa con la volontà di compiere una scelta accurata.
Recentemente si è tenuto in Germania un vertice di sei ore con Oliver Glasner per discutere il rilancio del club dopo il fallimento della scorsa stagione. Sebbene non ci sia ancora un accordo definitivo e restino da chiarire nodi centrali come la struttura societaria, la gestione del settore giovanile e le strategie del mercato estivo, Glasner gode di forte stima per i suoi successi europei con Eintracht Francoforte e Crystal Palace. Il tecnico austriaco, fortemente interessato alla panchina rossonera, è legato alla sfera d'influenza di Ralf Rangnick e rappresenterebbe la prima scelta qualora l'attuale CT dell'Austria entrasse nel Milan come dirigente, anche se non è esclusa l'ipotesi di un suo ingaggio indipendente. Tuttavia, l'identikit tattico di Glasner si allontana dal modello di gioco espresso da Cesc Fàbregas, indicato di recente da Cardinale come punto di riferimento per la nuova guida tecnica, soprattutto dopo il mancato arrivo della prima scelta della società, Iraola, e i successivi rifiuti ricevuti.
La gestione del dopo-Allegri evidenzia però divergenze interne alla dirigenza. Zlatan Ibrahimovic preferirebbe infatti puntare su Arne Slot, reduce da un esonero al Liverpool dopo un quinto posto, potendo contare sui buoni rapporti con l'agenzia del tecnico olandese. Al contrario, Ibrahimovic vede con diffidenza il possibile approdo societario di Rangnick, poiché l'arrivo del tedesco richiederebbe la concessione di pieni poteri, una prospettiva che solleva forti dubbi anche tra i tifosi a causa della concomitanza con la preparazione ai Mondiali della nazionale austriaca negli Stati Uniti, che complicherebbe il suo lavoro operativo per il Milan.
Accanto alle opzioni principali restano vive altre soluzioni. Tra le alternative spicca Matthias Jaissle, un altro allenatore cresciuto secondo i dettami calcistici aggressivi di Rangnick, il quale è però blindato da un oneroso contratto fino al 2027 con l'Al-Ahli da 11 milioni di euro. Sullo sfondo rimane anche il nome di Mauricio Pochettino, già incontrato nelle scorse settimane e gradito a una parte della società; tuttavia, anche la pista che porta all'attuale CT degli Stati Uniti presenta forti criticità logistiche, poiché l'allenatore non si libererebbe prima di inizio luglio proprio a causa degli impegni legati ai Mondiali. Infine, sul fronte dirigenziale, Ibrahimovic continua a mantenere vivi i contatti con lo spagnolo Ramon Planes, attuale consulente sportivo dell'Al-Ittihad, individuato come figura ideale per ricoprire il ruolo di direttore sportivo del nuovo corso rossonero