Milan a più facce con Camaleonte Amorim.

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GDS: al Manchester United, Ruben Amorim era considerato un "fondamentalista" tattico per la sua ostinata adesione al modulo 3-4-2-1, un dogma che alla fine gli costò l'esonero quando i risultati iniziarono a mancare. Tuttavia, arrivato al Milan in estate, il tecnico portoghese ha dimostrato di aver imparato dai propri errori, abbracciando una notevole flessibilità sia in campo che fuori, predicando che "importanti sono i principi di gioco, non i moduli". Sebbene avesse iniziato la stagione riproponendo il suo amato 3-4-2-1, la svolta è arrivata dopo l'unica sconfitta stagionale contro il Benfica in Europa League, a seguito di un confronto con i senatori dello spogliatoio. Nella partita successiva contro il Lecce, Amorim ha operato la prima trasformazione, passando a una difesa a quattro e a un modulo leggibile come 4-4-2 o 4-2-3-1, mossa che ha portato a un convincente 3-0 e alla convinzione di aver trovato un nuovo equilibrio. Dopo un pareggio deludente contro il Sassuolo, dove un ritorno momentaneo al 3-4-2-1 aveva generato confusione, l'allenatore ha avuto un'altra intuizione felice in Europa League contro il Salisburgo, passando a un 4-3-3 camaleontico. Questo nuovo schieramento, che all'occorrenza può trasformarsi in 4-2-3-1 o persino tornare al 3-4-2-1 per non dare punti di riferimento agli avversari, ha permesso di rinforzare la mediana, proteggere il costruttore di gioco e aumentare la creatività. Emblema di questo Milan trasformista è Adrien Rabiot, capace di interpretare più ruoli a centrocampo a seconda del modulo. Grazie a questa nuova filosofia, il Milan è tornato a vincere due partite di fila, inclusa una convincente prestazione contro l'Atalanta. La flessibilità mostrata da Amorim nelle sue prime nove partite suggerisce che la forza attuale del Diavolo risieda proprio nella sua imprevedibilità e capacità di adattarsi, piuttosto che nel seguire un unico canovaccio tattico.

Tuttosport: così Amorim ha cambiato il Milan in 100 giorni. Tracciando un bilancio dei primi cento giorni di Ruben Amorim alla guida del Milan, inaugurati lo scorso 13 luglio e analizzati dopo i recenti successi contro Salisburgo e Atalanta, il tecnico portoghese può ritenersi sostanzialmente soddisfatto del percorso nonostante la squadra non sia ancora quella desiderata: in campionato i rossoneri sono quarti, imbattuti e a quattro lunghezze dalle capoliste Inter e Lazio, mentre in Europa League, dopo il passo falso iniziale contro il Benfica dovuto a un eccessivo turnover, la situazione è stata raddrizzata. Dal punto di vista tattico, l'allenatore ha abbandonato il rigido dogma iniziale del 3-4-2-1 per adattarsi alle caratteristiche della rosa, rendendo il Milan fluido e capace di variare modulo grazie alla duttilità di nuovi acquisti come Gila e Diego Moreira. Tra le note dolenti figurano tuttavia le difficoltà del centravanti Gonçalo Ramos, l'acquisto più costoso dell'estate che appare ancora un corpo estraneo, poco coinvolto nel gioco e poco servito in area nonostante l'enorme generosità atletica. Amorim dovrà inoltre lavorare per eliminare i frequenti cali di tensione e i black-out durante le partite — richiamati anche dalle dure parole di Rabiot sulla necessità di maggiore concentrazione e sul rendimento insufficiente delle seconde linee — e per ridurre gli esperimenti affidandosi a uno zoccolo duro di 13-14 titolari vista l'evidente differenza di livello con le alternative. Sul fronte societario sono giorni cruciali per la nomina del nuovo Head of Football, ruolo per cui Markus Krösche rappresenta il candidato forte dopo aver lasciato ufficialmente l'Eintracht Francoforte: l'arrivo del dirigente tedesco, gradito a Gerry Cardinale che lo seguiva già da tempo e che in estate aveva apprezzato la sua approvazione per la scelta di Amorim, permetterebbe una pianificazione mirata per il prossimo mercato invernale, in cui il club necessita di rinforzare la difesa, trovare un laterale duttile e valutare eventuali innesti offensivi per affiancare Ramos e Camarda, verificando inoltre la possibile liberazione del suo braccio destro Timmo Hardung.

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Tuttosport: così Amorim ha cambiato il Milan in 100 giorni. Tracciando un bilancio dei primi cento giorni di Ruben Amorim alla guida del Milan, inaugurati lo scorso 13 luglio e analizzati dopo i recenti successi contro Salisburgo e Atalanta, il tecnico portoghese può ritenersi sostanzialmente soddisfatto del percorso nonostante la squadra non sia ancora quella desiderata: in campionato i rossoneri sono quarti, imbattuti e a quattro lunghezze dalle capoliste Inter e Lazio, mentre in Europa League, dopo il passo falso iniziale contro il Benfica dovuto a un eccessivo turnover, la situazione è stata raddrizzata. Dal punto di vista tattico, l'allenatore ha abbandonato il rigido dogma iniziale del 3-4-2-1 per adattarsi alle caratteristiche della rosa, rendendo il Milan fluido e capace di variare modulo grazie alla duttilità di nuovi acquisti come Gila e Diego Moreira. Tra le note dolenti figurano tuttavia le difficoltà del centravanti Gonçalo Ramos, l'acquisto più costoso dell'estate che appare ancora un corpo estraneo, poco coinvolto nel gioco e poco servito in area nonostante l'enorme generosità atletica. Amorim dovrà inoltre lavorare per eliminare i frequenti cali di tensione e i black-out durante le partite — richiamati anche dalle dure parole di Rabiot sulla necessità di maggiore concentrazione e sul rendimento insufficiente delle seconde linee — e per ridurre gli esperimenti affidandosi a uno zoccolo duro di 13-14 titolari vista l'evidente differenza di livello con le alternative. Sul fronte societario sono giorni cruciali per la nomina del nuovo Head of Football, ruolo per cui Markus Krösche rappresenta il candidato forte dopo aver lasciato ufficialmente l'Eintracht Francoforte: l'arrivo del dirigente tedesco, gradito a Gerry Cardinale che lo seguiva già da tempo e che in estate aveva apprezzato la sua approvazione per la scelta di Amorim, permetterebbe una pianificazione mirata per il prossimo mercato invernale, in cui il club necessita di rinforzare la difesa, trovare un laterale duttile e valutare eventuali innesti offensivi per affiancare Ramos e Camarda, verificando inoltre la possibile liberazione del suo braccio destro Timmo Hardung.
 

ROSSO NERO 70

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GDS: al Manchester United, Ruben Amorim era considerato un "fondamentalista" tattico per la sua ostinata adesione al modulo 3-4-2-1, un dogma che alla fine gli costò l'esonero quando i risultati iniziarono a mancare. Tuttavia, arrivato al Milan in estate, il tecnico portoghese ha dimostrato di aver imparato dai propri errori, abbracciando una notevole flessibilità sia in campo che fuori, predicando che "importanti sono i principi di gioco, non i moduli". Sebbene avesse iniziato la stagione riproponendo il suo amato 3-4-2-1, la svolta è arrivata dopo l'unica sconfitta stagionale contro il Benfica in Europa League, a seguito di un confronto con i senatori dello spogliatoio. Nella partita successiva contro il Lecce, Amorim ha operato la prima trasformazione, passando a una difesa a quattro e a un modulo leggibile come 4-4-2 o 4-2-3-1, mossa che ha portato a un convincente 3-0 e alla convinzione di aver trovato un nuovo equilibrio. Dopo un pareggio deludente contro il Sassuolo, dove un ritorno momentaneo al 3-4-2-1 aveva generato confusione, l'allenatore ha avuto un'altra intuizione felice in Europa League contro il Salisburgo, passando a un 4-3-3 camaleontico. Questo nuovo schieramento, che all'occorrenza può trasformarsi in 4-2-3-1 o persino tornare al 3-4-2-1 per non dare punti di riferimento agli avversari, ha permesso di rinforzare la mediana, proteggere il costruttore di gioco e aumentare la creatività. Emblema di questo Milan trasformista è Adrien Rabiot, capace di interpretare più ruoli a centrocampo a seconda del modulo. Grazie a questa nuova filosofia, il Milan è tornato a vincere due partite di fila, inclusa una convincente prestazione contro l'Atalanta. La flessibilità mostrata da Amorim nelle sue prime nove partite suggerisce che la forza attuale del Diavolo risieda proprio nella sua imprevedibilità e capacità di adattarsi, piuttosto che nel seguire un unico canovaccio tattico.

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Bravo
Ora deve capire anche come gestire i cambi a partita in corso sapendo che senza modric tu non hai più il controllo del gioco e sei costretto gioco forza ad attaccare anche sul 10 a 0 perché difendere ci risulta ancora molto difficile, in area proprio non lo sappiamo fare
 
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Modulo a parte i principi di gioco restano gli stessi e infatti siamo ancora del tutto incapaci di gestire la palla e la partita anche a ritmi bassi per entrare in una situazione più da 'gestione'.
Impensabile correre sempre e giocare sempre come se si fosse sullo 0-0 con una partita da 'azzannare'.

Milan-Atalanta è stata eloquente.
Sul 3-0 la partita andava messa in naftalina giocando un calcio più posizionale.
Ma sappiamo farlo con quei centrocampisti e difensori che ci ritroviamo?
Grossi dubbi.
 

ROSSO NERO 70

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Modulo a parte i principi di gioco restano gli stessi e infatti siamo ancora del tutto incapaci di gestire la palla e la partita anche a ritmi bassi per entrare in una situazione più da 'gestione'.
Impensabile correre sempre e giocare sempre come se si fosse sullo 0-0 con una partita da 'azzannare'.

Milan-Atalanta è stata eloquente.
Sul 3-0 la partita andava messa in naftalina giocando un calcio più posizionale.
Ma sappiamo farlo con quei centrocampisti e difensori che ci ritroviamo?
Grossi dubbi.
Senza modric in campo impossibile
Modric non andava tolto ma non mi sento di dare colpe particolari al mister perché è impensabile fargliele giocare tutte e pretendere che sia sempre lucido oltre al rischio infortuni
Quindi che fare anche come gestione del piano partita e dell undici iniziale ? Boh al momento jashari non mi dà garanzie in quel senso oltre al fatto che i registi monopiede sono un assurdità
Per rintanarsi dietro quasi non basta un 3 0
Ribadisco il concetto di un Milan con modric in campo che non vuole dire automaticamente dominio del gioco ma sicuramente controllo dei tempi e delle posizioni in campo il che è assolutamente fondamentale per noi, e di un Milan senza modric un po' più pioliano per intenderci dove serve solo energia e coraggio
 
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Senza modric in campo impossibile
Modric non andava tolto ma non mi sento di dare colpe particolari al mister perché è impensabile fargliele giocare tutte e pretendere che sia sempre lucido oltre al rischio infortuni
Quindi che fare anche come gestione del piano partita e dell undici iniziale ? Boh al momento jashari non mi dà garanzie in quel senso oltre al fatto che i registi monopiede sono un assurdità
Per rintanarsi dietro quasi non basta un 3 0
Ribadisco il concetto di un Milan con modric in campo che non vuole dire automaticamente dominio del gioco ma sicuramente controllo dei tempi e delle posizioni in campo il che è assolutamente fondamentale per noi, e di un Milan senza modric un po' più pioliano per intenderci dove serve solo energia e coraggio
Esattamente.
Ma modric è uno e ha pure i suoi anni.
Se gli altri litigano col pallone come fai a fare gestione e giocare al gatto col topo?
 

ROSSO NERO 70

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Esattamente.
Ma modric è uno e ha pure i suoi anni.
Se gli altri litigano col pallone come fai a fare gestione e giocare al gatto col topo?
Non dobbiamo proprio farlo ma capire come poter essere ancora pimpanti dal suo cambio in avanti se si decide di partire con lui dall inizio
O come in coppa parti senza di lui compatti frizzanti e a viso aperto e poi quando cali un pelo metti lui e gestisci e fai le poche mosse possibili davanti ma non sempre sei sopra di 3 anzi raramente
Servirebbe un krunic 🤣 o un akeem olajuwon ⛹️🤣 che ti ripulisce tutti i palloni lunghi
 
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Non dobbiamo proprio farlo ma capire come poter essere ancora pimpanti dal suo cambio in avanti se si decide di partire con lui dall inizio
O come in coppa parti senza di lui compatti frizzanti e a viso aperto e poi quando cali un pelo metti lui e gestisci e fai le poche mosse possibili davanti ma non sempre sei sopra di 3 anzi raramente
Servirebbe un krunic 🤣 o un akeem olajuwon ⛹️🤣 che ti ripulisce tutti i palloni lunghi
Statisticamente non si può correre sempre.
Servono anche quelle partite nelle quali si risparmia energia fisica e mentale o che si vincono senza averne tante di energie.

Una stagione è lunga.
Se noi invece facciamo riaprire pure le partite chiuse...
Perchè , checchè ne dica sarri, sul 3-0 la partita era finita e andava portata al fischio finale.
 
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