- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 254,190
- Reaction score
- 49,852
Un nuovo documentario dell'emittente britannica Channel 4, intitolato "Michael Jackson: The Trial", riporta al centro del dibattito le accuse di pedofilia contro il Re del Pop attraverso registrazioni inedite risalenti a nove anni prima della sua morte. In questi audio, Jackson confida al rabbino Shmuley Boteach il suo legame viscerale e spirituale con l'infanzia, arrivando a dichiarare che non avrebbe motivo di vivere senza la presenza dei bambini:"I bambini mi ricoprono d'amore". Sebbene Boteach sostenga l'innocenza dell'artista pur ammettendo l'inappropriatezza di certi comportamenti, come il condividere il letto con minori, il documentario riesamina il processo del 2005 scaturito dalle accuse di Gavin Arvizo. Nonostante l'assoluzione, quel procedimento segnò il declino inesorabile della carriera di Jackson, anche a causa del ritrovamento di materiale compromettente nel ranch di Neverland. Alle voci della difesa si contrappongono testimonianze come quella di Vincent Amen, ex membro dello staff di pubbliche relazioni, convinto della colpevolezza della star e dell'esistenza di un sistema sistematico di insabbiamento delle prove. Nonostante i precedenti accordi milionari per il silenzio, come quello con Jordan Chandler nel 1993, e le nuove cause legali previste per il 2027 intentate da Wade Robson e James Safechuck, l'eredità artistica di Jackson appare paradossalmente intatta. Con 66 milioni di ascolti mensili su Spotify e il successo globale di musical a lui dedicati, Hollywood si prepara ora a consacrarne definitivamente il mito con il biopic "Michael" diretto da Antoine Fuqua, presentando la sua figura alle nuove generazioni in modo analogo a quanto fatto per icone come Elvis Presley o Freddie Mercury.