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Il rover Curiosity della NASA, attraverso il mini-laboratorio di bordo Sample Analysis at Mars (SAM), ha identificato oltre 20 molecole organiche in un campione di roccia sedimentaria denominato "Mary Anning 3" (in onore della celebre paleontologa britannica), prelevato nella regione di Glen Torridon presso il Cratere Gale. Tra le scoperte più rilevanti pubblicate nell'aprile 2026 su Nature Communications, i ricercatori guidati da Amy Williams dell'Università della Florida e Jennifer Eigenbrode del Goddard Space Flight Center della NASA hanno confermato per la prima volta su Marte la presenza di un eterociclo dell'azoto, una molecola con una struttura simile ai precursori del DNA e dell'RNA. Un'altra sostanza chiave rilevata è il benzotiofene, un composto solforato spesso rinvenuto nei meteoriti, la cui presenza è stata confermata utilizzando il reagente chimico TMAH (idrossido di tetrametilammonio) per scomporre molecole macromolecolari complesse. Nonostante l'entusiasmo per il ritrovamento di questi "mattoni della vita", gli scienziati avvertono che non è possibile determinare se l'origine di tali composti sia biologica, legata a processi geologici locali o dovuta alla caduta di meteoriti come quello di Murchison, celebre per trasportare sostanze prebiotiche simili nello spazio.
