Marotta:"Vogliamo vincere. Tonali fattibile".

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Marotta alla GDS sull'Inter e sul mercato.


L’obiettivo dell’inter?
“Quello di prima, essere protagonista: con 13 gare può succedere di tutto”.

Icardi venduto per 58 milioni: non è un po’ poco?
“Icardi non faceva più parte del nostro progetto. Dovevamo trovare una sistemazione soddisfacente per lui e noi: è stato fatto. Il finale è stato assolutamente gradevole”.

Lo «sconto coronavirus» non si poteva proprio evitare?
“Toglietevi dalla testa operazioni alla Neymar dove tra cartellino e ingaggio spendi 500 milioni. Quelle sono situazioni oggi utopistiche”.

Ci sarà un’operazione Lautaro-Barcellona?
“Lautaro rappresenta un punto di riferimento importante per l’inter, non abbiamo necessità di venderlo. C’è una clausola di 111 milioni che scade il 7 luglio: è l’unico strumento per arrivare a una cessione. Il giocatore può aspettare e crescere con l’Inter”.

Lautaro vuole il Barça.
“Ci confronteremo con lui, dobbiamo fargli capire che una possibilità del genere si può ripresentare in futuro, quando sarà più pronto”.

A che punto è l’inter che ha in mente Marotta?
“Abbiamo aggiunto pedine importanti: l’allenatore e alcuni giocatori, a gennaio anche Eriksen. L’inter ora ha grande visibilità e fascino. Abbiamo l’appeal degli anni migliori”.

Eriksen resta un punto di domanda.
“Non è un interrogativo, è un buon giocatore. Conte troverà la giusta collocazione”.

Nainggolan, Perisic, Sensi. Chi va, chi resta?
“Abbiamo un obbligo: non possiamo deprezzare il valore dei nostri giocatori. Valutiamo tutto con l’allenatore. Sensi vogliamo tenercelo”.

Coppa Italia e Europa League: si possono vincere?
“Partecipiamo per essere protagonisti. La Coppa Italia è più vicina come visione, l’Europa League più ambiziosa”.

Si è parlato molto di Cavani, Chiesa, Tonali. Che tipo di giocatori cerca l’inter?
“Calciatori pronti, ma i giovani italiani sono un obiettivo importante. Poi ci sono le valutazioni di mercato. Chiesa ne ha una impegnativa, siamo distanti. Su Tonali c’è più facilità di confronto”.

Il suo sogno nemmeno segreto resta Dybala?
“È uno dei più grandi talenti. L’anno scorso c’erano sensazioni per poterci arrivare. Oggi è proiettato a diventare un grande leader della Juve”.

Conte è così impegnativo anche per un dirigente esperto come lei?
“È un grande professionista, dedica tutto al lavoro, ha passione, amore e ha doti eccelse. Con queste premesse è tutto più semplice. Le dinamiche le indica lui. Ha sempre avuto rispetto per me, il club e la proprietà: ci darà grandi soddisfazioni”.

L’anno prossimo l’obiettivo dell’inter è spodestare la Juve e vincere lo scudetto?
“Vogliamo alzare l’asticella e il livello qualitativo del gruppo Inter”.

Le ambizioni e i valori di Marotta e dell’inter?
“Ho lavorato in tanti posti, se guardo le ultime due esperienze ci sono principi che uniscono Agnelli e Zhang: il grande senso di appartenenza, della vittoria, della cultura del lavoro e c’è passione. Anche l’inter oggi li ha: l’ambizione è tornare più in alto”.
 

Djici

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Marotta alla GDS sull'Inter e sul mercato.


L’obiettivo dell’inter?
“Quello di prima, essere protagonista: con 13 gare può succedere di tutto”.

Icardi venduto per 58 milioni: non è un po’ poco?
“Icardi non faceva più parte del nostro progetto. Dovevamo trovare una sistemazione soddisfacente per lui e noi: è stato fatto. Il finale è stato assolutamente gradevole”.

Lo «sconto coronavirus» non si poteva proprio evitare?
“Toglietevi dalla testa operazioni alla Neymar dove tra cartellino e ingaggio spendi 500 milioni. Quelle sono situazioni oggi utopistiche”.

Ci sarà un’operazione Lautaro-Barcellona?
“Lautaro rappresenta un punto di riferimento importante per l’inter, non abbiamo necessità di venderlo. C’è una clausola di 111 milioni che scade il 7 luglio: è l’unico strumento per arrivare a una cessione. Il giocatore può aspettare e crescere con l’Inter”.

Lautaro vuole il Barça.
“Ci confronteremo con lui, dobbiamo fargli capire che una possibilità del genere si può ripresentare in futuro, quando sarà più pronto”.

A che punto è l’inter che ha in mente Marotta?
“Abbiamo aggiunto pedine importanti: l’allenatore e alcuni giocatori, a gennaio anche Eriksen. L’inter ora ha grande visibilità e fascino. Abbiamo l’appeal degli anni migliori”.

Eriksen resta un punto di domanda.
“Non è un interrogativo, è un buon giocatore. Conte troverà la giusta collocazione”.

Nainggolan, Perisic, Sensi. Chi va, chi resta?
“Abbiamo un obbligo: non possiamo deprezzare il valore dei nostri giocatori. Valutiamo tutto con l’allenatore. Sensi vogliamo tenercelo”.

Coppa Italia e Europa League: si possono vincere?
“Partecipiamo per essere protagonisti. La Coppa Italia è più vicina come visione, l’Europa League più ambiziosa”.

Si è parlato molto di Cavani, Chiesa, Tonali. Che tipo di giocatori cerca l’inter?
“Calciatori pronti, ma i giovani italiani sono un obiettivo importante. Poi ci sono le valutazioni di mercato. Chiesa ne ha una impegnativa, siamo distanti. Su Tonali c’è più facilità di confronto”.

Il suo sogno nemmeno segreto resta Dybala?
“È uno dei più grandi talenti. L’anno scorso c’erano sensazioni per poterci arrivare. Oggi è proiettato a diventare un grande leader della Juve”.

Conte è così impegnativo anche per un dirigente esperto come lei?
“È un grande professionista, dedica tutto al lavoro, ha passione, amore e ha doti eccelse. Con queste premesse è tutto più semplice. Le dinamiche le indica lui. Ha sempre avuto rispetto per me, il club e la proprietà: ci darà grandi soddisfazioni”.

L’anno prossimo l’obiettivo dell’inter è spodestare la Juve e vincere lo scudetto?
“Vogliamo alzare l’asticella e il livello qualitativo del gruppo Inter”.

Le ambizioni e i valori di Marotta e dell’inter?
“Ho lavorato in tanti posti, se guardo le ultime due esperienze ci sono principi che uniscono Agnelli e Zhang: il grande senso di appartenenza, della vittoria, della cultura del lavoro e c’è passione. Anche l’inter oggi li ha: l’ambizione è tornare più in alto”.

Parla esattamente come Gazidis.' :troll:
 
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Marotta alla GDS sull'Inter e sul mercato.


L’obiettivo dell’inter?
“Quello di prima, essere protagonista: con 13 gare può succedere di tutto”.

Icardi venduto per 58 milioni: non è un po’ poco?
“Icardi non faceva più parte del nostro progetto. Dovevamo trovare una sistemazione soddisfacente per lui e noi: è stato fatto. Il finale è stato assolutamente gradevole”.

Lo «sconto coronavirus» non si poteva proprio evitare?
“Toglietevi dalla testa operazioni alla Neymar dove tra cartellino e ingaggio spendi 500 milioni. Quelle sono situazioni oggi utopistiche”.

Ci sarà un’operazione Lautaro-Barcellona?
“Lautaro rappresenta un punto di riferimento importante per l’inter, non abbiamo necessità di venderlo. C’è una clausola di 111 milioni che scade il 7 luglio: è l’unico strumento per arrivare a una cessione. Il giocatore può aspettare e crescere con l’Inter”.

Lautaro vuole il Barça.
“Ci confronteremo con lui, dobbiamo fargli capire che una possibilità del genere si può ripresentare in futuro, quando sarà più pronto”.

A che punto è l’inter che ha in mente Marotta?
“Abbiamo aggiunto pedine importanti: l’allenatore e alcuni giocatori, a gennaio anche Eriksen. L’inter ora ha grande visibilità e fascino. Abbiamo l’appeal degli anni migliori”.

Eriksen resta un punto di domanda.
“Non è un interrogativo, è un buon giocatore. Conte troverà la giusta collocazione”.

Nainggolan, Perisic, Sensi. Chi va, chi resta?
“Abbiamo un obbligo: non possiamo deprezzare il valore dei nostri giocatori. Valutiamo tutto con l’allenatore. Sensi vogliamo tenercelo”.

Coppa Italia e Europa League: si possono vincere?
“Partecipiamo per essere protagonisti. La Coppa Italia è più vicina come visione, l’Europa League più ambiziosa”.

Si è parlato molto di Cavani, Chiesa, Tonali. Che tipo di giocatori cerca l’inter?
“Calciatori pronti, ma i giovani italiani sono un obiettivo importante. Poi ci sono le valutazioni di mercato. Chiesa ne ha una impegnativa, siamo distanti. Su Tonali c’è più facilità di confronto”.

Il suo sogno nemmeno segreto resta Dybala?
“È uno dei più grandi talenti. L’anno scorso c’erano sensazioni per poterci arrivare. Oggi è proiettato a diventare un grande leader della Juve”.

Conte è così impegnativo anche per un dirigente esperto come lei?
“È un grande professionista, dedica tutto al lavoro, ha passione, amore e ha doti eccelse. Con queste premesse è tutto più semplice. Le dinamiche le indica lui. Ha sempre avuto rispetto per me, il club e la proprietà: ci darà grandi soddisfazioni”.

L’anno prossimo l’obiettivo dell’inter è spodestare la Juve e vincere lo scudetto?
“Vogliamo alzare l’asticella e il livello qualitativo del gruppo Inter”.

Le ambizioni e i valori di Marotta e dell’inter?
“Ho lavorato in tanti posti, se guardo le ultime due esperienze ci sono principi che uniscono Agnelli e Zhang: il grande senso di appartenenza, della vittoria, della cultura del lavoro e c’è passione. Anche l’inter oggi li ha: l’ambizione è tornare più in alto”.

Senza voler esser pessimista sono almeno 5 anni davanti a noi.
 

sipno

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Senza voler esser pessimista sono almeno 5 anni davanti a noi.

Tranquillo... Lasciamolo prendere a loro... Tanto sono l'inter... Tra 3 anni quando il milan sarà pronto ce lo venderanno come fecero con Pirlo.
E nel frattempo avranno vinto sta ceppa.
 
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Fino al cambio di proprietà non mi innervosisco neanche più,
è inutile.
 

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Senza voler esser pessimista sono almeno 5 anni davanti a noi.

Non è nemmeno questione di anni. Il problema grosso è che il loro progetto è orientato alla costruzione. Lenta, ma pur sempre costruzione. Il nostro, alla distruzione.
 

kipstar

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E' brutto da dire ma si capisce nettamente la differenza.
la situazione è nettamente diversa rispetto a loro....
ci vuole una proprietà che non solo abbia voglia di vincere ma che faccia di tutto per assecondare questa voglia.
non credo serva aggiungere altro......
 
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Non è nemmeno questione di anni. Il problema grosso è che il loro progetto è orientato alla costruzione. Lenta, ma pur sempre costruzione. Il nostro, alla distruzione.

Come già parlato in passato, non concordo che il nostro sia volutamente portato alla distruzione.

Ma verissimo quanto dici sulle melme, onestamente da questo punto di vista li invidio, loro possono sognare.
 

7AlePato7

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Marotta alla GDS sull'Inter e sul mercato.


L’obiettivo dell’inter?
“Quello di prima, essere protagonista: con 13 gare può succedere di tutto”.

Icardi venduto per 58 milioni: non è un po’ poco?
“Icardi non faceva più parte del nostro progetto. Dovevamo trovare una sistemazione soddisfacente per lui e noi: è stato fatto. Il finale è stato assolutamente gradevole”.

Lo «sconto coronavirus» non si poteva proprio evitare?
“Toglietevi dalla testa operazioni alla Neymar dove tra cartellino e ingaggio spendi 500 milioni. Quelle sono situazioni oggi utopistiche”.

Ci sarà un’operazione Lautaro-Barcellona?
“Lautaro rappresenta un punto di riferimento importante per l’inter, non abbiamo necessità di venderlo. C’è una clausola di 111 milioni che scade il 7 luglio: è l’unico strumento per arrivare a una cessione. Il giocatore può aspettare e crescere con l’Inter”.

Lautaro vuole il Barça.
“Ci confronteremo con lui, dobbiamo fargli capire che una possibilità del genere si può ripresentare in futuro, quando sarà più pronto”.

A che punto è l’inter che ha in mente Marotta?
“Abbiamo aggiunto pedine importanti: l’allenatore e alcuni giocatori, a gennaio anche Eriksen. L’inter ora ha grande visibilità e fascino. Abbiamo l’appeal degli anni migliori”.

Eriksen resta un punto di domanda.
“Non è un interrogativo, è un buon giocatore. Conte troverà la giusta collocazione”.

Nainggolan, Perisic, Sensi. Chi va, chi resta?
“Abbiamo un obbligo: non possiamo deprezzare il valore dei nostri giocatori. Valutiamo tutto con l’allenatore. Sensi vogliamo tenercelo”.

Coppa Italia e Europa League: si possono vincere?
“Partecipiamo per essere protagonisti. La Coppa Italia è più vicina come visione, l’Europa League più ambiziosa”.

Si è parlato molto di Cavani, Chiesa, Tonali. Che tipo di giocatori cerca l’inter?
“Calciatori pronti, ma i giovani italiani sono un obiettivo importante. Poi ci sono le valutazioni di mercato. Chiesa ne ha una impegnativa, siamo distanti. Su Tonali c’è più facilità di confronto”.

Il suo sogno nemmeno segreto resta Dybala?
“È uno dei più grandi talenti. L’anno scorso c’erano sensazioni per poterci arrivare. Oggi è proiettato a diventare un grande leader della Juve”.

Conte è così impegnativo anche per un dirigente esperto come lei?
“È un grande professionista, dedica tutto al lavoro, ha passione, amore e ha doti eccelse. Con queste premesse è tutto più semplice. Le dinamiche le indica lui. Ha sempre avuto rispetto per me, il club e la proprietà: ci darà grandi soddisfazioni”.

L’anno prossimo l’obiettivo dell’inter è spodestare la Juve e vincere lo scudetto?
“Vogliamo alzare l’asticella e il livello qualitativo del gruppo Inter”.

Le ambizioni e i valori di Marotta e dell’inter?
“Ho lavorato in tanti posti, se guardo le ultime due esperienze ci sono principi che uniscono Agnelli e Zhang: il grande senso di appartenenza, della vittoria, della cultura del lavoro e c’è passione. Anche l’inter oggi li ha: l’ambizione è tornare più in alto”.
Il Milan ha smesso di essere un club di calcio ormai da molto tempo, avremmo meritato almeno una proprietà come Suning, senza scomodare i vari sceicchi. Purtroppo adesso ci ritroviamo con gli strozzini cui non interessa un fico secco di riportare in alto il Milan.
 
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