Marotta:"Stadio, nuova era per Milan e Inter. Obiettivo 2030".

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Marotta, presidente dell'Inter, sul nuovo San Siro:"Finalmente siamo riusciti ad aprire il varco, ad aprire una strada che ci porterà lontano. Sarà piena di tortuosità, non è facile agire in Italia, dove la burocrazia è molto ostruzionistica. Abbiamo intrapreso questa nuova era con entusiasmo, avremo una nuova casa. E' stato molto difficile acquistare San Siro, ma grazie alla tenacia di Ralph e Scaroni siamo arrivati al rogito. Sarà un impianto molto moderno, che risponde soprattutto all'esigenze di sicurezza, di comodità, di accoglienza, di ospitalità e di tutto un insieme di valori".

"Riferimenti ad altri grandi stadi? Dal punto di vista progettuale, non mi voglio addentrare perché siamo nella fase in cui si sta ragionando. Ci sarà una presentazione vera e propria, con le caratteristiche che la identificano. Il progetto è stato affidato a Foster e Manica, due icone dell'architettura sportiva, che interpreteranno le linee guida delle due proprietà. Posso solo dire che il manto erboso non sarà retrattile come quello del Bernabeu, ma la tecnologia moderna fa sì che si possa cambiare in un giorno".


"Perché dal punto di vista politico non c'è stata una presa di posizione che mirava a sviluppare questa parte dello sport nazionale. Oggi grazie alla presenza di un Ministero dello Sport e un Ministro come Abodi c'è disponibilità e la dimostrazione è nell'aver nominato un commissario ad hoc per gli stadi. Si comincia a capire quanto le strutture possano incidere non solo nell'ambito sociale, ma anche nell'economia stessa dei singoli club e dello sport in generale. Le difficoltà nascono dal fatto che alcune strutture dovrebbero essere considerate di chiaro interesse nazionale e quindi, accanto al Ministero dello Sport, ci dovrebbe essere il Ministero delle Infrastrutture, ovvero quello di Matteo Salvini. Quando parliamo di San Siro e di investimento grosso modo intorno a 1,6-1,7 miliardi di euro solo in termini di valore aggiunto e indotto che può generare, è evidente che sia rilevante nell'economia del Paese. Questo potrebbe permettere di superare certi scogli di procedure lente che trovano facilmente opposizione nell'ambito locale".

"Nuova era per Milan e Inter? Sicuramente sì. C'è stato un periodo di stallo in Italia che ci ha portato a essere fanalino di coda nelle strutture. In Europa sono stati creati o ristrutturati 250 stadi negli ultimi 20 anni, tra questi solo 6 in Italia. Non abbiamo considerato il cuore essenziale di ogni club: deve essere la casa dei tifosi, delle società, dei giocatori. Rappresenta anche un asset patrimoniale di grande rilevanza, che porta ad aumentare i ricavi. Siamo fanalino di coda, noi ricaviamo 80 milioni di euro, il Milan uguale. Real Madrid e Barcellona arrivano tra i 250 e i 300 milioni, i blancos hanno l'obiettivo di superare i 500 milioni. Noi pensiamo di più che raddoppiare gli introiti derivanti dal matchday e da tutte le attività che vengono svolte durante la settimana".


"Il mercato può diventare come quello del Rea? Oggi l'Italia calcistica è in grande involuzione. All'inizio degli anni Duemila il player trading lo conoscevamo solo per attrarre giocatori importanti, mentre oggi le plusvalenze sono voci rilevanti nei bilanci. Il calciomercato in Italia ora non può che portare operazioni che portano a pareggi di bilancio. Tranne i casi di Como e Fiorentina, il resto si sono abbastanza contenuti nelle spese. Bisognerà essere lungimiranti: spazio alla fantasia, alla creatività e alla competenza dei manager più che ai finanziamenti dei soci".

"Noi vogliamo avere lo stadio per il 2030. Spero che ci si possa arrivare. Non dico sia un sogno, ma il percorso burocratico è tortuoso, spero che ci si arrivi. D'altro canto ritengo che l'Italia calcistica non possa fare a meno di essere rappresentata da Milano. Devono esserci tutti gli sforzi da parte della politica nazionale affinché si avveri questa cosa e si giochino non dico la finale, ma partite importanti nel nuovo stadio. Non si può dimenticare e immaginare che Milano non sia rappresentativa del contesto calcistico nazionale".

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Alkampfer

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Nuova era per Milan e Inter? Sicuramente no.
nuova era solo per chi va ad ingrassarsi i portafogli.
 
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