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In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Marina Berlusconi ha espresso una posizione netta sul referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, annunciando che voterà Sì per "fare la cosa giusta" e non per spirito di parte. La presidente di Fininvest ha sottolineato come la separazione delle carriere sia fondamentale per garantire l'effettiva terzietà del giudice e spezzare un sistema che "soffoca tutti", compresi i magistrati stessi. Pur ricordando la "persecuzione giudiziaria" subita dal padre, ha chiarito di non agire per rivalsa, puntando il dito contro un "vergognoso mercato di nomine" gestito dalle correnti del CSM, che ha paragonato a un "gran bazar" dove le promozioni sembrano cambiali elettorali. Sul piano personale, Marina Berlusconi ha ribadito di non avere ambizioni politiche, dicendosi orgogliosa dei successi aziendali di Mondadori, Mediolanum e Mediaset. L'imprenditrice ha anche commentato duramente il caso Fabrizio Corona, definendo "falsissimo e noiosissimo" il suo operato e confermando la causa civile da 160 milioni di euro intentata dal Gruppo per danni reputazionali. Infine, ha espresso profonda preoccupazione per la politica di Donald Trump, accusandolo di voler smantellare i sistemi di controllo democratico e di agire secondo la "legge del più forte", sostenuto dai colossi Big Tech interessati all'assenza di regole; secondo Berlusconi, pur non potendo contare ciecamente su questo tipo di leadership statunitense, l'Europa deve necessariamente confrontarsi con Washington poiché "senza l'America, l'Occidente non va da nessuna parte".