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CorSera: la vicenda che vede contrapposti il Coni e la Figc sta passando dal dibattito sui pareri legali a quello sui voti decisivi, in vista della riunione della Giunta Coni fissata per martedì 6 ottobre alle ore 13. L'ordine del giorno prevede la discussione sul caso del tesseramento di Giovanni Malagò e la successiva votazione sul commissariamento della Figc.
Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha distribuito ai membri della Giunta e del Consiglio Nazionale le valutazioni di quattro giuristi (Scoca, Coccia, Medugno e Angeletti), definendole pareri solidi a sostegno della tesi del Procuratore generale dello Sport Ugo Taucer, secondo cui il tesseramento è un requisito indispensabile per essere candidati ed eletti alla guida di una federazione. Per contro, la Figc oppone i pareri contrari di cinque tra professori e giuristi di alto profilo, sostenendo la piena legittimità della propria posizione e mostrando forte fiducia sulle ragioni di diritto in sede giudiziaria.
Al centro dello scontro vi è ora l'individuazione di chi avrà diritto di voto tra i 16 membri della Giunta, a causa di potenziali conflitti d'interesse disciplinati dall'articolo 7, comma 4, dello Statuto Coni, che impone l'astensione in caso di coinvolgimento diretto. Il Coni ha sollecitato un parere all'Anac in merito alle posizioni di Diana Bianchedi (che ha recentemente interrotto il suo ruolo di capodelegazione della Nazionale in Figc, incarico che l'Anac ha comunque giudicato compatibile con il ruolo di vicepresidente vicaria Coni) e di Elisabet Spina (eletta in quota tecnici e dipendente del Milan, club sostenitore di Malagò). L'Anac ha chiarito che spetta al Coni stesso determinare le condizioni di voto dei propri membri, senza tuttavia indicare lo specifico organo interno preposto, un dettaglio mantenuto riservato dal Coni per non favorire la controparte. La Figc, dal canto suo, potrebbe sollevare obiezioni di conflitto di interesse verso lo stesso Buonfiglio.
Data l'assenza di precedenti, l'esito della votazione darà luogo a un lungo iter di ricorsi legali. Se la Giunta approvasse il commissariamento, Malagò chiederà immediatamente una sospensiva al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, per poi eventualmente rivolgersi alla giustizia ordinaria tramite il Tar e il Consiglio di Stato. Qualora invece la proposta di commissariamento venisse bocciata, Buonfiglio non ha intenzione di dimettersi, sebbene intenda verbalizzare i voti contrari e le relative motivazioni in quanto pubblico ufficiale; tuttavia, un'eventuale bocciatura da parte della Giunta rappresenterebbe nei fatti una sfiducia politica nei suoi confronti secondo la prassi istituzionale. La tensione tra le parti rimane estremamente alta a pochi giorni dall'appuntamento di Palazzo H, con Malagò determinato a proseguire la battaglia legale e politica.
Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha distribuito ai membri della Giunta e del Consiglio Nazionale le valutazioni di quattro giuristi (Scoca, Coccia, Medugno e Angeletti), definendole pareri solidi a sostegno della tesi del Procuratore generale dello Sport Ugo Taucer, secondo cui il tesseramento è un requisito indispensabile per essere candidati ed eletti alla guida di una federazione. Per contro, la Figc oppone i pareri contrari di cinque tra professori e giuristi di alto profilo, sostenendo la piena legittimità della propria posizione e mostrando forte fiducia sulle ragioni di diritto in sede giudiziaria.
Al centro dello scontro vi è ora l'individuazione di chi avrà diritto di voto tra i 16 membri della Giunta, a causa di potenziali conflitti d'interesse disciplinati dall'articolo 7, comma 4, dello Statuto Coni, che impone l'astensione in caso di coinvolgimento diretto. Il Coni ha sollecitato un parere all'Anac in merito alle posizioni di Diana Bianchedi (che ha recentemente interrotto il suo ruolo di capodelegazione della Nazionale in Figc, incarico che l'Anac ha comunque giudicato compatibile con il ruolo di vicepresidente vicaria Coni) e di Elisabet Spina (eletta in quota tecnici e dipendente del Milan, club sostenitore di Malagò). L'Anac ha chiarito che spetta al Coni stesso determinare le condizioni di voto dei propri membri, senza tuttavia indicare lo specifico organo interno preposto, un dettaglio mantenuto riservato dal Coni per non favorire la controparte. La Figc, dal canto suo, potrebbe sollevare obiezioni di conflitto di interesse verso lo stesso Buonfiglio.
Data l'assenza di precedenti, l'esito della votazione darà luogo a un lungo iter di ricorsi legali. Se la Giunta approvasse il commissariamento, Malagò chiederà immediatamente una sospensiva al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, per poi eventualmente rivolgersi alla giustizia ordinaria tramite il Tar e il Consiglio di Stato. Qualora invece la proposta di commissariamento venisse bocciata, Buonfiglio non ha intenzione di dimettersi, sebbene intenda verbalizzare i voti contrari e le relative motivazioni in quanto pubblico ufficiale; tuttavia, un'eventuale bocciatura da parte della Giunta rappresenterebbe nei fatti una sfiducia politica nei suoi confronti secondo la prassi istituzionale. La tensione tra le parti rimane estremamente alta a pochi giorni dall'appuntamento di Palazzo H, con Malagò determinato a proseguire la battaglia legale e politica.