- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 262,962
- Reaction score
- 53,906
GDS: I vertici del Milan non hanno accolto positivamente le recenti dichiarazioni di Rafael Leao, rilasciate nel corso di un'intervista non autorizzata che la società ritiene poco corretta e potenzialmente dannosa a livello patrimoniale. Dichiarando conclusa la sua esperienza in rossonero e mettendosi di fatto sul mercato per testarsi in un nuovo campionato europeo di massimo livello, il numero dieci ha provocato una svalutazione del proprio cartellino, nel tentativo di spingere la dirigenza verso una cessione obbligata. Sebbene i piani alti di via Aldo Rossi siano attualmente concentrati sulla nomina del nuovo amministratore delegato, del direttore tecnico e dell'allenatore dopo i licenziamenti di Furlani, Tare, Moncada e Allegri, la gestione del futuro del portoghese passerà inevitabilmente ai prossimi quadri dirigenziali. Una ricomposizione della frattura appare complessa, anche perché Leao, reduce da due stagioni sottotono e giunto alla fine di un ciclo, era già considerato tra i possibili partenti per via del suo ingaggio da sette milioni di euro a stagione e per la necessità del club di registrare una plusvalenza a bilancio. La dirigenza milanista sospetta che le parole del calciatore facciano parte di una precisa strategia mediatica volta ad attirare acquirenti, specialmente in Premier League, dato il gradimento manifestato in passato per l'Arsenal e il Manchester United. Il Milan valuta attualmente il giocatore tra i 50 e i 60 milioni di euro, complice un contratto valido fino al 2028, e spera che una buona prestazione al Mondiale con il Portogallo possa attirare offerte concrete, una situazione ben diversa rispetto al passato quando il club rifiutò una proposta da cento milioni di euro del Chelsea. Al momento le opzioni scarseggiano: il Fenerbahçe di Hakan Safi si è ufficialmente tirato indietro e il Barcellona ha virato su altri obiettivi, lasciando come uniche piste concrete il Galatasaray, l'interesse di club europei alla ricerca di un affare a prezzo di saldo o in prestito, e l'auspicio societario di un inserimento da parte dei club dell'Arabia Saudita; qualora non si trovasse una soluzione idonea, il calciatore non verrà svenduto o messo fuori rosa, ma dovrà regolarmente presentarsi a Milanello al termine delle vacanze post-Mondiale.
Tuttosport: Il futuro di Rafael Leao al Milan sembra ormai giunto a un punto di svolta definitivo dopo le recenti dichiarazioni rilasciate dal calciatore a SportTv in Portogallo. L'attaccante ha aperto esplicitamente all'addio, affermando di aver dato al club tutto ciò che poteva, di essere felice di aver scritto il proprio nome nella storia rossonera ma di desiderare ora una nuova sfida in un nuovo campionato. Queste parole giungono in risposta alle dure critiche trapelate da parte del patron Gerry Cardinale, il quale lo avrebbe ceduto volentieri già un anno fa per 100 milioni ritenendolo un giocatore senza carattere, mettendo di fatto il portoghese sul mercato. Leao ha fatto capire di voler gestire il proprio trasferimento alle sue condizioni: non prenderà in considerazione campionati secondari come quello arabo o quello turco, puntando esclusivamente a una sistemazione in Premier League o in Liga spagnola. A conferma del suo scarso interesse per la Turchia si registrano le parole di Hakan Safi, candidato alla presidenza del Fenerbahçe e amico di Paolo Maldini, il quale ha rivelato di aver incontrato Leao ma di aver capito dopo soli dieci minuti di colloquio che l'operazione non sarebbe stata fattibile. Nonostante la volontà di separazione, non va escluso uno scenario alternativo: in mancanza di offerte congrue che soddisfino sia le ambizioni del calciatore sia le richieste economiche del club, Leao resterebbe al Milan, dove ha ancora due anni di contratto a 5.5 milioni di euro netti a stagione. Il portoghese intende far valere il proprio status di capocannoniere stagionale della squadra con 9 reti in campionato, un bottino ottenuto nonostante condizioni fisiche precarie e una forte penalizzazione tattica dovuta alle scelte dell'allenatore Massimiliano Allegri, imminente tecnico del Napoli, che lo ha snaturato spostandolo dal ruolo di esterno a quello di centravanti, contribuendo a demineralizzarne il gioco insieme ad altri elementi scontenti della rosa come Maignan e Rabiot.
Tuttosport: Il futuro di Rafael Leao al Milan sembra ormai giunto a un punto di svolta definitivo dopo le recenti dichiarazioni rilasciate dal calciatore a SportTv in Portogallo. L'attaccante ha aperto esplicitamente all'addio, affermando di aver dato al club tutto ciò che poteva, di essere felice di aver scritto il proprio nome nella storia rossonera ma di desiderare ora una nuova sfida in un nuovo campionato. Queste parole giungono in risposta alle dure critiche trapelate da parte del patron Gerry Cardinale, il quale lo avrebbe ceduto volentieri già un anno fa per 100 milioni ritenendolo un giocatore senza carattere, mettendo di fatto il portoghese sul mercato. Leao ha fatto capire di voler gestire il proprio trasferimento alle sue condizioni: non prenderà in considerazione campionati secondari come quello arabo o quello turco, puntando esclusivamente a una sistemazione in Premier League o in Liga spagnola. A conferma del suo scarso interesse per la Turchia si registrano le parole di Hakan Safi, candidato alla presidenza del Fenerbahçe e amico di Paolo Maldini, il quale ha rivelato di aver incontrato Leao ma di aver capito dopo soli dieci minuti di colloquio che l'operazione non sarebbe stata fattibile. Nonostante la volontà di separazione, non va escluso uno scenario alternativo: in mancanza di offerte congrue che soddisfino sia le ambizioni del calciatore sia le richieste economiche del club, Leao resterebbe al Milan, dove ha ancora due anni di contratto a 5.5 milioni di euro netti a stagione. Il portoghese intende far valere il proprio status di capocannoniere stagionale della squadra con 9 reti in campionato, un bottino ottenuto nonostante condizioni fisiche precarie e una forte penalizzazione tattica dovuta alle scelte dell'allenatore Massimiliano Allegri, imminente tecnico del Napoli, che lo ha snaturato spostandolo dal ruolo di esterno a quello di centravanti, contribuendo a demineralizzarne il gioco insieme ad altri elementi scontenti della rosa come Maignan e Rabiot.