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La GDS sulle dichiarazioni di ieri di Leao:
Nonostante l'irritazione del Milan per le sue recenti dichiarazioni d'addio, Rafael Leao ha raddoppiato la posta in una nuova intervista rilasciata a Sport Tv, in cui non solo ha ribadito fermamente la volontà di chiudere la sua avventura in rossonero, ma ha anche lanciato precise stoccate a Massimiliano Allegri, pur senza nominarlo direttamente. Il portoghese ha infatti dichiarato testualmente: «Non penso di essere stato messo nelle condizioni di giocare nella posizione più adatta per poter fare la differenza. Ho giocato 4-5 mesi infortunato, con questa sorte di tendinite, per giunta in un ruolo che non è il mio e sono arrivato stanchissimo a fine stagione». Analizzando l'annata, conclusasi con un bilancio personale di appena 9 gol e 3 assist e una seconda parte di campionato gravemente insufficiente, l'attaccante ha aggiunto: «Per me è stato un anno molto difficile, non ci siamo qualificati in Champions League e avremmo avuto tantissimo tempo per lavorare nel corso della settimana. Per come stavo nella pre-season, sentivo di poter realmente fare la differenza, mi sentivo veramente bene e in fiducia». Il futuro desiderato dal giocatore è chiaramente lontano da Milano, come confermato dalle sue stesse parole: «Ho bisogno di una nuova sfida. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po’. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbero di più il mio talento e me come giocatore. Se dovesse arrivare l’opportunità della Premier, sarei molto contento: penso che riuscirei a mettere a confronto il mio talento con giocatori che sono a un livello molto alto. Giocare in quel tipo di campionato valorizza molto il giocatore». All'interno dell'intervista Leao ha comunque ricordato positivamente il suo passato in rossonero, parlando della propria crescita calcistica sotto la guida di Stefano Pioli, che a suo dire gli ha dato la libertà di esprimere il proprio talento, e del legame con Zlatan Ibrahimovic, descritto come una brava persona che lo ha aiutato dentro e fuori dal campo e che tuttora considera un idolo. Ha inoltre rievocato i suoi inizi al club svelando un retroscena di mercato: «C’era l’Inter su di me, poi mi chiamò Paolo Maldini». Questa ripetuta insistenza pubblica nel manifestare la volontà di andarsene, manifestata per ben due volte nel giro di una settimana, alimenta il forte sospetto che dietro gli sfoghi del numero dieci ci sia una precisa strategia mirata a richiamare l'attenzione dei top club inglesi — avendo lui stesso confessato in un podcast la propria ammirazione per Manchester United e Arsenal — e, contemporaneamente, a mettere il Milan con le spalle al muro. Sebbene la dirigenza rossonera non sia contraria a prescindere alla cessione del portoghese, l'atteggiamento del giocatore indispone fortemente Gerry Cardinale e i suoi uomini, poiché un atleta che dichiara pubblicamente di voler cambiare aria riduce inevitabilmente il potere contrattuale del club venditore. La valutazione di Leao ha già subito un sensibile calo a causa del rendimento insufficiente delle ultime stagioni, allontanando definitivamente i tempi in cui il Milan poteva fare scudo con la clausola rescissoria da 175 milioni di euro. Attualmente, in via Aldo Rossi la quotazione del cartellino si aggira intorno ai 50 milioni di euro, complice un contratto valido fino al 30 giugno 2028, con il rischio concreto che il mercato possa costringere il Diavolo ad abbassare ulteriormente le pretese. Sul fronte delle trattative reali la situazione è bloccata, poiché al momento non sono pervenute offerte ufficiali alla sede del Milan. Leao ha registrato dei contatti con il Galatasaray, che gli avrebbe prospettato un ingaggio da 10 milioni di euro all'anno, mentre il Fenerbahçe si è già ritirato dalla corsa. Nonostante i gradimenti manifestati verso Arsenal e Manchester United, nessuno dei due club inglesi ha ancora compiuto passi concreti, lasciando aperto l'interrogativo se la Premier League sia davvero intenzionata a puntare su di lui, uno scenario che potrebbe sbloccarsi solo successivamente ai Mondiali o qualora il prezzo del cartellino diventasse favorevole.
Nonostante l'irritazione del Milan per le sue recenti dichiarazioni d'addio, Rafael Leao ha raddoppiato la posta in una nuova intervista rilasciata a Sport Tv, in cui non solo ha ribadito fermamente la volontà di chiudere la sua avventura in rossonero, ma ha anche lanciato precise stoccate a Massimiliano Allegri, pur senza nominarlo direttamente. Il portoghese ha infatti dichiarato testualmente: «Non penso di essere stato messo nelle condizioni di giocare nella posizione più adatta per poter fare la differenza. Ho giocato 4-5 mesi infortunato, con questa sorte di tendinite, per giunta in un ruolo che non è il mio e sono arrivato stanchissimo a fine stagione». Analizzando l'annata, conclusasi con un bilancio personale di appena 9 gol e 3 assist e una seconda parte di campionato gravemente insufficiente, l'attaccante ha aggiunto: «Per me è stato un anno molto difficile, non ci siamo qualificati in Champions League e avremmo avuto tantissimo tempo per lavorare nel corso della settimana. Per come stavo nella pre-season, sentivo di poter realmente fare la differenza, mi sentivo veramente bene e in fiducia». Il futuro desiderato dal giocatore è chiaramente lontano da Milano, come confermato dalle sue stesse parole: «Ho bisogno di una nuova sfida. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po’. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbero di più il mio talento e me come giocatore. Se dovesse arrivare l’opportunità della Premier, sarei molto contento: penso che riuscirei a mettere a confronto il mio talento con giocatori che sono a un livello molto alto. Giocare in quel tipo di campionato valorizza molto il giocatore». All'interno dell'intervista Leao ha comunque ricordato positivamente il suo passato in rossonero, parlando della propria crescita calcistica sotto la guida di Stefano Pioli, che a suo dire gli ha dato la libertà di esprimere il proprio talento, e del legame con Zlatan Ibrahimovic, descritto come una brava persona che lo ha aiutato dentro e fuori dal campo e che tuttora considera un idolo. Ha inoltre rievocato i suoi inizi al club svelando un retroscena di mercato: «C’era l’Inter su di me, poi mi chiamò Paolo Maldini». Questa ripetuta insistenza pubblica nel manifestare la volontà di andarsene, manifestata per ben due volte nel giro di una settimana, alimenta il forte sospetto che dietro gli sfoghi del numero dieci ci sia una precisa strategia mirata a richiamare l'attenzione dei top club inglesi — avendo lui stesso confessato in un podcast la propria ammirazione per Manchester United e Arsenal — e, contemporaneamente, a mettere il Milan con le spalle al muro. Sebbene la dirigenza rossonera non sia contraria a prescindere alla cessione del portoghese, l'atteggiamento del giocatore indispone fortemente Gerry Cardinale e i suoi uomini, poiché un atleta che dichiara pubblicamente di voler cambiare aria riduce inevitabilmente il potere contrattuale del club venditore. La valutazione di Leao ha già subito un sensibile calo a causa del rendimento insufficiente delle ultime stagioni, allontanando definitivamente i tempi in cui il Milan poteva fare scudo con la clausola rescissoria da 175 milioni di euro. Attualmente, in via Aldo Rossi la quotazione del cartellino si aggira intorno ai 50 milioni di euro, complice un contratto valido fino al 30 giugno 2028, con il rischio concreto che il mercato possa costringere il Diavolo ad abbassare ulteriormente le pretese. Sul fronte delle trattative reali la situazione è bloccata, poiché al momento non sono pervenute offerte ufficiali alla sede del Milan. Leao ha registrato dei contatti con il Galatasaray, che gli avrebbe prospettato un ingaggio da 10 milioni di euro all'anno, mentre il Fenerbahçe si è già ritirato dalla corsa. Nonostante i gradimenti manifestati verso Arsenal e Manchester United, nessuno dei due club inglesi ha ancora compiuto passi concreti, lasciando aperto l'interrogativo se la Premier League sia davvero intenzionata a puntare su di lui, uno scenario che potrebbe sbloccarsi solo successivamente ai Mondiali o qualora il prezzo del cartellino diventasse favorevole.