Leao:"Bennacer fratello, Ibra e il bacio al piede...".

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Qualcuno ti ha mai dato un consiglio? “Mio papà sempre, ma sempre consigli diversi. Mai arrendersi, stare vicino alla famiglia, credere sempre in me stesso, quello è stato il consiglio migliore. Mio padre è stato fondamentale per me e lo è ancora, ha lasciato il lavoro per vedere le mie partite, fossi stato da solo con mia mamma non sarebbe successo tutto questo. Quando è andato a lavorare in Angola per sei mesi, io ho avuto una crisi con il calcio. Ero ancora allo Sporting, mi chiamò il direttore sportivo e mi disse che sarebbe stato meglio se avessi cercato un altro club. Ho chiamato mio padre ed è tornato subito a casa. Pensavo di essere più grande e più maturo di quello che ero in realtà, ma senza di lui non riesco bene ad interpretare le situazioni. Quando è andato via capì quanto è stato fondamentale”.

La cosa più strana che ti è capitata e che riguarda il calcio? “Ero al ristorante con gli amici portoghesi. Quando facciamo per uscire, mi giro a sinistra e ci sono diversi tifosi del Milan che mi chiamavano ‘Rafa, Rafa!’. Poi mi hanno chiesto ‘Ti posso dare un bacio sui piedi’? Si sono inginocchiati e si sono avvicinati verso i miei piedi, io gli dicevo ‘No, no!’. Era un ragazzo giovane, e lì non sai come reagire… Me li ha baciati, sulle scarpe”.

Consigli di un compagno in particolare? “Sì, ho avuto sempre dei compagni importanti. Quando giocavo bene, Zlatan Ibrahimovic non mi diceva niente. Quando giocavo male invece si faceva sentire, ma su questioni tecniche, sui dettagli. Quando sbagliavo i controlli mi diceva con quella qualità e quel talento che hai non puoi sbagliare il controllo, devi andare in porta“.


C’è qualche compagno di squadra che ti ha aiutato appena sei arrivato a Milano? “Mi ha aiutato Bennacer. Io ho un grande rapporto con lui, è mio fratello e spero che torni presto. Non c’è un episodio in particolare, mi ha aiutato tutti i giorni e mi supporta tantissimo. E’ veramente mio fratello.



 

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Qualcuno ti ha mai dato un consiglio? “Mio papà sempre, ma sempre consigli diversi. Mai arrendersi, stare vicino alla famiglia, credere sempre in me stesso, quello è stato il consiglio migliore. Mio padre è stato fondamentale per me e lo è ancora, ha lasciato il lavoro per vedere le mie partite, fossi stato da solo con mia mamma non sarebbe successo tutto questo. Quando è andato a lavorare in Angola per sei mesi, io ho avuto una crisi con il calcio. Ero ancora allo Sporting, mi chiamò il direttore sportivo e mi disse che sarebbe stato meglio se avessi cercato un altro club. Ho chiamato mio padre ed è tornato subito a casa. Pensavo di essere più grande e più maturo di quello che ero in realtà, ma senza di lui non riesco bene ad interpretare le situazioni. Quando è andato via capì quanto è stato fondamentale”.

La cosa più strana che ti è capitata e che riguarda il calcio? “Ero al ristorante con gli amici portoghesi. Quando facciamo per uscire, mi giro a sinistra e ci sono diversi tifosi del Milan che mi chiamavano ‘Rafa, Rafa!’. Poi mi hanno chiesto ‘Ti posso dare un bacio sui piedi’? Si sono inginocchiati e si sono avvicinati verso i miei piedi, io gli dicevo ‘No, no!’. Era un ragazzo giovane, e lì non sai come reagire… Me li ha baciati, sulle scarpe”.

Consigli di un compagno in particolare? “Sì, ho avuto sempre dei compagni importanti. Quando giocavo bene, Zlatan Ibrahimovic non mi diceva niente. Quando giocavo male invece si faceva sentire, ma su questioni tecniche, sui dettagli. Quando sbagliavo i controlli mi diceva con quella qualità e quel talento che hai non puoi sbagliare il controllo, devi andare in porta“.


C’è qualche compagno di squadra che ti ha aiutato appena sei arrivato a Milano? “Mi ha aiutato Bennacer. Io ho un grande rapporto con lui, è mio fratello e spero che torni presto. Non c’è un episodio in particolare, mi ha aiutato tutti i giorni e mi supporta tantissimo. E’ veramente mio fratello.



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Qualcuno ti ha mai dato un consiglio? “Mio papà sempre, ma sempre consigli diversi. Mai arrendersi, stare vicino alla famiglia, credere sempre in me stesso, quello è stato il consiglio migliore. Mio padre è stato fondamentale per me e lo è ancora, ha lasciato il lavoro per vedere le mie partite, fossi stato da solo con mia mamma non sarebbe successo tutto questo. Quando è andato a lavorare in Angola per sei mesi, io ho avuto una crisi con il calcio. Ero ancora allo Sporting, mi chiamò il direttore sportivo e mi disse che sarebbe stato meglio se avessi cercato un altro club. Ho chiamato mio padre ed è tornato subito a casa. Pensavo di essere più grande e più maturo di quello che ero in realtà, ma senza di lui non riesco bene ad interpretare le situazioni. Quando è andato via capì quanto è stato fondamentale”.

La cosa più strana che ti è capitata e che riguarda il calcio? “Ero al ristorante con gli amici portoghesi. Quando facciamo per uscire, mi giro a sinistra e ci sono diversi tifosi del Milan che mi chiamavano ‘Rafa, Rafa!’. Poi mi hanno chiesto ‘Ti posso dare un bacio sui piedi’? Si sono inginocchiati e si sono avvicinati verso i miei piedi, io gli dicevo ‘No, no!’. Era un ragazzo giovane, e lì non sai come reagire… Me li ha baciati, sulle scarpe”.

Consigli di un compagno in particolare? “Sì, ho avuto sempre dei compagni importanti. Quando giocavo bene, Zlatan Ibrahimovic non mi diceva niente. Quando giocavo male invece si faceva sentire, ma su questioni tecniche, sui dettagli. Quando sbagliavo i controlli mi diceva con quella qualità e quel talento che hai non puoi sbagliare il controllo, devi andare in porta“.


C’è qualche compagno di squadra che ti ha aiutato appena sei arrivato a Milano? “Mi ha aiutato Bennacer. Io ho un grande rapporto con lui, è mio fratello e spero che torni presto. Non c’è un episodio in particolare, mi ha aiutato tutti i giorni e mi supporta tantissimo. E’ veramente mio fratello.



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La cosa più strana che ti è capitata e che riguarda il calcio? “Ero al ristorante con gli amici portoghesi. Quando facciamo per uscire, mi giro a sinistra e ci sono diversi tifosi del Milan che mi chiamavano ‘Rafa, Rafa!’. Poi mi hanno chiesto ‘Ti posso dare un bacio sui piedi’? Si sono inginocchiati e si sono avvicinati verso i miei piedi, io gli dicevo ‘No, no!’. Era un ragazzo giovane, e lì non sai come reagire… Me li ha baciati, sulle scarpe”.

Consigli di un compagno in particolare? “Sì, ho avuto sempre dei compagni importanti. Quando giocavo bene, Zlatan Ibrahimovic non mi diceva niente. Quando giocavo male invece si faceva sentire, ma su questioni tecniche, sui dettagli. Quando sbagliavo i controlli mi diceva con quella qualità e quel talento che hai non puoi sbagliare il controllo, devi andare in porta“.


C’è qualche compagno di squadra che ti ha aiutato appena sei arrivato a Milano? “Mi ha aiutato Bennacer. Io ho un grande rapporto con lui, è mio fratello e spero che torni presto. Non c’è un episodio in particolare, mi ha aiutato tutti i giorni e mi supporta tantissimo. E’ veramente mio fratello.



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La cosa più strana che ti è capitata e che riguarda il calcio? “Ero al ristorante con gli amici portoghesi. Quando facciamo per uscire, mi giro a sinistra e ci sono diversi tifosi del Milan che mi chiamavano ‘Rafa, Rafa!’. Poi mi hanno chiesto ‘Ti posso dare un bacio sui piedi’? Si sono inginocchiati e si sono avvicinati verso i miei piedi, io gli dicevo ‘No, no!’. Era un ragazzo giovane, e lì non sai come reagire… Me li ha baciati, sulle scarpe”.

Consigli di un compagno in particolare? “Sì, ho avuto sempre dei compagni importanti. Quando giocavo bene, Zlatan Ibrahimovic non mi diceva niente. Quando giocavo male invece si faceva sentire, ma su questioni tecniche, sui dettagli. Quando sbagliavo i controlli mi diceva con quella qualità e quel talento che hai non puoi sbagliare il controllo, devi andare in porta“.


C’è qualche compagno di squadra che ti ha aiutato appena sei arrivato a Milano? “Mi ha aiutato Bennacer. Io ho un grande rapporto con lui, è mio fratello e spero che torni presto. Non c’è un episodio in particolare, mi ha aiutato tutti i giorni e mi supporta tantissimo. E’ veramente mio fratello.



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La cosa più strana che ti è capitata e che riguarda il calcio? “Ero al ristorante con gli amici portoghesi. Quando facciamo per uscire, mi giro a sinistra e ci sono diversi tifosi del Milan che mi chiamavano ‘Rafa, Rafa!’. Poi mi hanno chiesto ‘Ti posso dare un bacio sui piedi’? Si sono inginocchiati e si sono avvicinati verso i miei piedi, io gli dicevo ‘No, no!’. Era un ragazzo giovane, e lì non sai come reagire… Me li ha baciati, sulle scarpe”.

Consigli di un compagno in particolare? “Sì, ho avuto sempre dei compagni importanti. Quando giocavo bene, Zlatan Ibrahimovic non mi diceva niente. Quando giocavo male invece si faceva sentire, ma su questioni tecniche, sui dettagli. Quando sbagliavo i controlli mi diceva con quella qualità e quel talento che hai non puoi sbagliare il controllo, devi andare in porta“.


C’è qualche compagno di squadra che ti ha aiutato appena sei arrivato a Milano? “Mi ha aiutato Bennacer. Io ho un grande rapporto con lui, è mio fratello e spero che torni presto. Non c’è un episodio in particolare, mi ha aiutato tutti i giorni e mi supporta tantissimo. E’ veramente mio fratello.



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La cosa più strana che ti è capitata e che riguarda il calcio? “Ero al ristorante con gli amici portoghesi. Quando facciamo per uscire, mi giro a sinistra e ci sono diversi tifosi del Milan che mi chiamavano ‘Rafa, Rafa!’. Poi mi hanno chiesto ‘Ti posso dare un bacio sui piedi’? Si sono inginocchiati e si sono avvicinati verso i miei piedi, io gli dicevo ‘No, no!’. Era un ragazzo giovane, e lì non sai come reagire… Me li ha baciati, sulle scarpe”.

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