Ho visto qualcosina in più del ragazzetto, ed una prima certezza è che non sarebbero comunque soldi buttati via come Jashari.
Per Jashari non solo non esisteva una sola ragione di campo per giustificare quell'acquisto e figuriamoci a quelle cifre, ma nemmeno la speranza che potesse poi succedere qualcosa di speciale.
Con Karetsas quella speranza almeno c'è, perché tra mille dubbi il talento ed il genio non si discutono.
La fattispecie è chiarissima: parte da destra ma può benissimo venire tra le linee a ricevere, pretende palla sui piedi per creare, non attacca lo spazio o l'area, dopo il primo dribbling deve rassegnarsi a farne un altro perché non ha proprio la gamba per scappare via, cerca sempre la giocata, vede cose che al Genk i suoi compagni nemmeno in sogno comprenderebbero, a volte perde palla come un bambino.
Se dovessi fare due nomi secchi abbastanza noti di chi mi ricorda oggi direi Lee Kang-in, il coreano del PSG, e quello della Bosnia che giocava dall'altra parte rispetto al nostro amico Alajbegovic, ovvero quel Bajraktarevic che fece un mazzo così a Dimarco e Spinazzola.
Alzando un po' il tiro Bernando Silva, Guler, Foden, Brahim sono ovvi punti d'arrivo, anche per un suo accentramento o addirittura arretramento in carriera non da escludere.
Ma se gestito male può benissimo fare la fine di un Politano o di un Suso, restare cioè in quel bagnomaria inconcludente, un po' la strada che sta prendendo Conceicao alla Juve se non svolta.